Scuola, vaccinati ma senza Green pass: ora c’è la soluzione per i prof

FIRENZE. Sta per suonare la campanella e molti, seppur vaccinati, rischiavano di non poter tornare in cattedra se non con una trafila di tamponi da fare ogni 48 ore. No, non sono docenti no-vax, ma insegnanti che fra febbraio e maggio si erano sottoposti alla prima dose di Astrazeneca e che, in attesa trascorressero i tre mesi prescritti dalle linee guida per fare il richiamo, hanno contratto il Covid.

Fino a pochi giorni fa queste persone, come denunciato dal Tirreno, sembravano essere finite in uno dei tanti gorghi illogici della burocrazia. Vaccinati ma senza Green pass o con la carta verde in scadenza proprio perché avevano avuto la sfortuna di ammalarsi dopo la prima iniezione, una condizione che garantiva il pass per sei mesi e non per nove (fra poco dodici se in Senato verrà confermata l’estensione).


Una condizione che pochi giorni fa, il 9 settembre, ha chiarito una circolare del ministero della Salute proprio dopo le segnalazioni arrivate dalla Toscana, sia dalla Cgil che dalla Regione. Anzi, era stata proprio la Toscana a sottoporre una bozza di risoluzione al ministero. E ora sembra arrivata. Anche se non ancora per tutti. «In caso di infezione confermata entro il quattordicesimo giorno dalla prima dose – recita il testo – è indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose da effettuare entro sei mesi» dal contagio.

«Trascorso questo arco di tempo, la schedula vaccinale potrà essere comunque completata, il prima possibile, con la sola seconda dose». Dunque, a chi è in questa condizione basterà fare il prima possibile la seconda dose e otterrà il Green pass. «In caso di infezione oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, la schedula vaccinale è da intendersi completata in quanto l’infezione stessa è da considerarsi equivalente alla somministrazione della seconda dose – scrive il direttore del dipartimento di Prevenzione del ministero, Giovanni Rezza – Resta inteso che l’eventuale somministrazione di una seconda dose non è comunque controindicata; ciò vale anche per i soggetti guariti, in precedenza non vaccinati, che hanno ricevuto una sola dose di vaccino dopo l’infezione». Ecco, solo che per questi casi, cioè relativi a chi si è ammalato di Covid dopo i 14 giorni dalla prima dose, l’emissione del Green pass non è automatica. Anche se con una comunicazione di poche ore successiva alla circolare, il ministero ha chiarito: «Stiamo valutando le modalità di applicazione della circolare per l’emissione del Green pass valido 9 mesi per coloro che abbiano avuto l’infezione oltre i 14 giorni dalla prima dose di vaccino». A giorni è attesa la soluzione anche a questo.

Della serie: non esageriamo con la burocrazia agile, veloce, collegata ai problemi reali, mica siamo in Svezia.

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