Terza dose, la tabella di marcia in Toscana

Un momento della vaccinazione

Ecco come si organizzano le Asl toscane dopo l'avvio dell'immunizzazione contro il Covid dei pazienti con fragilità

FIRENZE. A scandire la tabella di marcia per la somministrazione della terza dose è una circolare ministeriale: prima i fragili (a chiamata diretta da parte delle Asl), poi gli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali, a seguire il personale sanitario. E infine tutti gli altri (nei centri vaccinali o dai medici di famiglia o farmacisti). Per gli over 80 - spiega il presidente della Regione, Eugenio Giani - la terza dose non arriverà prima di dicembre e i vaccini somministrati saranno Pfizer e Moderna. Per gli ultrasettantenni, invece, il cronoprogramma prevede febbraio-marzo 2022. «Anche perché, per ognuno, dovranno essere trascorsi almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale», precisa Giani. Ma - aggiunge - non ci sarà più la suddivisione per categorie come era stato all’inizio della campagna vaccinale in Toscana.

Quando, tra molte polemiche, fu data la precedenza a insegnanti, forze dell’ordine personale giudiziario, a prescindere dalla loro età anagrafica. Ma per la terza dose non sarà così: dopo i fragili - e stiamo parlando di poco meno di 50mila persone con deficit immunitario che saranno vaccinate in una quindicina di giorni - si passerà agli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali e poi al personale sanitario. A seguire i circa 320mila over 80 che però non saranno immunizzati prima di dicembre.

«In questo caso - spiega il presidente - non ci sarà bisogno di prenotare la terza dose, ma le persone saranno chiamate direttamente dalle strutture sanitarie». E in quest’ottica si aggiunge un altro aspetto: quello della chiusura dei centri vaccinali. «Non chiuderanno i poli vaccinali - sottolinea Giani - . Ci sarà piuttosto una ridefinizione funzionale a quelle che progressivamente saranno le minori persone che vogliono vaccinarsi. Rimarranno sempre aperti anche se non avremo più le vaccinazioni di massa, e quindi ci sarà magari un numero minore: cercheremo di assorbire i centri vaccinali negli spazi pubblici, negli spazi complementari ai nostri ospedali, ai nostri distretti, ma sarà un sistema progressivo che andrà di pari passo alla frequenza delle vaccinazioni. Noi seguiremo le indicazioni del generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario dell’emergenza Covid-19. L’obiettivo di una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo di tempo, ha l’obiettivo di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria». Soprattutto ora che i contagi sono in calo, in Toscana. «Sono molto contento di vedere che ormai per la sesta settimana in Toscana continua il trend di diminuzione dei contagi e di marcata diminuzione delle ospedalizzazioni - commenta Giani - . Il dato ottimale della zona bianca è sotto i 50 su 100mila abitanti: è un obiettivo che ormai, nella nostra regione, è stato raggiunto in cinque province su dieci. Progressivamente, se si continua così, sarà raggiunto anche questo obiettivo».

«È evidente che è la forza dei vaccini a determinare questo risultato - conclude il presidente della Regione - e mi sento particolarmente orgoglioso di vedere ancora nelle statistiche della fondazione Gimbe, che sono quelle più seguite, che la Toscana è sempre prima in Italia per le prime dosi somministrate. Dobbiamo proseguire così. Anche sul fronte della terza dose».© RIPRODUZIONE RISERVATA