Todde e Conte dai lavoratori Gkn in vista dell'incontro di lunedì 20. Mazzeo: "La Toscana presenterà una proposta di legge"

Giuseppe Conte e Alessandra Todde in visita ai lavoratori Gkn a Campi Bisenzio

Politica mobilitata per i 422 lavoratori licenziati: la procedura scade mercoledì 22 settembre

Due date: 20 e 22 settembre. In mezzo ci sono 48 ore e il futuro di 422 operai. Perché lunedì sarà convocato al ministero dello Sviluppo economico il tavolo per la vertenza Gkn. E mercoledì arriverà a conclusione la procedura di licenziamento collettivo attivata dal fondo finanziario Melrose, proprietario della fabbrica di Campi Bisenzio, con i lavoratori che, se nulla cambierà, saranno messi definitivamente alla porta. Il tempo è poco e all’orizzonte c’è un decreto legge, quello sulle delocalizzazioni, che sebbene possa essere «un tassello a integrazione di una serie di misure che ci devono consentire di gestire quanto più efficacemente le crisi di impresa. Non può avere effetto retroattivo e non può risolvere questo problema (quello di Gkn ndr)». Le parole sono del presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte che ieri era in fabbrica a parlare con i rappresentanti dei 422 operai licenziati da Melrose via mail. A Campi Bisenzio sono arrivati la viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde, i rappresentanti di tutti i gruppi con il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e il sindaco Emiliano Fossi. Sospensione delle procedure di licenziamento in corso e una legge contro le delocalizzazioni. Subito. È ciò che gli operai Gkn chiedono da settimane ed è ciò che hanno ribadito anche ieri. «Continuiamo a chiedere che governo e istituzioni intervengano per sospendere le procedure aperte – dice Matteo Moretti, Rsu Fiom – e che sia approntato un decreto d’urgenza sulle delocalizzazioni. Un decreto che preveda delle vere sanzioni nel caso in cui ci sia il mancato rispetto delle norme».

Un decreto che però, non essendo prevista la retroattività, non potrà riguardare Gkn. Con i suoi operai che rischiano di finire fuori in sette giorni. Ma prima di arrivare a mercoledì prossimo, 22 settembre, ci sono altri due giorni da tenere presenti: sabato e soprattutto lunedì. Sabato gli operai manifesteranno di nuovo, a Firenze. E lunedì ci sarà il tavolo al Mise, convocato dalla viceministra Todde a cui sono state invitate tutte le parti, nella speranza che sia l’occasione per trovare una soluzione che al momento non c’è. «Quella di Gkn è una vicenda complessa per diversi motivi – ha detto Todde –, l’azienda si è posta in maniera molto chiusa nei confronti di sindacati e istituzioni, non utilizzando alcuno strumento disponibile (come le 13 settimane di cassa integrazione ndr). Non c’è d’altra parte alcun accordo da parte del Mise rispetto a piani che l’azienda ha presentato, per il semplice motivo che il Mise è un mediatore tra le parti. Adesso è importante che sia riconvocato il tavolo». E viene fatto a due giorni dalla conclusione della procedura di licenziamento e in attesa che il tribunale di Firenze si pronunci sull’esposto presentato dalla Fiom Cgil, che ha citato per comportamento antisindacale il fondo Melrose. In tutto questo allo studio del consiglio dei ministri c’è un decreto sulle delocalizzazioni che dovrebbe introdurre misure significative per quelle imprese (con determinate caratteristiche) che vogliono cessare un’attività senza che ci siano problemi economici. Gli operai chiedono che si prevedano sanzioni, in modo tale che sia per lo meno più probabile che la norma venga rispettata.

«E se il decreto anti delocalizzazione non avrà caratteristiche ritenute sufficienti allora il consiglio regionale avanzerà una sua proposta di legge», ha detto Mazzeo, che ha sottolineato come, sulla vertenza Gkn, ci sia l’unità di tutte le forze consiliari, indipendentemente dallo schieramento politico. Ma il decreto sulle delocalizzazioni va oltre Gkn. Per il posto di lavoro dei 422 operai di Campi Bisenzio bisognerà trovare un’altra soluzione. E bisognerà farlo in fretta.