Il barbiere del gol: Lorenzo, Miami e i suoi tre amori

Lorenzo Vettori e la firma del contratto con la squadra di calcio di Miami

Dalla Valdinievole alla Florida: l'avventura dell'ex capitano del Montecatini

Lorenzo Vettori non ha mai avuto paura di rischiare, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, né tantomeno di varcare gli oceani nel vero senso della parola. Già da ragazzino, con quella zazzera insolente e lo sguardo furbo ha sempre saputo farsi rispettare. Il padre Francesco per tutti "Puledro", leggenda bianco celeste all’ala, giocò in quel magico Montecatini che battè Latina e Casertana sfiorando la promozione in C1. Un esempio per i compagni in fatto di attaccamento alla maglia e spirito di sacrificio La fascia di capitano venne di conseguenza. Da lui ha preso la corsa ed il buon tocco di palla. Da mamma Antonietta, brava ed apprezzata podista ha ereditato geneticamente la tenacia, l’abilità professionale e la creatività indispensabile nel mestiere, o meglio nell’arte di "barbitonsore". Del fratello maggiore Federico, altro ex gran bel giocatore e storico capitano del Pontedera (ora è il vice di mister Maraia) poteva ereditare maggior costanza e diplomazia- Federico e Francesco hanno il carisma tipico dei leader umili e silenti.

Lorenzo, personalità forte ed irrequieta, ultimo capitano "indigeno" del club dell’Airone. la fascia se la è meritata, grazie al cuore alla sfrontatezza, al rispetto degli anziani ed a quel modo di essere avanti. Già nella scuola calcio del Montecatini Murialdo giocava coi bambini di due anni più grandi di lui e non solo per il talentuoso. Cresciuti in società di alto lignaggio, Empoli, Fiorentina, Sestese, Poggibonsi, ha vissuto da protagonista la rinascita del club dell’Airone e l’epico ritorno in serie D dopo 42 anni, per poi restare anche la stagione seguente. Uomo di fascia e di sostanza Non toglie mai la gamba. Copertura e ripartenza. Però ad un certo punto sente che in quel mondo non si trova più a proprio agio, specie dopo la negativa esperienza al Porta Romana, società che lo ingaggia dopo la bella favola in biancoceleste.

Il calcio non è tutto: ci sono anche gli affetti personali come l’inseparabile compagna Federica, le passioni ed i sogni nel cassetto. Ad esempio quello di vivere e lavorare assieme in una nazione dove entrambi possono maturare e perfezionarsi sotto l’aspetto professionale. L’ideale sarebbe Miami in Florida: detto e fatto. Poco importa se per problemi di visto l’approdo nella terra scoperta da Cristoforo Colombo, non si materializza subito. Visto che le valigie sono pronte, Lorenzo e Federica, ingannano l’attesa trasferendosi a Sidney, dall’altra parte del globo. In primavera la situazione si sblocca e Miami li accoglie in un caldo, in tutti i sensi, abbraccio. Federico collabora con una negozio di coiffeur, distinguendosi nei tagli "italici" e Federica esercita la libera professione quale terapista del sonno. E il calcio? Sarà il benefico sole della Florida che rinfranca i muscoli o la nostalgia dei campi da battaglia ma a Lorenzo torna la voglia di rimettersi le scarpette e trova quello che potrebbe fare al caso suo. È una piccola ed ambiziosa società, il Miami Beach Club de Football, di proprietà di italo-americani, la famiglia Nicastro. «Qui viaggio in moto - spiega il diretto interessato - è molto più pratico ed il Flamingo Park, l’impianto sportivo, dista da casa mia pochi minuti. È un bell’ambiente. E poi l’orario degli allenamenti, diciamo inusuale, combacia con le mie esigenze lavorative e di diversi giocatori della rosa».

Il termine "inusuale" sta a significare che le quattro sedute settimanali si svolgono dalle 7 alle 9 del mattino. «Negozi e ristoranti non aprono prima delle 10 - ribatte - ed alla sveglia basta farci l’abitudine. L’unica noia è che la doccia la devi fare a casa perché molte strutture di proprietà di società dilettantistiche non hanno gli spogliatoi anche per un discorso legato al clima mite». Ed il livello tecnico? «La National Soccer League è paragonabile alla nostra Eccellenza. Posso fare ancora la mia figura ed ho firmato.

Il gruppo, melting pot di belgi, italiani, e sudamericani, è valido. Con gli schemi, facciamo un po’ di casino. Il mister spiega in italico idioma ma nella traduzione qualcosa si perde. Il movimento del soccer in Florida è in piena evoluzione. Adesso oltre all’Orlando City nella MLS (la serie A) milita pure l’Inter Miami che ha un discreto seguito». La Valdinievole un po’ gli manca. «Sono due anni che non vedo la famiglia - confida - a gennaio una "scappata" a casa per festeggiare il mio trentesimo compleanno la faccio a tutti i costi». Parola del futuro capitano del Miami Beach CF...

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