Giulio, il barman che serve cocktail in una pipa

Giulio Nieri durante una premiazione e il cocktail premiato

Diciannove anni, di Buti, premiato per il suo estro

Anche una sola goccia può fare la differenza e cambiare il gusto. Nella sfida a colpi di shaker e di ricette uniche ed esclusive, che si è svolta nei giorni scorsi a Firenze, Giulio Nieri, 19 anni, di Buti, si è subito fatto notare. Il bartender del "Tabasco N6", ristorante aperto alla fine della seconda ondata della pandemia a Calcinaia, era la prima volta che partecipava alla "Florence cocktail week" e subito è stato premiato. La sua idea di cocktail, dal nome evocativo, "Woodstock flavour", ha vinto il primo premio nella sezione "Signature cocktail". Tre i locali pisani che sono stati selezionati tra settanta partecipanti a livello nazionale. «Ho scelto questo nome, Woodstock flavour, per celebrare la cultura della musica rock, folk, peace and love che ha reso noto in tutto il mondo l’omonimo festival». Ma di cosa si tratta? «È una bevanda che somiglia a una piccola opera d’arte. È composta da amaro Santoni, liquore al caffè e lapsang tea, costruito in un bicchiere da pipa». Un oggetto da ammirare oltre che gustare. Per la presentazione - sempre più spesso per drink e aperitivi è richiesto un approccio più raffinato - è stato abbinato a un macaron salato ai fegati.

«Questo cocktail, che ho pensato mettendo a frutto la mia preparazione, è entrato a fare parte delle proposte di Tabasco N6, ristorante che punta sull’innovazione in fatto di cucina (aperta ai gusti e ai sapori del mondo)» spiega il giovane barman a cui piace cimentarsi con la miscelazione a livelli raffinati. Tabasco è gestito da Priscilla Pellinacci e Sandro Nieri, fratello di Giulio e suo primo sostenitore in questa passione. «Lavoro in questo settore da due anni - racconta Giulio - è una passione ma anche un’occupazione. È da quando ho 14 anni che lavoro dietro al bancone. Per preparami al meglio ho frequentato la "Drink Factory" di Bologna, che è una scuola per bartender. Ho seguito corsi mirati, con docenti che ti avvicinano ai diversi approcci che possono essere richiesti a un barista. Mi piace e mi diverte».

Ma quali sono i cocktail che vanno di moda? «I classici, come Old Fashioned, Negroni o Manhattan, per citarne alcuni, vanno sempre per la maggiore. Ma anche in fatto di gusto ci sono le mode. Oggi gli aperitivi sono più sfiziosi, richiedono un’attenta lavorazione della materia prima per esaltarne le note distintive» spiega Giulio. I giovani - fermo restando che ai minorenni sono vietate le bevande alcoliche, è bene ribadirlo - in genere si orientano sull’amaro o sul gusto "umami", che in giapponese vuol dire "saporito"» . È caratteristico del glutammato, un amminoacido presente in cibi altamente proteici. Bevande con queste note sono spesso servite in abbinamento con cibi speziati. Perché cocktail e creatività fanno tendenza.

La Florence cocktail week, che si è appena conclusa, si è confermata un appuntamento importante e una vetrina per locali emergenti oltre che per i big del settore. Per sei giorni ospiti di fama internazionale italiani e stranieri sono arrivati alla cocktail week organizzata da Paola Mencarelli a Firenze. A precedere la sesta edizione della manifestazione dedicata al bere miscelato di qualità, la terza edizione di Tuscany cocktail week a cui sono stati presentati settanta cocktail bar da dieci province toscane. La cerimonia degli Awards ha confermato i nomi storici del panorama locale, dando grande spazio a bartender e cocktail bar veterani, ma anche mettendo in luce i nuovi locali. Così oltre alle conferme per Atrium Bar del Four Seasons Hotel Firenze e gruppo Valenza, con awards per Gilli 1773, Caffè Concerto Paszkowski e Move On, hanno riscosso un grande successo le new entry di questa edizione. Come Floreal, La Petite, Santa Cocktail Club e Djaria American Bar, format diversi fra loro ma con in comune team propositivi che stanno incontrando successo a Firenze. È donna invece il Best Signature Cocktail Fcw21, grazie all’estro e la raffinata naturalezza di Martina Bonci di Gesto, che con il suo "Chi la dura la vince" si è aggiudicata uno dei premi più ambiti. Per la Tuscany cocktail week sono stati premiati i dieci migliori Signature cocktail selezionati tra le 70 ricette dei cocktail bar partecipanti da una giuria presieduta da Flavio Angiolillo, guru dei barman, che ha avuto un grande successo a Milano. Nel panorama della mixology italiana, il nome di Angiolillo è tra quelli più gettonati. I locali che ha aperto insieme ai suoi soci sono stati punto di riferimento per la new era dei cocktail bar in Italia e per chi voleva discostarsi dai classici aperitivi. © RIPRODUZIONE RISERVATA