Diventa detective per restituire il borsello perduto

Alessandro Innocenti ha trovato e restituito un portafoglio con 430 euro

È come il raggio di una piccola candela. Fioca, a volte. Si può disperdere, anche. Ma il gesto splende. In tutta la sua grandezza.

Alessandro Innocenti, titolare di uno storico negozio di pelletteria nel centro di Lucca, dice di avere fatto la cosa più normale del mondo. Ma purtroppo, per il mondo d’oggi, non è la normalità trovare un portafoglio con dentro 430 euro e restituirlo al legittimo proprietario. Lui, però, non ci ha pensato su neppure per un secondo. E si è fatto in quattro per riuscire a rintracciare chi avesse perso quei soldi, nonostante il risultato finale non fosse così scontato.

«Stavo viaggiando in sella al mio scooter – racconta il commerciante lucchese – quando ho visto il portafoglio a terra, poco distante dall’ingresso di un ristorante. Appena possibile ho fatto inversione e sono tornato indietro. Temevo che qualcuno lo trovasse prima di me, ma non è andata così. L’ho aperto e ho visto che c’erano dei contanti dentro. E anche la patente, ma senza un indirizzo a cui recapitarlo. Così l’ho preso e l’ho portato in negozio».

Alessandro Innocenti lo appoggia su una mensola e per un po’ non ci pensa più. Ma poi, come un tarlo, il portafoglio continua ad assillarlo. «Dovevo trovare a chi appartenesse. Ad ogni costo», sottolinea il commerciante. Così lo apre. Per l’ennesima volta. Ed è a quel punto che succede. «Cade a terra un bigliettino – prosegue – con su scritti la data e l’orario di un appuntamento da un dentista. Ho chiamato subito lo studio, spiegando alla voce all’altro capo della cornetta la situazione. E finalmente ho avuto il numero».

Innocenti prova a chiamare un paio di volte il contatto, senza risultato. Poi risponde. «Buongiorno, mi scusi: lei per caso non ha perso niente?», domanda il commerciante, speranzoso. «Non mi dica che ha trovato il portafoglio: dentro ci sono i soldi della ditta di autospurgo per cui lavoro. Eravamo in zona per un intervento», risponde Fabio Maccheroni, 54 anni, di Balbano (Lucca). Che, finalmente, può tirare un sospiro di sollievo. «Ero preoccupato – racconta Maccheroni – . Quei soldi non erano neppure miei, avrei dovuto restituirli all’azienda per cui lavoro. Quando ho sentito la voce di Alessandro, mi si sono riempiti gli occhi di lacrime. Non tanto per aver ritrovato il portafoglio, quanto per il gesto. È un miracolo, mi sono detto. Molti altri, al suo posto, non avrebbero fatto lo stesso. Il suo gesto, invece, dà speranza. Mi ha fatto capire che, per fortuna, esiste ancora la brava gente. Chi, anche al di là della convenienza economica, continua a seguire la retta via».

I due si sono dati appuntamento poco dopo in piazza Bernardini a Lucca. «Non ci siamo abbracciati – prosegue Innocenti – ma gli occhi di Fabio mi hanno detto più di mille parole. Non mi sembra di aver fatto nulla di speciale, solo quello che ogni buon cittadino dovrebbe fare. Ma se ci si meraviglia per qualcosa che eccezionale non è significa che ne abbiamo ancora molta di strada di fare». Fabio Maccheroni, di fronte ad Alessandro Innocenti, gli dice che vuole ricompensarlo per il suo gesto. Ma il commerciante lucchese non accetta. «Non vedo perché dovrei essere ripagato – conclude – . Sono felice di ciò che ho fatto e lo rifarei. Ma la ricompensa più grande è stata leggere la felicità negli occhi di Fabio. La notte ho dormito sereno come non mai».

I due uomini si sono ripromessi di rivedersi presto. «Alessandro non ha voluto niente in cambio e, per questo, l’ho ammirato ancora di più – conclude Maccheroni –. Mia moglie ha un bar e l’ho invitato lì, una di queste sere. Mi piace l’idea di conoscerci e trascorrere un po’ di tempo insieme. Mi piacerebbe regalargli almeno un paio di bottiglie di vino. È stata un’esperienza bella che mi ha consentito di incontrare una persona splendida. È un peccato che al giorno d’oggi ci si debba meravigliare dell’onestà altrui. Ma credo che il suo sia un esempio da seguire. La strada dell’onestà, del rispetto e della condivisione è sempre quella giusta. A volte è la più difficile, almeno all’apparenza. Ma i suoi effetti si riverberano, ovunque. E fanno stare bene. Per me, il gesto di Alessandro brillerà per sempre». Come il raggio di una piccola candela che illumina tutto ciò che la circonda. RIPRODUZIONE RISERVATA