Scuola e trasporti, scatta l'obbligo di green pass: le nuove regole in 15 risposte 

Certificato anche per il personale scolastico anche di nidi e materne. I genitori potranno accompagnare i figli sono davanti al portone di ingresso

Si chiama “verificatore”. È il preside o un suo delegato. Da stamani ha un compito: deve controllare che chi entra a scuola abbia il lasciapassare. Il green pass (o l’esenzione), il certificato di avvenuta guarigione o, se non è vaccinato, un tampone negativo valido. Il verificatore controllerà la validità del documento (su carta o cellulare) con la app “VerificaC19” . Se la app dà schermata verde (validità europea) o azzurra (validità italiana) il personale passa; se dà schermata rossa non passa. A meno di non vaccinarsi o di non effettuare un test antigenico rapido o un tampone molecolare. Il sistema è un po’ articolato e rischia di intasare gli ingressi. Ma il ministero dell’Istruzione, con il ministero della Salute e il Garante della Privacy sta lavorando per consentire al sistema informatico delle scuole (Sidi) di dialogare con la Piattaforma del Certificato Verde Digitale, in modo da evitare che ogni mattina il verificatore debba scansionare il singolo green pass. Ma per arrivare a questo serve una legge (a tutela del trattamento dei dati personali). Quindi per ora si procede a rilento.

SCUOLA

1. Chi deve avere il green pass? Solo il personale scolastico (impiegati e addetti alla mensa) deve avere il green pass e gli studenti universitari per le lezioni in presenza. Niente obbligo per alunni, genitori, fornitori né altre persone che comunque frequentano l’edificio-scuola.

2. A chi spetta verificare il green pass? La verifica spetta al dirigente scolastico o a un suo delegato e al momento deve essere effettuata ogni giorno. Da lunedì 13 dovrebbe subentrare la piattaforma elettronica sostitutiva, la “super App”.

3. Quali sono le regole per gli alunni? Dai sei anni in su è obbligatorio l’uso di mascherine chirurgiche anche al banco, mentre il distanziamento di un metro non è più obbligatorio ma solo raccomandato (è il cosiddetto “metro flessibile”). La temperatura si misura a casa, gli orari di bus e scuole sono differenziati e scaglionati come per le mense, e si può fare ginnastica in palestra (evitando i giochi di squadra). Chi ha una temperatura superiore a 37,5 gradi o sintomi respiratori non può entrare a scuola. Se temperatura o sintomi emergono durante le lezioni, bisogna lasciare la scuola.

4. Quali le regole per i genitori? Solo un genitore per volta può accompagnare il figlio davanti alla scuola, con ingressi ridotti al minimo e colloqui con gli insegnanti via internet.

5. Cosa succede a chi non ha il green pass? Da oggi e fino al 31 dicembre, l’insegnante senza green pass non può entrare a scuola. Ha quattro giorni per mettersi in regola, dopodiché viene sospeso senza stipendio e – a partire dal quinto giorno – la scuola può sostituirlo con un supplente.

6. L’obbligo di green pass vale anche per nidi e materne? Sì. Niente mascherine, invece per i bimbi.

7. Alternative al green pass? Oltre al tampone negativo ogni 48 ore, chi non è vaccinato può presentare un certificato di esenzione o di rinvio del vaccino. Il certificato può essere emesso solo dal medico curante e sulla base di precisi criteri individuati dal ministero della Salute.

8. Chi paga il tampone? Il personale fragile che non può essere vaccinato ha diritto a tamponi gratuiti; le altre persone devono pagarlo di tasca propria.

9. Con il green pass e un convivente positivo, si può andare a scuola? Eventuali disposizioni di quarantena decise dall’Asl prevalgono sul possesso del green pass per alunni e insegnanti così come per chiunque altro e per qualunque attività.

10. Come funzionala quarantena se in classe c’è un positivo? I vaccinati stanno a casa sette giorni, 10 i non vaccinati. Al rientro bisogna presentare tampone negativo. In caso di contagio di classe viene riattivata la didattica a distanza, in caso di focolaio può scattare la chiusura della scuola.

TRASPORTI

Scatta oggi anche l’obbligo di esibire il green pass per viaggiare, ma solo sui mezzi di trasporto a “lunga percorrenza”. Il decreto del 6 agosto stabilisce che, per salire su aerei, navi e treni non regionali, bisogna esibire il certificato verde e che i controlli, però, si effettuano a terra, non a bordo.

Inoltre, le linee guida diffuse dal ministero dei Trasporti danno indicazioni su come evitare intasamenti a causa dei controlli: differenziazione e prolungamento degli orari di apertura degli uffici, dei negozi, dei servizi pubblici e delle scuole; il potenziamento (da decidere ai tavoli prefettizi) delle corse dei bus a esclusivo uso degli studenti delle scuole superiori. Per questo il governo ha stanziato 840 milioni per le Regioni e 150 milioni per le province e i comuni.

1Quando è obbligatorio il green pass per viaggiare? I viaggiatori su autobus urbani, extraurbani e regionali, metropolitane e tram possono utilizzare questi mezzi senza green pass, sempre rispettando la capienza massima all’80% e indossando la mascherina a bordo. L’obbligo di green pass scatta invece, se il mezzo svolge un servizio «in modo continuativo o periodico su un percorso che collega regioni diverse».

2Quando è obbligatorio il green pass in treno? Per evitare confusione tra convogli regionali e interregionali, ai fini dell’obbligatorietà del green pass non si considera tanto le località di partenza e di destinazione quanto la classificazione del treno. Per salire su un convoglio regionale, anche se in viaggio tra due regioni diverse, il green pass non è obbligatorio. Obbligatorio invece per i treni di Alta Velocità (Frecciargento, Frecciabianca e Frecciarossa), Intercity e Intercity Notte.

3È obbligatorio il green pass per viaggiare per mare? Se un traghetto collega due località della stessa regione non è necessario avere il green pass. Per spostarsi fra la costa toscana e le isole dell’arcipelago (Capraia, Elba, Giannutri, Giglio, Gorgona, Montecristo e Pianosa) non è dunque obbligatorio esibire la Certificazione, che serve invece per navi e traghetti che effettuano un servizio interregionale; con l'esclusione degli scafi impegnati sullo Stretto di Messina.

4Serve il green pass per volare? L’obbligo del certificato verde, già in vigore per i voli internazionali, è estesa anche alle tratte nazionali. A bordo non ci si può togliere la mascherina.

5Chi e come controlla? I controlli in aeroporto e stazione sono affidati al personale di aziende e compagnie. Per salire a bordo di un aereo bisogna esibire il green pass prima dell’imbarco, per il treno invece dipende dalle disponibilità della stazione: il certificato verde può essere chiesto al varco che conduce ai binari insieme al controllo del biglietto; se invece il varco non esiste (per esempio nelle fermate di passaggio) il green pass dovrà essere esibita al capotreno pena e discesa obbligatoria alla prima fermata utile avvisando la Polfer, che prende in consegna la persona e la multa (sanzione da 400 a mille euro).

Diversa è invece la situazione sui bus. Anche dove il green pass non è obbligatorio, ci sono infatti regole da rispettare: capienza, distanziamento e mascherina anzitutto. Così il ministro Enrico Giovannini lunedì a Reggio Emilia alla festa dell’Unità ha ribadito le linee guida secondo le quali sono i controllori gli addetti alla verifica delle norme anti-Covid, immaginando «controlli a terra, magari a campione».

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