Contenuto riservato agli abbonati

Muore schiacciato dal marmo: perché le lastre sono crollate e il racconto del collega che era con lui

Pietrasanta: un’altra vittima sul lavoro, la terza in due giorni in Toscana. Sconvolto l'operaio salvo per miracolo: «È venuto giù tutto»

PIETRASANTA, Morire di lavoro. È successo di nuovo, in un’azienda del marmo a Pietrasanta. Una mattanza: tre lutti in due giorni in Toscana. Andrea Bascherini, di Pozzi di Seravezza, aveva 54 anni. Li aveva compiuti appena cinque giorni fa, lavorava nel settore da trent’anni, era tra i più esperti dell’azienda “2P Trading”. Ieri su quel piazzale che conosceva come casa sua, Bascherini è morto. È rimasto schiacciato sotto quindici lastre di marmo, pesanti ognuna circa cento chili.

Sembra di vedere la scena, così come è stata ricostruita. Lui lavorava con un collega di 60 anni, avevano tagliato un grande blocco di marmo piazzato su un macchinario predisposto per sezionare il marmo in tante parti. Mentre i due operai stavano facendo una sorta di levigatura alle lastre, che poi avrebbero spostato per la successiva fase di lavorazione, qualcosa è andato storto. Uno dei fermi di legno alla base delle lastre è caduto. Il tempo di chiudere gli occhi e mettersi a gridare e uno dopo l’altro i pesanti blocchi di marmo sono caduti uno dietro l’altro. Il primo ha colpito Bascherini al torace e lo ha tramortito prima che tutto quel peso lo schiacciasse. Troppo grande anche per lui che era un omone robusto, di circa 130 chili. Un grande appassionato di softair, disciplina che richiede frequenti allenamenti e capacità di reagire. Cosa impossibile ieri mattina. «L’ho visto piegarsi – ripete in lacrime all’arrivo dei soccorritori il collega che era accanto a lui – poi uno dei fermi è saltato ed è venuto giù tutto». Il sessantenne lavorava insieme alla vittima da poco tempo. È subentrato a un operaio andato in pensione, ha visto la morte in faccia. Ha avuto la prontezza di spostarsi prima di essere travolto, si è ferito a una mano. Le cause dell’infortunio mortale, avvenuto poco prima delle 11, 30 di ieri, saranno accertate dall’inchiesta aperta dalla Procura di Lucca. Le indagini sono affidate ai carabinieri e a agli operatori della Medicina del lavoro dell’Asl Toscana Nord Ovest. Il macchinario è stato sequestrato così come tutta l’area dove i due operai stavano lavorando.

Importante sarà, per capire la dinamica per poi determinare le possibili responsabilità, il racconto dell’operaio salvo per miracolo. I primi a cercare di soccorrere la vittima sono stati gli stessi colleghi, rimasti per ore sotto choc e in silenzio davanti al cadavere di Andrea. Uno di loro. Un uomo attaccato al lavoro e alla famiglia. «Non si può morire così, faceva questo lavoro da tanti anni, almeno da quindici con questi titolari» trova la forza di dire un collega mentre abbraccia i familiari della vittima, tra i primi ad accorrere. Sconvolto il fratello della vittima, arrivato con la moglie. Poi la vedova e la figlia. Nel timore che avessero un malore quando sono arrivate nell’azienda il 118 ha inviato un’ambulanza. Pur se sconfortati dal lutto che li ha travolti, i familiari hanno voluto rendersi conto.

«Siamo molto addolorati e colpiti da quello che è successo, della dinamica ancora non sappiamo molto», spiega Livia Pardini, socia dell’azienda.

Per oggi è stato proclamato un sciopero di 8 ore in tutto il distretto del marmo apuo-versiliese. «Far finire queste morti deve essere per noi un imperativo categorico». Così il presidente della Regione Eugenio Giani. «Nel settore lapideo, uno dei più martoriati, sono state introdotte regole stringenti per le aziende e misure per diffondere la cultura della prevenzione a tutti i livelli. Faremo di più».

© RIPRODUZIONE RISERVATA