In Toscana un positivo su quattro è fra i ragazzi. Il Meyer: vaccino anche sotto i 12 anni

Casi in calo del 19%, in aumento fra i piccoli. Esperti divisi. Oggi l’appello dell’ospedale pediatrico. Menichetti: non è la priorità

FIRENZE. Una diminuzione netta dei contagi, ma un aumento dei casi fra i più piccoli, tanto che adesso il virus infetta più di un minorenne su cinque. A una settimana dal rientro a scuola, l’epidemia sembra voler usare il bastone e la carota per lanciare un avvertimento alla Toscana.

In fondo anche l’anno scorso, proprio prima del ritorno sui banchi, la curva accennò una lieve flessione, per poi risalire ed esplodere nella seconda ondata ad ottobre. Ma questa volta – dicono gli esperti – proprio per effetto dei vaccini, lo scenario potrebbe essere diverso. Non è un caso che la Regione prepari una campagna per eseguire 7mila test salivari nelle classi ogni settimana per tenere sotto controllo il virus nelle scuole. L’ultimo report settimanale in mano all’assessorato alla sanità, è vero, segnala un calo dei contagi del 18,9% rispetto alla settimana precedente (siamo passati da 3.457 a 2.802 casi), di fatto facendo tornare la curva ai livelli della penultima settimana di luglio, ma dà conto appunto anche di un aumento delle infezioni fra i più piccoli.


Dal 6 al 12 settembre il 22% dei positivi (613 casi) si colloca nella fascia d’età 0-19 anni, il 16% ha meno di 15 anni. In alcune zone il fenomeno è perfino più accentuato: i minorenni contagiati sono il 30,4% a Massa Carrara, il 36,5% in provincia di Lucca, il 26% ad Arezzo, sebbene le province con l’incidenza più alta di casi restino Prato e Pistoia.

Certo, è anche l’effetto della campagna vaccinale, ormai vicina all’immunità di gregge negli adulti. Dunque è plausibile riscontrare, in percentuale, più casi nei piccoli. Che però rappresentano una quota residuale rispetto al resto della popolazione. Sono 270mila i ragazzi da 12 a 19 anni in Toscana, 310mila i bambini sotto gli 11 anni, proprio quelli per cui il vaccino non è ancora disponibile. E che, temono alcuni studiosi, possano diventare diffusori per una nuova ondata col ritorno sui banchi e un bacino per lo sviluppo di nuove varianti. Non solo. «In questi mesi abbiamo visto casi di sindrome multi-infiammatoria anche da noi - ha dichiarato a Repubblica FirenzeChiara Azzari, immunologa ed esperta di vaccini del Meyer – Una malattia grave che può essere legata al Covid. La protezione dei più giovani, prima di tutto, è per evitare malattie del genere». Per questo proprio oggi l’ospedale pediatrico fiorentino lancerà un appello alle autorità a «garantire la vaccinazione ai minori». Anche sotto i 12 anni non appena gli enti regolatori daranno il via libera. Proprio Pfizer-BionTech ha concluso gli studi e sta attendendo l’ok di Ema.

Ma non tutti gli scienziati credono in un replay dell’autunno 2020. «Se si considera la prima dose come riferimento – dice Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive a Pisa – la copertura vaccinale nella fascia 12-19 anni è del 60% in Italia, del 66 in Toscana. Questo depone anche a favore dei genitori, ma col 95 per cento di personale scolastico protetto, non ci aspettiamo scossoni. Potrà esserci magari un picco, ma non ci sarà motivo di tornare alla didattica a distanza. Dobbiamo confidare nell’effetto protettivo del vaccino non dimenticandosi i comportamenti, quindi la mascherina, il lavaggio delle mani e l’aerazione dei locali. Ma sono cose a cui studenti e scuole sono abituati, lasciano sperare bene».

Il pericolo che i piccoli possano diventare diffusori per adulti e nonni tornando a casa? «Fra gli anziani abbiamo tanti vaccinati, restano i tre milioni di non vaccinati fra gli ultracinquantenni, loro dovrebbero correre a fare l’iniezione, ma il vaccino sotto i 12 anni non l’ho mai ritenuto e non lo ritengo una priorità. Le priorità è mettere in sicurezza chi col Covid rischia il ricovero o peggio la terapia intensiva». Per questo, dice il prof, «sarà importante proseguire con la terza dose, facendo attenzione ad assicurarla soprattutto a chi ha fatto prima il vaccino, anziani e fragili. Sennò è come guardare l’ago e non vedere il pagliaio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA