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L'immunologa del Meyer: «Garantiamo il vaccino ai minori di 12 anni. Meno rischioso della sindrome multi-organo da Covid. Vi spiego cos'è»

Chiara Azzari

L'esperta Chiara Azzari si unisce all'appello della Società italiana degli ospedali pediatrici e della Società italiana di pediatria. "Anche da noi bambini colpiti da questa malattia. E seppure pochi casi, sono più rare le reazioni avverse da vaccino che la possibilità di avere complicanze gravi"

FIRENZE. «C’è un motivo sopra tutti per cui abbiamo firmato l’appello affinché le autorità, anche in Italia, assicurino la vaccinazione anti-Covid sotto i 12 anni. Si chiama Mis-C, il nome tecnico della sindrome da infiammazione multi-organo. È una malattia sistemica legata al Covid, si manifesta a due/sei settimane dalla guarigione. Si verifica anche negli adulti, ma soprattutto nei bambini. E seppure colpisca in casi rari, dà complicanze molto gravi». Dice Chiara Azzari, immunologa, professoressa di pediatria ed esperta di vaccini e malattie infettive del Meyer, che nel rapporto rischi-benefici non c’è storia. «Sono molto più rare le reazioni avverse gravi da vaccino che i casi di questa patologia». E per questo ieri l’Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani guidata dal Alberto Zanobini, direttore generale del Meyer, e la Società italiana di pediatria, hanno scritto una lettera appello al governo in cui sostengono «con fermezza il diritto di tutti i soggetti in età evolutiva a poter fruire delle vaccinazioni» non solo dai 12 ai 16 anni. Chiedono di assicurare, appena i vaccini avranno ricevuto il via libera di Ema e Aifa, «la stessa opportunità anche ai soggetti in età inferiore ai 12 anni».

Professoressa Azzari, cosa comporta questa malattia?


«È una sindrome scoperta proprio nei bambini. Colpisce tutti gli organi, il cuore, il fegato, il rene, e li danneggia. E va curata con immunosoppressori potenti. Inizia con diarrea e vomito, all’inizio si pensa a un virus gastro-intestinale, poi si manifestano pericardite, miocardite, epatite».

Le miocarditi e pericarditi sono segnalate come reazioni avverse correlate al vaccino?

«Vero, ma i dati americani, quelli più attendibili perché compiuti su platee più ampie, dicono che la maggior parte delle miocarditi da vaccino si risolve con uno o due giorni di ricovero, quelle provocate da Mis-C nel 60-70per cento dei casi portano in rianimazione, nell’1-2 per cento alla morte»

Al Meyer avete avuto casi di bambini colpiti da Mis-C?

«Sì per fortuna pochi e siamo riusciti a curarli. Ma è una malattia pericolosa».

Ma è più probabile per un bambino essere contagiato e venir colpito da questa sindrome o avere una reazione avversa da vaccino?

«Uno studio americano condotto col metodo Grade ha messo a confronto eventi avversi gravi da vaccino e la possibilità di contrarre il Covid e riportare complicanze gravi dalla malattia, come la Mis-C, il long Covid (che a distanza di mesi continua a dare effetti collaterali pesanti come stanchezza, dolori muscolari, cefalee, insonnia, perdita di memoria e vertigini) o una complicanza grave da Covid. Be’, i dati sono chiari: certamente vale molto di più la pena vaccinare i bambini sotto i 12 anni che prendersi il rischio di farli ammalare. Poi ci sono i vantaggi collaterali».

E quali?

«Come con il vaccino per l’influenza, il vaccino anti-Covid nei bambini proteggerà i nonni e i genitori. Cioè impedirà ai bambini di portare a casa il virus. Non solo. Vaccinare i più piccoli potrebbe aiutarci ad evitare che si sviluppino nuove varianti».

Per quali fasce d’età potrebbe essere approvato il vaccino sotto i 12 anni?

«In prima battuta per quelli dai 6 agli 11 anni. E nei bambini più piccoli semmai basteranno vaccini con un dosaggio più basso di Rna. Gli studi ci dicono che hanno la capacità di rispondere meglio al primo dosaggio rispetto agli adulti».

Il vaccino si potrà fare anche a bambini fragili o malati di cancro?

«Sì, il vaccino è completamente inattivato. Non c’è niente di vivo che possa creare la malattia e che possa interferire con il nostro patrimonio genetico».

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