Sacerdote arrestato, nei guai anche il vice parroco: «Togli parte dei soldi delle offerte» - Le intercettazioni

Le intercettazioni rivelano il ruolo di don Ridolfi, vice di don Spagnesi Anche questo sacerdote è indagato per appropriazione indebita 

PRATO. Un tossicodipendente prima ancora che uno spacciatore. Questa la figura di don Francesco Spagnesi che emerge col passare delle ore. Perché uno spacciatore di solito ottiene un guadagno dalla sua attività, mentre don Francesco era sempre alla ricerca di soldi per acquistare droga e negli ultimi mesi aveva perso il controllo della propria vita. I parrocchiani se n’erano accorti: ogni tanto saltava la messa e quando si presentava lo vedevano sudato, tremante. Poi, certo, la cessione di droga anche a titolo gratuito è punita dal Codice penale e di questo dovrà rispondere il sacerdote. Ma la ricostruzione offerta dagli inquirenti descrive un uomo alla deriva, che non si preoccupa di andare con la propria auto a ritirare un litro di Gbl alla Tnt di Calenzano, che dorme quasi sempre fuori, nella casa di Figline, e mette in piedi numerose chat (“Quelli della bottiglia”, “L’eleganza dello smoking”, “Le Fie Acide”) per contattare gli ospiti reclutati sui siti d’incontri omosessuali “Romeo” o “Grindr”. Nel suo telefonino hanno trovato le foto di un paio di uomini in stato di incoscienza perché avevano preso troppo Gbl. Uno di questi dice di averlo bevuto a sua insaputa (ma tutti i rapporti erano consenzienti).


Poi però, quando la situazione precipita dopo l’arresto di Alessio Regina, don Francesco cancella la cronologia della navigazione in rete prima di presentarsi all’interrogatorio con la polizia, e chiama il vescovo Nerbini, in lacrime, scongiurandolo di non «scaricarlo», e «ricevendo in tal senso rassicurazioni».

Lo stesso vescovo ha spiegato martedì che appena aveva saputo della tossicodipendenza di don Francesco gli aveva imposto un percorso con uno psicoterapeuta, ma dopo qualche settimana gli incontri erano cessati e il parroco aveva ricominciato con la sua esistenza di eccessi, prete di giorno, animatore di serate sado-maso e bondage di notte (stando a quanto la polizia ha trovato nella casa del compagno).

E ancora il 7 settembre ha finito per mettere nei guai il suo viceparroco, don Paolo Ridolfi. Gli ha telefonato «esortandolo a togliere parte dei soldi ricavati dalle funzioni prima che arrivi Gianfranco», cioè il contabile della Diocesi che ritira le offerte. Ora anche don Paolo è indagato per appropriazione indebita.

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