Infrastrutture, alla costa toscana solo briciole: tutto a Firenze matrigna

Da sinistra il sindaco Michele Conti, il conduttore Massimo Marini, il viceministro Alessandro Morelli e il direttore del Tirreno Stefano Tamburini

Incontro con il viceministro Morelli, il sindaco di Pisa e il direttore del Tirreno. Dal Galilei alla Tirrenica: ritardi e omissioni. Il caso incredibile delle buche sulla Fi-Pi-Li

pisa. La Toscana a due velocità, la parte di regione, quella costiera con in testa Pisa, messa da sempre in ombra dal peso politico di una Firenze che non vuole mollare alcunché e intende accaparrarsi tutto, lasciando le briciole alle città “suddite”. Nelle infrastrutture è così da tempo, e continuerà a esserlo per ancora un bel po’. Sembra impossibile perfino progettare un futuro migliore. Ha ruotato tutto attorno a territori confinanti che però procedono con marce dissimili il dibattito di martedì sera sul palco di “Eliopoli” a Calambrone condotto dal giornalista Massimo Marini, di cui erano ospiti il direttore de Il Tirreno Stefano Tamburini, il viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli e il sindaco di Pisa Michele Conti. Numerosi gli applausi da parte di una folta platea, ancora scottata dalle vicende degli squilibri tra Galilei e Peretola in Toscana Aeroporti, quando dai microfoni sono state più volte stigmatizzate la supremazia e l’ingordigia fiorentine. Un clima che ha finito con l’imbarazzare in certe circostanze il leghista Morelli nel ruolo di super partes.

Tirrenica

Si arrampica un po’ sugli specchi il viceministro Morelli relativamente a un’autostrada mai realizzata, a eccezione dei 12 chilometri da Civitavecchia a Tarquinia. «Il nodo delle concessioni autostradali della società ligure-toscana – si è limitato a dire – è estremamente complicato, vediamo quello che sarà possibile fare con il prossimo contratto di programma con Anas e Ferrovie dello Stato».

Aeroporto
La crescita di Pisa continuerà a essere frenata dalle voglie espansionistiche di Firenze e di Peretola? Il sindaco Michele Conti dice di esser pronto a tirar fuori gli artigli. «Ormai – ha affermato – esiste un’unica società, che fa parte dell’eredità del passato. Occorre lottare ora perché Pisa rimanga la porta principale di accesso alla Toscana e non si faccia scippare traffico e passeggeri da aeroporti di regioni vicine. Non c’è più spazio per le lotte di campanile. Le due città dovranno anche essere collegate meglio e in tempi più rapidi. Ribadisco l’idea a cui sta lavorando l’assessore Massimo Dringoli, quella cioè di un raddoppio della linea ferroviaria subito dopo Empoli fino a Pisa e Livorno». «Comprendo la voglia di ribellarsi alla presunta “sudditanza” nei confronti di Firenze – ha aggiunto l’onorevole Morelli – ma occorre un fronte maggiormente compatto da parte dei capoluoghi di provincia dell’area costiera. Solo così si potrà recuperare il gap nei confronti di Firenze».

Darsena Europa
Sulla maxi opera livornese che spaventa i pisani, Morelli è stato costretto a una sorta di dietrofront. «Se il presidente Giani dice che si farà – ha detto in un primo momento – sono d’accordo con lui». Poi, la correzione, alla luce delle perplessità manifestate dal primo cittadino di Pisa: «È però da verificare la compatibilità coi porti vicini». Pochi istanti prima Conti era stato infatti molto chiaro: «Abbiamo chiesto proprio in questi giorni che si proceda con uno studio supplementare per le verifiche di sostenibilità ambientale dell’opera. La Regione deve consentirci di dormire sonni tranquilli, soprattutto sotto il profilo del rischio di erosione delle coste, attraverso un’approfondita analisi di costi e benefici. Per carità, possono essere previsti anche dei ristori per gli stabilimenti balneari che ne risentiranno, ma non ci dobbiamo dimenticare che qui siamo in area Parco. E questo deve valere, il Parco non può contare solo quando il Comune deve fare le piste ciclabili».

Autolinee Toscane
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato la Spa del trasporto pubblico locale è pronta a entrare in scena. Allarga le braccia il sindaco di Pisa: «Non sono certo per continuare la battaglia legale – ha spiegato –, il passaggio è obbligato. Semmai bisognava pensarci prima, ormai la frittata è fatta. Avremo un’altra azienda colosso che certamente ridurrà i servizi nelle aree periferiche. Non ho mai creduto agli incantatori di serpenti che parlano di economie di scala (che altro non sono che tagli ai servizi e ai livelli occupazionali), quelle con cui si vorrebbe anche motivare il progetto di far nascere una multiutility toscana per gas, rifiuti e acqua. Un’autentica iattura».

Grosseto-Siena
Come noto, gli ultimi due lotti del tratto Grosseto-Siena della E78 – la Due mari Grosseto-Fano, la strada che deve collegare il Tirreno con l’Adriatico – sono “in panne”, nonostante la nomina del commissario straordinario e la presenza di finanziamenti. Che i lavori siano tuttora bloccati è un fatto noto a tanti, ma non a Morelli. «Verificherò quanto mi state dicendo», ha detto il viceministro.

Superstrada Fi-Pi-Li
Vasto consenso in platea quando il direttore de Il Tirreno Tamburini evidenzia l’assenza di manutenzione di una strada nata male, sottodimensionata rispetto alla mole di traffico, e sviluppatasi peggio. «Per poter intervenire – ha cercato di chiarire il viceministro – è la Regione che deve segnalare a Roma le priorità sul suo territorio, ora in particolare, dal momento che siamo a ridosso dell’accordo di programma con Anas e Ferrovie dello Stato».

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