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Buco nella sanità toscana: duemila assunzioni bloccate, medici e infermieri verso lo sciopero

I sindacati di infermieri e medici la prossima settimana proclameranno lo stato di agitazione. Gli ospedalieri: "Turni massacranti a causa delle carenze di personale, fuga dai pronto soccorso". Da Careggi si dimettono in sei 

FIRENZE. Oltre duemila assunzioni congelate, effetto di un ammanco di bilancio stimato intorno ai 420 milioni di euro nel 2021. Il deficit che la pandemia avrebbe scavato nei conti della Regione tanto – denunciano i sindacati – da costringere la giunta di Eugenio Giani a rinunciare al grosso del reclutamento previsto per quest’anno negli ospedali. Una scelta contro cui però la sanità toscana prepara una grande giornata di protesta e per cui infermieri e medici lanciano l’allarme. «Senza assunzioni rischiamo il de profundis della sanità», tuona il presidente dell’Ordine fiorentino Pietro Dattolo. «Siamo alle soglie di un default sanitario senza precedenti», dice Flavio Civitelli, segretario regionale di Anaao, il sindacato dei medici ospedalieri. Non solo.

Cgil, Cisl e Uil lunedì in assemblea proclameranno lo stato di agitazione e daranno il via a una mobilitazione che in molti nelle corsie sono decisi a trasformare in una giornata di sciopero. «Così è impossibile andare avanti – dice Riccardo Bartolini, segretario toscano della Funzione pubblica della Cgil – nel primo semestre è stato garantito quasi solo il turn over, anzi, nemmeno tutto, e ora Estar ha bloccato su ordine della giunta regionale le delibere di assunzione già approvate dalle Asl. Considerando che nel secondo semestre vada in pensione lo stesso numero di dipendenti che ha lasciato nel primo, a fine 2021 ci ritroveremo con 1.200 dipendenti in meno del previsto. Le carenze più consistenti riguarderanno gli infermieri, ma anche gli operatori socio sanitari. Non siamo più disposti a restare a guardare».


Sebbene Giani e l’assessore Simone Bezzini abbiano provato a rassicurare, sostenendo che dove servirà le assunzioni saranno varate, chi sta provando a immaginare soluzioni per evitare il buco negli uffici dell’assessorato per ora non ha molte certezze. Intanto perché non c’è notizia dei fondi che il governo destinerà alle regioni proprio per sostenere le spese Covid. L’anno scorso furono 240 milioni e il governo aggiunse rimborsi straordinari con un fondo da u n miliardo di euro da cui la Toscana ha tratto 86 milioni. «Ecco – dicono dall’assessorato – il decreto con quei soldi è stato firmato pochi giorni fa. Provate a immaginate quando sapremo di quello che servirà a coprire il 2021». Insomma, ci sono difficoltà oggettive che spingono i tecnici a non alzare troppo l’asticella delle aspettative e dunque la spesa sanitaria per il personale prima di avere la certezza delle risorse. Anche perché i tagli di budget ad altri assessorati non basteranno.

Ma non sono solo i sindacati di infermieri, oss e tecnici ad annunciare un settembre di fuoco negli ospedali. «Vorremmo sapere dove sono andati a finire i 5mila nuovi assunti sbandierati dal presidente Giani? – dice Civitelli, segretario toscano Anaao – Quel che è certo è che ai pronto soccorso e al sistema del 118 mancano 3-400 professionisti e a questi si devono aggiungere altri 300 anestesisti, pediatri, radiologi, ginecologi, chirurghi e medici di medicina interna che mancano negli altri reparti». Senza un’inversione di rotta anche i medici ospedalieri così si dicono pronti ad alzare la voce. Anche per loro è previsto un tavolo con tutti i sindacati la prossima settimana e fra le opzioni ci sono anche lo stato di agitazione e lo sciopero. «Vorremmo trovare una data unitaria – continua Civitelli – Ciò che chiediamo è che si dia priorità ai reparti di prima linea». Che sia una crisi nei pronto soccorso è stato reso evidente pochi giorni fa dalle dimissioni di sei medici a Careggi. «In ogni pronto soccorso in regione mancano in media 8-10 medici. Chi lascia fugge da turni massacranti – chiude Civitelli – Tre si sono iscritti a una nuova specialistica, tre andranno a fare i medici di famiglia. Questa fuga avrà un effetto domino anche sugli altri reparti. La sanità toscana, mai come adesso, rischia il default».

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