Andrea, portalettere del borgo che è diventato uno di famiglia: «Voglio essere presente nella vita degli altri»

Andrea Giubbolini

Santa Fiora (Grosseto). La comunità "piccola" è sempre stata nel dna di Andrea Giubbolini. Ma a dispetto delle dimensioni lillipuziane si è rivelata fin da subito una ricchezza immensa, in gradi di svelare autentici tesori. Quelli fondati sui rapporti umani.«Sono un portalettere che suona il campanello due volte e dà una parola di conforto a un anziano solo o porta il regalo di compleanno a un bambino. Questi sono momenti belli»

SANTA FIORA. Massimo Troisi ne "Il postino" ci racconta la magica storia di Mario Ruoppolo, figlio di pescatori, uomo dal cuore umile e gentile che vive su un'isoletta del sud Italia dov'è giunto in esilio il poeta cileno Pablo Neruda. Mario un giorno viene incaricato di consegnare la posta al grande scrittore, così ogni mattina bussa alla sua porta e tra una lettera e l'altra resta affascinato dal suo mondo interiore, fatto di poesia e immaginazione. Tra i due l'amicizia cresce e diventa un rapporto bellissimo. Il postino e il poeta ci raccontano una storia d'altri tempi, ma neppure troppo. Col pensiero ci proiettano oggi nella tranquilla Maremma dove - come in tanti comuni dello Stivale - la figura del portalettere acquista un senso ancor più romantico nell'era in cui tutto è digitale. Gran parte del nostro mondo passa attraverso internet, eppure restano servizi essenziali e insostituibili che non potranno essere azzerati; una sorta di presidio umano che "profuma" di carta e di presenza familiare e rassicurante, specie nei piccoli borghi dove c'è un'alta percentuale di popolazione anziana e il portalettere diventa quasi uno di famiglia. Te lo trovi alla porta e volentieri lo fai entrare per far due chiacchiere con lui davanti a un caffè.

Andrea Giubbolini ha 31 anni e consegna la posta tra Roccalbegna e Santa Fiora, in Maremma. Lo raccontano come una persona positiva e ben apprezzata dalle persone della zona, a cui dedica attenzioni speciali. È giovane ma ben integrato nella comunità "fisica", dove il lavoro è fatto di rapporti umani nati e cresciuti sul campo. È pure volontario della Misericordia. «Sono entrato a tempo indeterminato in Poste il primo aprile di quest'anno (e per mia fortuna non era un pesce d'aprile)», racconta lui. La comunità "piccola" è sempre stata nel suo dna. Ma a dispetto delle dimensioni lillipuziane si è rivelata fin da subito una ricchezza immensa, in gradi di svelare autentici tesori. Quelli fondati sui rapporti umani. «Sono cresciuto a Morrona - dice - un piccolo paese di 500 anime tra le colline di Pisa e nella stessa provincia ho svolto la mia attività di addetto al recapito per tutti i 24 mesi. Prima di entrare in Poste mi sono diplomato geometra nel lontano 2009. Mi ritengo una persona di cuore che mette l'anima in ciò che fa. Credo molto nei valori della volontarietà, della gratuità, del buon esempio. Qualità che cerco nel mio piccolo di mettere in pratica ogni giorno, con i piccoli gesti quotidiani». Un mondo in cui si dà e si riceve quello del portalettere, grazie al quale chi consegna la posta a volte incamera una soddisfazione immensa nel ricevere un sorriso.

«Spesso veniamo bollati come i postini che portano sempre cose da pagare», e invece - racconta lui - si portano in giro anche i sentimenti.«Una cosa che mi è successa di recente e che mi ha sinceramente toccato è l'aver consegnato una lettera a una nonna da parte della nipote trasferita all'estero per motivi di studio. L'anziana non finiva più di ringraziarmi e mi ha fatto riflettere su quanto la carta (proprio come quella dei giornali, il cui fascino è sinceramente insuperabile, ndr) possa ancora portare gioia nel cuore della gente, e non solo bollette e multe». La "gita" di Andrea (lui chiama così i suoi percorsi di lavoro) comprende una frazione del comune di Santa Fiora e l'intero comune di Roccalbegna. Sono piccole comunità in cui il tempo sembra essersi fermato. Ci sono molti anziani e stranieri ma anche giovani che portano avanti un'attività nell'agricoltura, nella pastorizia e nella produzione di eccellenze del palato. Dal pecorino al celebre biscotto salato di Roccalbegna. «A Santa Fiora, uno dei borghi più belli d'Italia, a fine giornata adoro ammirare la vecchia Peschiera, ascoltare il rumore dell'acqua e dei pesci che vi nuotano». Per la Misericordia Giubbolini è soccorritore specializzato nelle tecniche di primo soccorso e fa servizio in ambulanza. Come portalettere ci racconta volentieri la sua piccola esperienza, che «è la storia di ciò che io sono. E lo sono anche quando il sole picchia forte o piove a catinelle, o magari un abitante mi rimprovera. Sono un portalettere che vuole essere presente nella vita degli altri, che suona il campanello due volte e dà una parola di conforto a un anziano solo, o porta il regalo di compleanno a un bambino. È bello essere portalettere per questi piccoli momenti, anche quando sono rari».