Dosi senza prenotare per centomila incerti. Giani: «Ultimo treno poi restano a casa»

Per ripopolare gli hub, Pfizer per tutti e “open day” continui. Il presidente: da ottobre più restrizioni a chi è senza pass

«Chiuso per mancanza di prenotazioni». Il foglio era affisso ieri sulla porta del centro vaccinale alla Fonderia di Follonica. Caso limite, ma riflette la tendenza che si sta verificando da inizio agosto: gli hub toscani sono quasi deserti. La flessione delle prenotazioni supera il 50 per cento, sul portale regionale non c’è ressa; lentezze e accessi che vanno in tilt sembrano un lontano ricordo, come i giorni del caos e le persone in fila in attesa dell’inoculazione. Cercasi disperatamente aspiranti vaccinati. Ed è per questo che la Regione Toscana – oltre a consentire agli over 60 di utilizzare le dosi Pfizer – da lunedì punta sugli open day permanenti nei centri vaccinali: chiunque over 12 non ancora prenotato può presentarsi liberamente e ricevere la prima dose. Ci sono anche 40.000 dosi in più di Pfizer e Moderna: sono i sieri che verranno somministrati.

«L’obiettivo, nel giro di un mese, è recuperare 100mila non vaccinati”, spiega l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini. I toscani senza vaccino sono 200mila. Il numero si ricava per sottrazione: 2,6 milioni hanno almeno una dose, al milione restante vanno tolti gli under 12 (500.000) e i cittadini con particolari patologie (150.000), e le 150.000 persone che hanno prenotato l’appuntamento entro il 12 settembre. Così l’accesso libero agli hub è l’ultimo tentativo per convincere chi ancora esita. Ieri il presidente della Regione Eugenio Giani ha lanciato un forte avvertimento ai no- vax. «Lotterò fino alla fine con coloro che non si vogliono fare il vaccino – ha detto – il nostro è un atteggiamento di assoluto rispetto fino al 30 settembre, dopo tiriamo le somme e chi non ha fatto il vaccino non ha più scuse». «Dopo quella data – ha aggiunto – chi non ha fatto il vaccino sta a casa: queste persone non si provino a venire nei luoghi pubblici perché la loro non vaccinazione è scelta è inconcepibile».


Tradotto: tra un mese chi non ha il vaccino è da considerarsi davvero no-vax, e dunque non potrà avere le stesse libertà delle persone vaccinate e con green pass, sulle possibilità di movimento e anche sull’accesso ai pubblici esercizi e agli eventi. L’intenzione è quella di firmare ordinanze per favorire i vaccinati e limitare la vita degli altri: bocche cucite però sulla sostanza dei provvedimenti.

Siamo dunque all’ultima spiaggia nella strategia di persuasione anti Covid. In Piemonte, l’iniziativa di libero accesso ai centri vaccinali ha avuto buoni riscontri: in una settimana 30mila persone agli sportelli. La Toscana spera in un successo simile. Nel frattempo le Asl si organizzano. «Non ci aspettiamo un grosso afflusso di persone, lunedì e martedì saranno giorni di osservazione – dice Monica Guglielmi, responsabile dell’hub di Marina di Carrara per l’Asl Nord Ovest – siamo comunque pronti, con il personale in allerta e la possibilità di riservare almeno due postazioni su dieci ai non prenotati».

«Posizioneremo dei banchi per l’accoglienza dove raccogliere le generalità e formare i turni – spiega Daniele Mannelli, direttore del Distretto pistoiese dell’Asl Centro – siamo in grado di sostenere qualche centinaia di persone in più, adesso la pressione si è ridotta». Gli hub toscani saranno in grado di gestire fino a 2-300 persone in più al giorno oltre le prenotazioni programmate.