Cresce il gruppo Florence, entra l’Antica Valserchio: «Pronti ad altri acquisti»

Florence, il polo del lusso, presieduto da Francesco Trapani, ex Bulgari e Lvmh, ha annunciato l’acquisizione dell’Antica Valserchio, leader nella produzione di tessuti per accessori, abbigliamento e arredamento per i marchi più importanti del lusso internazionale. La famiglia lucchese Bertolani ha ceduto le proprie quote ai fondi Vam investments, Fondo italiano d’investimento e Italmobiliare andando a fondersi con Giuntini spa, leader nel tessuto leggero, Ciemmeci, produttore di capi in pelle e pellicce, Mely’s del segmento della maglieria, Manifatture Cesari, specialista del jersey ed Emmegi storico produttore di capispalla uomo e donna.

«Abbiamo acquistato l’Antica Valserchio perché legata a una categoria di prodotto che non stavamo coprendo», riferisce Attila Kiss, amministratore delegato del Gruppo Florence e manager esperto di catene di fornitura con un passato in Balenciaga e Scervino. «Cercavamo l’azienda giusta e abbiamo trovato un’eccellenza, stavamo lavorando al progetto da un po’ di mesi. Prima di arrivare a un’intesa è infatti necessario far conoscere gli imprenditori del gruppo tra loro».


«Dovranno - continua
Kiss - lavorare insieme. Li paragono a un’orchestra: non è sufficiente avere bravi musicisti per suonare bene. Poi, dopo questo passaggio, ci sono le valutazioni economiche: tutte le nostre operazioni funzionano con lo stesso schema il gruppo compra il 100% delle aziende e i proprietari confluiscono a loro volta nel gruppo acquistandone delle quote e garantendo il loro supporto e le loro conoscenze ».

L’obiettivo finale di Florence è quello di creare una grande grande piattaforma di alto livello, che comprende numerose fabbriche al servizio dei brand che valorizza il know how delle aziende restituendo capacità di investimento e cultura manageriale. Quasi tutte le realtà fuse nel gruppo sono toscane e anche il nome la dice lunga sulla centralità della nostra regione nel progetto. «Acquistare in Toscana non è un criterio ma è evidente che per noi è una regione di riferimento. Abbiamo l’intenzione di ampliarci ulteriormente sia nell’abbigliamento, inserendo ulteriori segmenti, sia creando un comparto pelletteria e calzatura. Stiamo valutando numerose aziende, anche toscane. Le nostre operazioni hanno significato se riusciamo a dare valore ai nostri clienti garantendo un futuro più sicuro alla produzione di qualità. E per questo la nostra crescita sarà affiancata a progetti di formazione anche con le scuole per garantire il passaggio generazionale. Questo garantirà anche lavoro sui territori in cui sono i nostri stabilimenti».

Florence è oggi un gruppo con circa mille dipendenti. Uno dei timori alla luce di quanto sta accadendo nel settore dell’automotive è che, quando a finanziare le operazioni sono i fondi di investimento, il rischio sia un “ritiro” dai progetti in tempi rapidi lasciando macerie.

«I brand francesi, americani e italiani - interviene Kiss sull’argomento - scelgono di produrre in Italia perché è l’unico paese al mondo in cui si lavorano le materie prime, ci sono le lavorazioni intermedie, dallo stampatore al tessuto, alla pelle. Non c’è altro paese che sa fare tutto questo ad altissimi livelli e il nostro obiettivo e conservare questo vantaggio. Puntiamo ad avere un dimensionamento tale da quotarci in Borsa. I fondi ci accompagnano in questo percorso e hanno con noi una strategia di lungo periodo. Tradotto, non ci abbandoneranno finché non avremmo raggiunto la completezza della nostra offerta. Ci siamo scelti reciprocamente e condividono la nostra visione».

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