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Peccioli, operaio trovato morto con la testa fracassata: giallo sulla dinamica

La tenuta agricola Piappina

Tre le ipotesi investigative. L'uomo, 33 anni, era anche socio della tenuta agricola dove è avvenuta la tragedia: lascia la moglie e due figli

PECCIOLI. Della morte di Singh Jitendra si può dire che è la quinta vittima sul lavoro in Toscana in pochi giorni. Si può dire che ha coinvolto un uomo di 33 anni, che lascia moglie e due figli, mentre lavorava al taglio di alcuni alberi nella tenuta Piappina, della quale era anche socio di minoranza. Si può anche affermare che a ucciderlo sia stato un colpo alla testa. E basta, qui si fermano le certezze. Perché sul come sia morto Jitendra rimangono dei dubbi. Da far combaciare con alcune incongruenze.

Si tratta di una morte sul lavoro, al di là di ogni dubbio. L’allarme al 118 arriva poco dopo le 9.30, l’incidente è avvenuto non molto tempo prima. Sul posto vengono mandate ambulanza e automedica della Misericordia di Peccioli e viene chiesto anche l’intervento di un elisoccorso. Inutile, i tentativi di rianimare Jitendra falliscono. Gli elettrodi del defibrillatore rimangono attaccati al petto.


Jitendra è stato trovato riverso su un fianco. Una ferita aperta, profonda, fa pensare a un colpo di taglio preso dall’alto sulla fronte. Inizialmente viene diffusa una versione: è morto schiacciato da un albero. Nel giro di poche ore si rivelerà non veritiera: Jitendra non è morto schiacciato. È morto perché qualcosa gli ha aperto la testa, causandogli una grave emorragia.

È sul cosa che però rimangono i dubbi. Sarà utile far precedere alle tre ricostruzioni ipotizzate da carabinieri e medicina del lavoro un inquadramento del luogo dov’è accaduto l’incidente. Aiuterà a fare chiarezza.

La Piappina è una tenuta agricola vasta, che si estende su una superficie estesa e non tutta sullo stesso livello. Si accede da un cancello chiuso, accompagnato dal minaccioso cartello “Quest’area è difesa da cani da guardia addestrati. Non avvicinarsi. Non entrare”. Gli invitati o quelli che abbiano abbastanza fegato da ignorare gli avvisi, possono continuare su una strada sterrata in salita, che fiancheggia campi dove pascolano struzzi, alpaca e dromedari.

Qualche metro più su, a monte di questo esotismo, stava lavorando Jitendra. L’uomo non era nel punto più alto della tenuta e sopra di lui si trovava una collinetta, dove erano sdraiati rami e tronchi di alberi a lungo fusto. Pini soprattutto.

Jitendra lavorava lì sotto, da quel che si è capito stava rendendo legna da ardere i tronchi tagliati dalle piante, facendoli in parti più piccole con una motosega. Sopra di lui si trovava una ruspa con una benna. Una possibile ricostruzione è che la benna si sia staccata dal mezzo, colpendolo di taglio. L’attrezzo è stato trovato più a valle, secondo quanto ricostruito, non più agganciato al mezzo.

L’altra ipotesi è che Jitendra sia stato colpito da un tronco. Dal mezzo, collocato più in alto del lavoratore, qualcuno mandava giù i tronchi che l’uomo avrebbe ulteriormente tagliato. Uno dei tronchi, rotolando, avrebbe potuto colpire l’indiano alla testa.

L’ultima ipotesi, più semplice, prende in considerazione il ruolo del solo Jitendra nell’incidente. L’uomo potrebbe essere scivolato mentre si trovava nella parte scoscesa del terreno. Perso l’equilibrio, sarebbe rotolato senza riuscire a fermarsi, finendo la sua corsa colpendo con la testa un ciocco di taglio.

Le analisi sul posto, l’eventuale presenza del sangue del lavoratore su uno degli oggetti d’intorno potrebbero essere rivelatori. Quello che in via ufficiale è trapelato è che non ci siano altre ipotesi oltre all’incidente.

L’area è stata transennata e sequestrata e al momento non ci sono indagati. Gli investigatori sono al lavoro anche per stabilire se altre persone fossero presenti al momento dell’incidente e se qualcuno ha visto la scena. Andrà verificato anche il rispetto delle norme sulla sicurezza.

Scartata l’ipotesi che Jitendra possa essere morto schiacciato. Non c’erano segni di schiacciamento né sul cranio né sul torace. La ferita sulla testa della vittima, che si apre netta da metà fronte fino al cranio, fa pensare a un colpo di taglio. Sul caso è stato aperto un fascicolo in procura a Pisa.

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