Un avviso stradale segno dei tempi: qui i bimbi giocano

Il nuovo cartello affisso dal Comune di San Miniato all’ingresso di Balconevisi

Sono dei piccoli gioielli, paesi incastonati nei boschi di San Miniato dove si respira il profumo pregiato del tartufo bianco. Siamo a Stibbio e Balconevisi, frazioni di questo comune una volta fiorentino e adesso pisano, dove – come recita un cartello stradale da poco installato – “i bambini giocano ancora per la strada” (con annesso invito alle auto a rallentare) . A San Miniato si recò in visita anche l’allora giovane Napoleone Bonaparte, che andò a trovare lo zio Filippo, canonico: il futuro imperatore aveva bisogno di un documento che attestasse le origini nobiliari della sua famiglia, per poter frequentare l’accademia militare di Brienne. E fu lo zio – esponente del ramo toscano della famiglia – a fornirglielo e di fatto a far decollare la carriera militare di Napoleone, modificando anche il destino di tutta l’Europa. Insomma, un territorio dove si respira la storia con la esse minuscola. Ma anche un angolo di Toscana dove si può assaporare la vita di una volta, dove i bambini giocano ancora in strada e non sempre davanti a un tablet, apprezzando la bellezza di un calcio al pallone o di qualche volteggio sull’altalena.

A Balconevisi e Stibbio è così, anche se sembra strano dirlo nel 2021, dove virtualmente è possibile replicare (quasi) qualsiasi esperienza. Pare di esser in quel paese immaginario dove c’è il casolare della famiglia Quarini de “Il Ciclone” (che in realtà esiste, è Laterina nell’aretino). Luoghi dove il tempo si è cristallizzato, tetragoni all’incedere del tempo e del progresso: qui i bambini giocano ancora per strada, a leggerlo mette già allegria, ma anche malinconia e nostalgia. Roba che per un bambino di oggi fa fare un balzo indietro ai propri nonni e bisnonni, perché già i padri sono cresciuti in un’epoca dove la modernità offriva alternative (più o meno valide) a tutto ciò che si può sperimentare nella vita reale.


A spiegare le ragioni dell’installazione di questi cartelli è stato il sindaco di San Miniato Simone Giglioli: «Questo cartello vuole essere un invito alla prudenza e ad andare piano. Lo abbiamo installato, al momento, in due frazioni, Balconevisi e Stibbio, dove i bambini giocano ancora liberamente all’aperto perché si tratta di luoghi collinari dove la mole di traffico è minore. Il nostro è un territorio variegato e so bene che non sarebbe possibile apporre questo tipo di cartelli in tutte le frazioni; tuttavia ritengo che abbiamo la fortuna di avere comunque, all’interno dei confini comunali, ancora zone come queste, dove non è inusuale vedere bambini giocare per la strada. Stiamo pensando di installarli anche in altre frazioni che hanno una vocazione simile, intanto partiamo con questi e vediamo quali saranno gli effetti sugli automobilisti. Chiedo a tutti – conclude – di impegnarsi a rispettare questi cartelli e a fare attenzione, questo è sicuramente un modo per vedere sempre più bambini fuori; da parte dell’amministrazione intanto stiamo cercando di investire sulla sicurezza stradale, anche se ci sono molte criticità, ma è ovvio che questo da solo non basta, resta fondamentale la collaborazione di tutti».

Anche se il sindaco si focalizza sugli aspetti tecnici e di sicurezza, ciò che balza agli occhi è il perché questi cartelli sono stati piazzati: in poche parole un modo per preservare una “tradizione” secolare di Balconevisi e Stibbio, per lasciare i bambini sereni di divertirsi a due passi da casa senza farli riparare in camera ad immedesimarsi in un avatar di Fortnite. Certo, al giorno d’oggi passano molte più auto rispetto a 40 anni fa. Sono sempre poche, rispetto a una media di una piccola città. Balconevisi è terra di tartufo e si stende lungo una singola strada, Stibbio è piccola ma molto vivace. E questa anima deriva anche dalla volontà di non essere soltanto degli “splendidi dormitori” abbarbicati su colline amate dai turisti e dal fungo più pregiato che c’è (il tartufo bianco, che d’ora in poi entrerà nella sua stagione di consacrazione). Basta andare dalle 17 in poi a Balconevisi e Stibbio per immergersi in un’epoca che fu. Ma che può ancora essere. Perché nessun joystick e nessuna app potrà mai sostituire l’intensità di una partitella fra amici all’aperto. D’altronde – come cantavano i Beatles in “She’s leaving home” – il divertimento è l’unica cosa che il denaro non può comprare. E spesso bastano una strada, due sassi e un pallone per divertirsi.

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