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In Toscana vaccini al 70%: obiettivo centrato. Giani: «Convincere gli indecisi è la nuova sfida»

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

Il presidente mantiene l'impegno preso lo scorso maggio sulle vaccinazioni completate. E la nostra regione con l'80% è al top sulle prime dosi. Ma in 370mila sfuggono ancora ai radar

«Entro il 30 settembre, su 3,6 milioni di toscani almeno 2,7 milioni devono essere immunizzati». È il 16 maggio, Eugenio Giani ha appena tagliato il nastro dell’hub vaccinale di Pistoia e lancia questa sfida che appare assai ambiziosa. Eppure, alla luce dei fatti, la Regione ha mantenuto la parola. Il traguardo del 70% di toscani completamente immunizzati viene tagliato in queste stesse ore. E la Toscana è in vetta per le prime dosi: il 79% dei residenti ha ricevuto almeno un’iniezione, al secondo posto in Italia dopo il Molise, stando all’ultima classifica della Fondazione Gimbe.

«Non posso che essere soddisfatto: l’obiettivo che ci eravamo posti è stato raggiunto», dice ora il presidente Giani, sottolineando il «massimo rigore» nel perseguire questo risultato «non solo per tutelare le singole persone, ma per interrompere la catena che manda il contagio fuori controllo, con tutte le conseguenze che conosciamo. La Toscana non si è contraddistinta soltanto per i numeri, ma per la qualità della campagna. L’attenzione ai diversi bisogni dei cittadini è stata massima e ha portato la nostra regione, nelle parole del generale Figliuolo, a essere un esempio».


Un riscatto, dato che i problemi lungo il percorso non sono mancati, basti ricordare le polemiche furiose della primavera scorsa sugli over 80, categoria di superfragili per cui la nostra regione allora era Cenerentola. Una vera rimonta. «Resa possibile – spiega Giani – dal gioco di squadra. Il cui perno sono gli hub vaccinali. Attorno ai quali si è creato un sistema vincente, con la collaborazione delle associazioni di volontariato, dei medici di base (decisivi per la copertura degli over 80), delle farmacie, dei medici in pensione che ringrazio particolarmente».

Ma il tempo di celebrare l’obiettivo raggiunto è già scaduto, dato che i nuovi problemi della campagna incombono. Perché dopo il 70% si arriverà facilmente all’80%, nei tempi naturali previsti tra le due dosi. Il calo delle prenotazioni va preso con le molle, dato che almeno fino a giovedì è possibile presentarsi negli hub vaccinali per ricevere la prima dose senza prenotare. E si continuerà a potersi vaccinare in farmacia o dal medico di famiglia e dal pediatra. Ma è evidente che giorno dopo giorno, assorbito l’effetto Green pass obbligatorio dal 15 ottobre per i lavoratori, ci si avvicina sempre più a quella fascia di toscani che ancora non si risolvono a vaccinarsi, indipendentemente dalla facilità di accesso al vaccino, oltre ogni raccomandazione di buon senso.

Facendo due conti: su poco meno di 3,7 milioni di toscani, 2,8 milioni hanno ricevuto la prima dose. Degli 860mila rimanenti, 340mila sono under 12, non vaccinabili finché le agenzie del farmaco non daranno il via libera. Sono circa 75mila i già esenti e altrettanti i potenziali esentabili, per via delle patologie che ne sconsigliano la vaccinazione. Restano dunque almeno 370mila persone potenzialmente vaccinabili. Ma che non si smuovono.

«Tra questi – dice il presidente Eugenio Giani – ci sono sicuramente degli irriducibili no-vax. Ma ci sono anche persone semplicemente incerte o spaventate. Dunque il prossimo obiettivo è convincerne il più possibile, assottigliare al massimo questa fascia».

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