In Toscana vaccinati solo metà dei ragazzi tra i 12 e i 16 anni

Solo ancora 87.144 i ragazzi "scoperti" in questa fascia d'età. La Regione invia alle Asl le indicazioni per organizzare la terza dose

Firenze. Nei prossimi giorni, probabilmente già da oggi, la Regione Toscana invierà alle Asl le indicazioni per somministrare la terza dose di vaccino anti Covid ai pazienti trapiantati, immunocompromessi e, a seguire, a tutte le altre categorie previste dalla circolare ministeriale pubblicata ieri sera. In Toscana i fragilissimi sono 130.000, ma non sono tutti inclusi in questa prima tranche, perciò la platea di quanti potranno ricevere il richiamo è ancora più ridotta. E le aziende sanitarie dovranno organizzarsi per gestire le somministrazioni, che prenderanno il via da lunedì prossimo. Ma oltre alla terza dose ci sono anche la prima e la seconda. Perché se è vero che, come si legge dai dati elaborati dalla Fondazione Gimbe, nella nostra regione il 65, 4 per cento della popolazione ha terminato il ciclo vaccinale, è anche vero che ci sono più di 87. 000 ragazzi senza alcuna copertura. Ma andiamo con ordine, punto per punto.

LA TERZA DOSE


Ieri sera il ministero della Salute ha pubblicato la circolare contenente le categorie a cui, per il momento, spetta la terza dose di vaccino. La Toscana, recepite le linee guida, si occuperà (probabilmente già da oggi, come fanno sapere da Firenze) di inoltrare alle Asl le indicazioni su come procedere. La Regione, comunque, si era già portata avanti suggerendo alle aziende sanitarie di preparare tutte le procedure per la chiamata attiva dei soggetti in dialisi e dei trapiantati. «Quello era un primo alert per prepararsi a partire», spiega l’assessore alla sanità Simone Bezzini. Le Asl, cioè, fino a ieri sapevano di doversi preparare per partire lunedì con la somministrazione delle terze dosi. Non essendoci ancora una circolare ministeriale, la Regione ne aveva indicate intanto due, quelle date per certe e che comprendono pazienti ben identificabili, come traccia per facilitare l’organizzazione delle aziende sanitarie. Poi, in serata, è arrivato l’atto dal ministero e ora si agirà di conseguenza. «Forse partiremo negli ambulatori e con chiamata diretta dice Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana centro –. Sembra che si vada verso la chiusura degli hub e un ritorno negli ospedali. Ma aspettiamo ulteriori indicazioni». E la stessa cosa vale per i medici di famiglia, che con ogni probabilità, a un certo punto e per altre categorie di persone, saranno coinvolti nei richiami. I pediatri, d’altra parte, sono sempre in prima linea nel somministrare prime e seconde dosi.

PRIMA E SECONDA DOSE

Perché «il numero di ragazzi vaccinati non è ancora soddisfacente», spiega Valdo Flori, segretario regionale federazione pediatri. Dai dati del commissario nazionale all’emergenza coronavirus risulta che, in Toscana, su una platea di 270.353 ragazzi che hanno tra i 12 e i 19 anni, 183.209 hanno ricevuto la prima dose e 82.769 la seconda. Stando a queste statistiche, risulta dunque che ci sarebbero ancora 87.144 ragazzi “scoperti”. Ma bisogna considerare che alcuni di loro potrebbero essersi nel frattempo prenotati e altri potrebbero avere l’esenzione, per un motivo o per un altro. Preoccupa, però – stando a Valdo Flori – la percentuale di vaccinati fra i 12 e i 16 anni, ferma al 55%.

«Quando chiamiamo le famiglie dei ragazzi (per fissare i vaccini ndr) non facciamo una semplice telefonata – dice Flori –, dobbiamo spiegare perché ai giovani conviene vaccinarsi. Per esempio per avere un anno scolastico che sia in sicurezza». Ma chi decide di non vaccinarsi, come spiega il suo no? «Molti genitori dicono di aver paura degli effetti collaterali», spiega Fiori. Ma non solo. «Le motivazioni sono le più varie – aggiunge Alessio Nastruzzi, segretario generale della federazione italiana medici di medicina generale –. C’è chi non crede nei vaccini, chi dice che non ha bisogno protezione e chi, invece, ha paura che possa succedergli qualcosa».

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