Mostro di Firenze, un sopralluogo della scientifica a Scopeti: ma è un docufilm Rai

Maxi ispezione sulla scena del delitto del 1985 a San Casciano. Un'operazione organizzata a fini didattici, ma si girano le scene di un documentario

SAN CASCIANO. A 36 anni dall'omicidio dei francesi Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, i cui corpi furono scoperti da un cercatore di funghi il 9 settembre 1985, la polizia scientifica torna sul luogo dove si è consumato l'ultimo degli omicidi attribuiti al mostro di Firenze. E questa volta lo fa con strumenti hi-tech all'avanguardia, per ricostruire e far rivivere in 3d gli ultimi istanti di vita della coppia. Ieri mattina gli agenti della scientifica di Roma e di Firenze sono tornati nel bosco degli Scopeti a San Casciano.

Non si tratta di un'indagine delegata dalla procura, che lo scorso novembre ha archiviato almeno per il momento le indagini. Ma di un'attività di iniziativa della polizia, per testare la nuova strumentazione. Il filmato che ne deriverà, una sorta di ricostruzione digitale dell'omicidio, verrà usato per scopo didattico interno, e probabilmente verrà reso disponibile anche per un docufilm in corso di realizzazione per la tv. .

La procura ne avrà comunque una copia, che potrà visionare. Poche speranze però che le nuove tecnologie possano aiutare a riaprire il caso. Dai rilievi eseguiti oggi, anche con l'aiuto di un drone, tuttavia non sarebbero emersi nuovi elementi che possano essere utili alle indagini. L'ultima fase delle indagini sul mostro di Firenze, che vedeva indagati un ex legionario di 89 anni, Giampiero Vigilanti, e un medico di 88, Francesco Caccamo, per gli otto duplici omicidi delle coppie di fidanzati, è stata archiviata nel novembre 2020, quando il gip ha rigettato l'istanza di opposizione all'archiviazione presentata dall'avvocato Vieri Adriani, legale dei familiari delle vittime del delitto degli Scopeti.

L'archiviazione dell'inchiesta non ha posto comunque fine del tutto alle indagini sui delitti attribuiti al mostro. Come sottolineato anche dal gip nell'ordinanza di archiviazione, sono tutt'ora in corso da parte della procura accertamenti in relazione "al recente ed ultimo rinvenimento di una pistola Beretta calibro 22", lo stesso tipo di arma che le perizie indicano essere stata usata per gli omicidi, trovata a gennaio scorso in una piazzola lungo la superstrada Firenze-Siena, nei pressi di Tavarnelle (Firenze). E resta aperto anche un altro filone di indagine, per un presunto depistaggio. Inoltre, negli ultimi mesi sarebbero state sentite persone negli uffici della procura.