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Gkn, Draghi oggi va da Confindustria. La difficile sintesi fra Orlando e Giorgetti

La manifestazione dei lavoratori Gkn

Il presidente di fronte alle proposte contrastanti dei ministri, in casa del falco Bonomi una mediazione buona per tutti?

Il tempo stringe e il governo rimane diviso sul decreto delocalizzazione. Questa mattina il presidente Mario Draghi interverrà all’assemblea di Confindustria. È proprio dall’associazione degli industriali, per voce del leader Carlo Bonomi che partì la prima stilettata destinata a bloccare l’approvazione della bozza contro le delocalizzazioni selvagge. Tutti si aspettano che il presidente faccia chiarezza e dia la linea della mediazione tra le anime della maggioranza al governo.

Del resto il tempo stringe e le posizioni nella maggioranza rimangono distanti con il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che pensa a un’incentivazione per chi decide di investire in Italia o rilevare aziende in crisi, di fatto bocciando la bozza del collega Andrea Orlando (Lavoro) sostenuta dalla sinistra e dal Movimento 5 Stelle.


Al fianco dei lavoratori Gkn e della bozza di decreto Orlando-Todde (la viceministra di Giorgetti) si schiera anche la Regione Toscana che sta lavorando a una proposta di legge di iniziativa regionale da presentare al Parlamento. Per cominciare la seconda commissione, quella Sviluppo economico, ha approvato una risoluzione per dare mandato al presidente Eugenio Giani e alla giunta per un impegno diretto per la formazione della normativa nazionale.

La Regione intende raccogliere la bozza del ministro del Lavoro Orlando inserendo alcune parti della piattaforma elaborata dei lavoratori di Gkn con la collaborazione di alcuni giuslavoristi.

«Chiediamo – commenta Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale – che vengano messe in campo a livello nazionale norme più stringenti per impedire le delocalizzazioni. Sia chiaro: noi non siamo contro le imprese o contro le multinazionali, Tutt’altro».

«La nostra proposta di legge regionale – interviene il presidente Giani – riteniamo possa essere approvata lunedì e quindi presentata subito dopo al Parlamento. Ne ho già parlato con la vice ministra Alessandra Todde che nel frattempo convocherà per la prossima settimana il tavolo istituzionale».

Il tempo stringe e la multinazionale Gkn sta mettendo in campo tutte le strategie per riaprire al più presto la procedura per cessazione dell’attività annullata dalla sentenza del giudice del lavoro per comportamento antisindacale.

«La vice ministra – riferisce il presidente della Regione – sta cercando di parlare con la proprietà di Gkn per chiedere di non perseverare in un atteggiamento non collaborativo. Chiedo loro di riaprire lo stabilimento e di sedersi ai tavoli istituzionali per affrontare la crisi».

Giani risponde anche al ministro Giancarlo Giorgetti che sul Tirreno ha dato la disponibilità del governo a entrare nel capitale se ci sarà anche un socio privato.

«Tutte le proposte che mirano a trovare una soluzione sono ben accette. Il ministro Giorgetti può partecipare al tavolo e lì collaborare per trovare una soluzione».

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