Contenuto riservato agli abbonati

Fa la linea stradale storta, Avr lo licenzia: le foto sui social, la versione dell'operaio e la risposta dell'azienda

Un tratto di via Manghi a Pisa, dove per una striscia tracciata storta un operaio è stato licenziato

Pisa, la società che gestisce anche i lavori sulla Fi-Pi-Li inflessibile con un delegato sindacale perché l’errore è finito sui social

PISA. La causa scatenante è stata una linea tracciata storta. Un errore nel “disegno” della linea di mezzeria su una strada della periferia di Pisa, secondo l’operaio dettato soprattutto dal manto stradale dissestato, che ha provocato anche i commenti ironici di alcuni utenti Facebook. Le cui foto, postate sul più famoso dei social network e condite da commenti ironici, sono diventati uno dei motivi con il quale Avr, società che gestisce l’appalto del rifacimento del manto stradale, della segnaletica e del verde delle zone adiacenti alle strade del territorio comunale di Pisa, ha licenziato uno dei 21 operai impiegati nel cantiere pisano.

Un atto che secondo la Filcams-Cgil rappresenta l’ennesimo atto di «rappresaglia» che l’Avr, società che (seppur con gestioni diverse) ha in appalto il servizio di manutenzione della Fi-Pi-Li, più volte messo in discussione vista la disastrosa condizione della strada di grande comunicazione, ha avviato nei confronti di delegati sindacali e dei lavoratori che hanno aderito a una mobilitazione sindacale per rivendicare l’adeguamento dei salari. Dopo il licenziamento di due operai, destituiti lo scorso luglio e reintegrati dopo qualche settimana dal Tribunale di Pisa che ha condannato l’azienda per condotta antisindacale, questa volta la mannaia della società si è abbattuta su un operaio 39enne, delegato sindacale della Cgil. La colpa? Aver tracciato in modo errato una linea di mezzeria. Un errore evidente e subito riconosciuto dall’operaio assunto sei anni fa. Alla società non sono però bastate le giustificazioni e le scuse del lavoratore. E nemmeno l’impegno dell’operaio, che in meno di 24 ore ha rimediato all’errore ripristinando la corretta “traccia” della segnaletica orizzontale, è riuscito a convincere l’azienda.

Lo scorso 30 agosto, dieci giorni dopo l’intervento in via Manghi, nel quartiere di Cisanello, al dipendente è stata recapitata una lettera di contestazione con la quale l’Avr gli ha imputato il lavoro mal eseguito, un aggravio dei costi e un presunto danno di immagine che si sarebbe materializzato attraverso i social network. «Ho risposto alle contestazioni evidenziando un malfunzionamento della macchina traccialinee e soprattutto il pessimo stato del manto stradale», ha spiegato lo stesso lavoratore. Buche e avvallamenti che avrebbero impedito di tracciare la striscia secondo gli standard richiesti. Motivazioni che l’azienda ha ritenuto però non valide e soprattutto non sufficienti per il ritiro delle contestazioni. Che in due settimane si sono trasformate in un licenziamento senza preavviso. «Con la sua condotta, eseguendo con negligenza e incuria l’attività affidata, generava grave nocumento morale e materiale all’azienda, esponendola a contestazione da parte della stazione appaltante e costringendola a eseguire nuovamente la lavorazione, con ulteriore aggravio di costi e tempi. L’opera risultava così scadente da essere oggetto di lamentele e schernimento da parte di alcuni utenti su Facebook, con inevitabile consequenziale vulnus reputazionale dell’azienda», recita la lettera con il quale l’operaio è stato destituito.

Un provvedimento che secondo la Filcams-Cgil rappresenta l’ultimo passaggio di una «rappresaglia» messa in atto dall’Avr nei confronti dei lavoratori che hanno aderito a una mobilitazione per rivendicare il miglioramento delle condizioni lavorative e salariali. Un atto che, dopo quello dello scorso luglio, sfocerà ancora una volta in una battaglia legale. Con il Tribunale chiamato a fare da arbitro in una contesa per un posto di lavoro messo in bilico da una linea. E da qualche commento su Facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA