Tempesta devastante, Massa e Carrara in ginocchio: il racconto di mezz'ora di terrore - Video

Cinquale: il gazebo elettorale travolto da un pino

Alberi caduti, allagamenti, danni alle case, centinaia di famiglie al buio e frane: è pesante il bilancio del maltempo che si è abbattuto sulla provincia apuana

MASSA CARRARA. È come guardare un reportage sugli uragani americani. Solo che l’uragano è qui. E travolge Massa e Carrara. Il vento è un vortice che corre oltre i cento chilometri orari e devasta. Le case, le strade, le scuole. La pioggia lo rafforza, lo rende più aggressivo. Mezz’ora, poco dopo le 15, ed è il finimondo.

A meno di una settimana da un terribile nubifragio, l’intera provincia apuana è di nuovo in ginocchio. Famiglie evacuate a Carrara e in Lunigiana, strade interrotte, centinaia di case senza corrente elettrica, sottopassi allagati. Un incubo. Soprattutto per chi ieri pomeriggio è a Cinquale, a Montignoso, per il dibattito tra i tre candidati a sindaco. C’è un grande tendone vicino alla chiesa di San Giuseppe artigiano: delle elezioni amministrative e dei programmi elettorali si parla sotto quel tendone. Candidati e pubblico stanno prendendo posto. Improvvisamente un boato e lo scricchiolio dei pali in acciaio che reggono la struttura. Un pino, provato dalle ripetute folate di vento, crolla sul tendone che, seppur a dura prova, regge. È questione di secondi e centimetri: l’albero per poco non travolge l’assessora montignosina Eleonora Petracci. È sconvolta, ma sta bene, consapevole di essere stata baciata dalla fortuna: «Il pino – sdrammatizza – non mi ha neanche sfiorato, il tetto in qualche modo ha retto. Eravamo proprio in fondo, nell’angolino e stavamo chiacchierando. Ci siamo spaventati, è andata bene».

Maltempo in Toscana, paura a Massa e Carrara



È andata bene, e non solo a Montignoso. A Carrara, lungo il viale che collega la città al mare, il vento spazza, come fossero fogli di carta, le impalcature allestite per i lavori di ristrutturazione di un condominio, le trascina per metri e le lancia contro l’edificio di fronte. I danni all’immobile sono così importanti che sei famiglie vengono evacuate: il loro appartamento non è agibile. Devono raccogliere le loro cose e chiedere ospitalità a parenti e amici. Anche il tetto della piscina comunale, rimesso a nuovo nove anni fa, cede alla forza del vento che lo strappa e lo lancia in strada. Ad Avenza, alcuni clienti rimangono intrappolati nel ristorante in cui hanno pranzato: l’acqua impedisce di raggiungere le auto.



A San Terenzo Monti, frazione di Fivizzano, è la pioggia a fare danni: mette a dura prova il versante che cede fino ad appoggiarsi sul fronte di una casa. Chi in quell’abitazione ci vive, è costretto a lasciarla. Anche la provinciale sottostante viene chiusa. A Massa nessun evacuato, ma la fotografia è quella di un disastro. Il sottopasso in via Oliveti è una trappola: l’acqua si raccoglie, come in un invaso. Ieri imprigionata nella sua auto c’è una donna: l’acqua supera le portiere e lambisce il tetto. Solo i vigili del fuoco riescono a portarla in salvo. Le radici superficiali dei pini, in ogni angolo della città, non resistono alla furia del vento, non ce la fanno a tenere gli alberi saldi a terra. E i pini crollano nelle strade, nei giardini, sulle recinzioni delle scuole, nei parchi. Un albero, in un posteggio lungo l’Aurelia, nel tratto di collegamento con Carrara, finisce su un’auto in sosta e la riduce a un “cartoccio”: nella vettura non c’è nessuno, diversamente sarebbe stata una tragedia. I pini bloccano i viali che collegano il centro al mare, tagliano in due il Comune. Uno finisce sulla recinzione della scuola media Parini e la distrugge. La scuola di infanzia di Camponelli è circondata da alberi crollati. Al liceo scientifico Fermi la carta catramata che impermeabilizza il tetto è a terra, davanti all’ingresso. Il liceo oggi rimarrà chiuso, come l’istituto Meucci dove sono in corso verifiche e l’alberghiero Minuto. Il Minuto se la passa così male che ad ogni allerta gialla sospende le elezioni. Gli altri studenti saranno in aula. E gli apuani terranno d’occhio la loro terra in ginocchio due volte in una settimana.