Green pass, Giani sceglie la linea dura: «Pronto a firmare un'ordinanza»

Il presidente della Regione: «Dove non arriverà il governo con l’estensione nei luoghi pubblici lo farà la Regione». Il punto sulla terza dose

FIRENZE. «Dove non arriverà il governo con l’estensione nei luoghi pubblici del Green pass, lo farà la Regione Toscana con un’ordinanza».Il presidente Eugenio Giani l’aveva detto qualche giorno fa e l’ha ribadito ieri, prima rispondendo alla domanda di un giornalista. Poi, qualche ora dopo, tramite un tweet. Che sia una sorta di ultimatum? «Non è un messaggio rivolto al governo – dice Giani al Tirreno –. È un messaggio ai cittadini». O meglio, non è un messaggio per Mario Draghi, «quanto piuttosto per tutti coloro che nei confronti dei vaccini si dimostrano freddi e diffidenti». Non manca la menzione alla Lega di Matteo Salvini. «Il governo – dice Giani – deve fare i conti con mediazioni e forze contrarie al Green pass, penso alla Lega. Qui in Toscana siamo più omogenei, tutti convinti sull’importanza dei vaccini». Dunque, dove non arriva un governo che vive anche sulle mediazioni con la Lega, «arriveremo noi con un’ordinanza». La data limite per incrementare la percentuale dei vaccinati è il 30 settembre. «Fino al 30 settembre l'atteggiamento è della massima tolleranza e facilitazione a tutti per vaccinarsi. Dopo il 30 settembre valuteremo». Se i numeri non saranno soddisfacenti o ci pensa il governo, «che sta profilando molti livelli di allargamento dell'obbligo di Green pass negli spazi pubblici», o arriverà un’ordinanza. Sul contenuto dell’eventuale atto, e sui luoghi a obbligo Green pass, il presidente non si sbilancia in alcun modo. Qualche giorno fa aveva detto: «Aprirò un dialogo con i sindaci su quali saranno i luoghi pubblici per i quali sarà vietato l'ingresso senza Green pass». Vedremo. La parola d’ordine, comunque, continua a essere una: vaccinarsi.

TERZA DOSE


Ed è in quest’ottica che il ministro Roberto Speranza apre alla terza dose. «Ci sarà – ha detto –. Partiremo a settembre con pazienti fragili, come gli oncologici o i trapiantati. Poi analizzeremo per proseguire con gli over 80, residenti delle Rsa e personale sanitario». La Regione Toscana, da parte sua, si dice pronta a iniziare con le somministrazioni. Sul come, da Firenze non si esprimono, limitandosi a rimanere in attesa di indicazioni da Roma. In Toscana, secondo i dati del commissario straordinario all’emergenza Covid che differiscono leggermente da quelli regionali, ad aver completato il ciclo vaccinale previsto fino a ora sono 318.332 over 80 e 134.094 addetti del personale sanitario. Dunque, per loro, dovrebbe esserci la terza dose in vista. Come e quando esattamente ancora non è chiaro. Né da Roma né da Firenze (che aspetta Roma) si sbilanciano.

ASL IN ATTESA

Le Asl, d’altra parte, sono in attesa di indicazioni. «Abbiamo i centri vaccinali allestiti – fanno sapere dall’Asl sud est, che copre i territori di Grosseto, Siena e Arezzo – e, quando verrà deciso come e quando, saremo pronti a partire. Anche perché (una volta stabilite categorie e tempistiche ndr) di chi ha già fatto le prime due dosi ci sono le liste con i nominativi». In realtà non è detto che le terze dosi saranno iniettate nei centri vaccinali. Perché il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani qualche giorno fa ha detto: «La geografia degli hub cambia a ottobre, ci affideremo alla rete territoriale di sanità». Salvo sterzate, dunque, più che ai centri vaccinali propriamente detti per le somministrazioni (comprese le terze dosi) la Regione dovrebbe affidarsi ai circuiti territoriali e, con ogni probabilità, ai medici di famiglia. Ma per adesso i dottori di base non sono stati consultati sulla possibilità di iniettare la terza dose ai loro pazienti. «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione al riguardo – spiega Vittorio Boscherini, segretario regionale delle federazione italiana medici di famiglia –. Ma a mio parere dalla terza dose la vaccinazione contro il Covid dovrebbe uscire dagli hub per entrare nel circuito territoriale». Un po’ come per il vaccino antinfluenzale. La direzione che vuol prendere Firenze, del resto, sembra proprio essere questa. «Per quanto ci riguarda al momento siamo in attesa, sia per gli hub che per il discorso della terza dose – spiega Antonella Tomei, direttrice del dipartimento di sanità territoriale dell’Asl Toscana nord ovest –. Dal punto di vista organizzativo siamo pronti, ma aspettiamo indicazioni. Credo comunque che nei prossimi giorni questi nodi saranno sciolti». E in posizione d’attesa è, chiaramente, anche l’Asl Toscana centro, che copre i territorio di Prato, Firenze, Pistoia ed Empoli. «Stiamo valutando il da farsi, ma per adesso non abbiamo indicazioni – dice Renzo Berti, direzione del dipartimento di prevenzione –. È presumibile che per la terza dose ci si possa affidare ai medici di famiglia. Ma queste non sono decisioni che spettano alle Aziende sanitarie».

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