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Tirrenica, ancora traditi. Il commissario? Non c’è

Il casello di San Pietro in Palazzi

Il ministro Enrico Giovannini l’aveva promesso a settembre. Il presidente della Toscana Eugenio Giani: «Sono molto deluso»

L’ennesimo ritardo, un’altra promessa infranta che si trasforma in un’ulteriore beffa. L’ultima della serie, visto che si tratta della Tirrenica. Quando ormai sembrava (quasi) fatta, l’obiettivo sfugge di mano. Di nuovo. L’equazione è semplice: niente firma del contratto complessivo quadriennale tra il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (che riguarda tutti i lavori che la società dovrà svolgere in Italia dal 2021 al 2024 per conto del dicastero), niente commissario. Con i politici che promettono di pungolare il ministro Enrico Giovannini per arrivare a breve ad avere la nomina del commissario. Peccato che dovesse già esserci.

D’altra parte, era stato il ministro in persona ad assicurare al presidente della Toscana, Eugenio Giani, che mancava poco per poter contare sulla presenza di un commissario, figura fondamentale per avviare la realizzazione del corridoio tirrenico, la superstrada a quattro corsie da Livorno a Grosseto. Settembre, dunque, sarebbe stato – stando alle promesse – il momento giusto per il commissariamento. E invece no, niente da fare. Come nel Gioco dell’Oca, quando sembra arrivato il momento di avanzare, basta un lancio di dadi (sbagliato) per tornare alla casella di partenza. O quasi.


Partiamo dalle certezze: la Tirrenica continua a restare ferma lì. Il nulla, in pratica, dopo i primi 36,6 chilometri, da Livorno a Rosignano, realizzati quasi interamente su piloni e aperti nel 1993. Dei restanti 206 chilometri, fino a Civitavecchia, ne sono stati completati appena 19,4 a nord e 15 a sud, monconi comunque gravati di un pedaggio che diventa “gabella” (0,80 euro) da corrispondere in Toscana a quel casello a San Pietro in Palazzi. Altri 0,90, a sud, si pagano a Tarquinia.

Non per l’autostrada, che ormai è un ricordo, ma il famoso adeguamento della variante Aurelia, con la sua trasformazione in superstrada. Insomma, “autostradina”. Il resto è nebuloso. E tanto, anche. Il presidente Giani tuona: «Sono rimasto molto deluso, lo ammetto. Mi aspettavo che alle parole del ministro seguissero i fatti. Si era parlato di settembre come mese per il commissariamento della Tirrenica. Pensavo che questa fosse la volta buona – sottolinea – . Per noi, come Regione, non può che essere uno stimolo. Torneremo alla carica, non possiamo fare altro. Saremo un pungolo». Quello stesso pungolo che promette di essere il senatore di Forza Italia, Massimo Mallegni. «Il ministro è sempre stato dalla nostra parte – sottolinea –. Aspetterò una decina di giorni, che le elezioni amministrative siano concluse, e poi tornerò a parlare della questione Tirrenica. È una di quelle opere a cui tengo particolarmente insieme con gli assi viari di Lucca. So che devono ancora essere conclusi gli accordi con Sat, ma continuerò a seguire da vicino la vicenda. Non mi fido della burocrazia. Questa storia sta andando avanti da troppo tempo». Sì, sono 53 anni che i toscani sentono parlare della Tirrenica. E da oltre mezzo secolo la situazione è – e per ora continua a restare – immobile».

Ma stando sia alle parole di Mallegni sia a quelle dell’onorevole Andrea Romano (Pd) sarebbe solo questione di tempo prima che la Tirrenica abbia il suo commissario. «Manca la firma – spiega Romano – e sono convinto che tra poche settimane chiuderemo la partita. Nel mese di luglio, siamo riusciti a far approvare l’emendamento al decreto Semplificazioni che ha sbloccato, tra gli altri, i lavori per il corridoio da Cecina a Tarquinia. Mi tranquillizza il fatto che, una volta arrivati alla firma del contratto, il commissario sarà nominato in modo automatico, senza che passi altro tempo. Il commissario della Tirrenica sarà infatti l’amministratore delegato di Anas, Massimo Simonini. E dal momento in cui si insedierà potrà essere dato il via alla gara d’appalto. E, una volta affidati, ai lavori».

E secondo quanto spiegato dall’onorevole Romano, una volta ottenuta la firma e la nomina (automatica) del commissario non influirebbero neppure i ritardi nella definizione degli accordi tra Sat e Anas per il trasferimento della concessione per la costruzione e gestione della Tirrenica. «Gli accordi tra le due società sono a buon punto – conclude l’onorevole – e la trattativa è in via di perfezionamento. Ormai è solo questione di poche settimane prima di avere un commissario. Poi finalmente i lavori per la realizzazione della Tirrenica potranno essere avviati». Dopo oltre mezzo secolo di promesse è difficile da credere. Speriamo che non sia anche questa volta come il Gioco dell’Oca. Costretti a tornare alla casella di partenza. O quasi.

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