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Caro benzina e gasolio, prezzi alle stelle: dove sono i distributori più cari in Toscana

Rincari fino al 13 per cento rispetto alla fine di settembre: stiamo tornando ai livelli record del 2012. Il peso del fisco. Metano: Grosseto "isola felice"

Benzina a 1.686,89 euro ogni mille litri, gasolio auto a 1.536,73 e Gpl (i gas di petrolio liquefatti) a 717,44. Queste cifre certificano l’ultima rilevazione del ministero della Transizione Ecologica sui prezzi medi settimanali dei carburanti a livello nazionale: aumenti, si legge nel portale – rispettivamente – del 10,53%, del 13,26% e del 4,79% rispetto allo scorso 27 settembre.

Ecco allora i distributori più cari della Toscana. Il confronto mensile sull’ultimo trimestre evidenzia una crescita costante del prezzo della benzina, un rimbalzo di quello del gasolio e una fiammata dei Gpl. A luglio la benzina costava 1.650,96 euro ogni mille litri, ad agosto costava 1.654,17 e a settembre 1.669,58. Il gasolio partiva da 1.508,34 per scendere a 1.505,36 e risaliva infine a 1.517,29. I Gpl schizzavano in rapida progressione da 680,71 a 695,33 a 709,96.


I prezzi “stracciati” di maggio e novembre 2020 sono ormai un lontano ricordo e non devono trarre in inganno. L’andamento del prezzo medio mensile nell’ultimo anno ha assorbito la flessione, e la linea sul grafico punta dritta alle vette storiche del 2012 (quel settembre la benzina arrivò a 1.870,89 e il gasolio a 1764,22 mentre i Gpl arrancavano tentando di bissare il record di 888,82 dell’aprile precedente). Quell’annus horribilis non fu determinato dalla profezia dei Maya ma dalle politiche del governo, che in nove mesi partorirono un inesorabile aumento delle accise di 24,2 euro ogni mille litri di benzina, partendo dai 704,20 di gennaio per arrivare fino ai 728,40 in vigore ancora oggi. I prezzi odierni non sono dunque tutta colpa delle famigerate imposte sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo, che pure rimangono tra le più alte d’Europa, quanto – certo – dall’andamento del mercato dell’energia aggravato però dall’anomalia molto italiana dell’Iva sulle accise. L’imposta si applica sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, di scambio di beni e servizi, ma la direttiva che la disciplina prevede espressamente che la base imponibile su cui calcolarla deve obbligatoriamente includere le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi (con l’eccezione della stessa Iva), includendo in tal modo anche le accise, rese poi strutturali in Legge di stabilità per il 2013. Nella pratica, nonostante l’asticella delle imposte sia stata lasciata lì da ormai nove anni, l’Iva sulla benzina è partita da 324,70 euro ogni mille litri a settembre 2012, ha toccato un minimo di 250,22 a ottobre 2020 e 11 mesi dopo ha raggiunto i 301,07. Di conseguenza, il prezzo netto della benzina è partito da 817,79 euro ogni mille litri a settembre 2012, ha toccato un minimo di 408,95 a ottobre 2020 e undici mesi dopo ha raggiunto i 640,11. Situazione analoga per il gasolio, in cui il combinato disposto accise/Iva pesa per il 58,2% sul prezzo finale del carburante (per la benzina è il 61,2%), ma nettamente diversa per i Gpl, dove è il prezzo industriale a farla da padrone con una componente del 61,4% sul prezzo finale (accise e Iva costituiscono il rimanente 38,6%).

Ecco perché i proprietari di veicoli alimentati da gas di petrolio liquefatti sono i più colpiti dal caro-energia. Sono invece le elaborazioni di Quotidiano Energia a fotografare il prezzo medio del metano auto, che si posiziona tra 1,195 euro al chilo e 1,638 (1,303 la media dei distributori no logo) con un aumento del valore minimo e una diminuzione di quello massimo.

L’Osservaprezzi Carburanti del ministero dello Sviluppo Economico rileva infine i prezzi nei distributori della Toscana. I pieni di benzina e gasolio più salati di ieri si pagavano al Q8 sull’A11 nel tratto che attraversa Serravalle Pistoiese in direzione Ovest, con – rispettivamente – 2,087 e 1,947 euro al litro, i Gpl più cari si potevano trovare invece alla stazione di servizio Esso “Badia al Pino Est” di Civitella in Val di Chiana, dove un chilo di carburante arrivava a costare 0,929 euro. Una dozzina invece gli impianti che avevano “sparato” il metano a 2,240 euro al chilo.



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