Il pediatra Biasci: «Per una scuola sicura somministrare il siero agli under 12»

FIRENZE. «È confortante». Per Paolo Biasci , presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri, il fatto che solo il 27 per cento dei giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni non abbia ricevuto neppure una dose di vaccino contro il Covid-19 è un buon segnale. «Una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale – precisa – che si è assestata al 32, 1 per cento». Ma bisogna insistere, dice il medico. Ampliando la platea dei vaccinandi. «Estendendola anche agli under 12 per limitare i contagi nelle scuole», precisa.

Dottore, i giovani toscani hanno risposto bene alla vaccinazione contro il coronavirus?

«Sì, molto meglio rispetto ad altre regioni. Noi pediatri abbiamo cominciato l’immunizzazione il 10 agosto e da allora abbiamo visto un grande interesse da parte delle famiglie» .

C’è ancora qualcuno difficile da convincere?

«Quando oltre il 70 per cento dei giovani tra i 12 e i 19 anni si è immunizzato, ogni vaccino si può considerare una conquista. Noi pediatri, quando vediamo il sorriso dei ragazzi, non possiamo che gioire. È quella la nostra soddisfazione più grande: il loro sorriso dopo l’inoculazione».

In che modo convincete gli indecisi?

«Attraverso la chiamata attiva. Parliamo con i genitori, spiegando loro i vantaggi del vaccino contro il coronavirus. L’informazione corretta è fondamentale in questa fase. E noi cerchiamo di essere uno strumento per veicolare l’informazione. Anche perché ormai non c’è più alcun dubbio sull’efficacia dei vaccini anti-Covid» .

A cosa si riferisce?

«Il vaccino diminuisce la possibilità di contrarre l’infezione e riduce al minimo l’eventualità che la malattia generi delle complicazioni che fanno la loro comparsa anche nell’età pediatrica» .

La scuola è iniziata da poco ma sono già molte le classi in quarantena, in Toscana.

«C’è un aspetto fondamentale da considerare: il vaccino non è ancora stato autorizzato per i ragazzi con un’età inferiore ai 12 anni. Nonostante si sia parlato di vaccinare i bambini dai 6 ai 12 anni, ancora non c’è l’autorizzazione da parte delle autorità regolatorie. Ma contiamo che possa arrivare presto».

Crede che estendendo la fascia d’età a cui somministrare il vaccino anti-Covid possano diminuire anche i contagi nelle scuole?

«Sì, ne sono certo. Le scuole hanno dimostrato, fin dall’inizio, una grande attenzione alle disposizioni per limitare la diffusione del Covid-19. È necessario proseguire in questa direzione. E l’autorizzazione a estendere la somministrazione del vaccino rappresenterebbe una tranquillità in più per i nostri bambini. Siamo stati favorevoli a vaccinare i bambini fin dal primo momento, mettendoci in prima persona a disposizione dei nostri piccoli pazienti e, di conseguenza, della campagna vaccinale. Attendiamo la buona notizia. Al più presto».

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