Un monito per la Tirrenica

Massimo Simonini (Anas)

Il commissariamento non ha poteri taumaturgici

I poteri taumaturgici del “commissario ad acta” per accelerare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche sono un mito da sottoporre a revisione. È bene averlo chiaro, anche rispetto alle aspettative altissime che suscita la prossima nomina del commissario straordinario per il Corridoio tirrenico, ideato alla fine degli anni Sessanta e ancora non ideato. Dalla Regione, agli amministratori locali, fino ai ministri sono convinti che basterà nominare il commissario ad acta e cadranno tutti gli ostacoli che per oltre mezzo secolo hanno impedito la realizzazione della ex autostrada Livorno-Civitavecchia ora declassata a superstrada a quattro corsie (con un inutile e costoso casello a San Pietro in Palazzi (Cecina).

Massimo Simonini, amministratore delegato e direttore generale di Anas dal dicembre 2018 (non da un giorno, dunque), è stato nominato commissario straordinario per la E78 (la Grosseto-Fano, nota anche come Due mari) e per la Strada statale 106 Jonica con il decreto del presidente del consiglio dei ministri il 16 aprile 2021. Nonostante i “superpoteri” acquisiti in primavera, tre mesi e mezzo non gli sono bastati per ottenere dal ministero della Transizione ecologica lo sblocco del “Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo” relativo al 4° lotto della Due Mari. Senza questo sblocco – che sembra essere un’autorizzazione paragonabile a quella necessaria per spedire una sonda da su Marte – l’appalto da oltre 100 milioni di euro per meno di tre chilometri di tracciato (con otto viadotti e due gallerie: per questo è così costoso) non può essere avviato. Il piano in questione, infatti, precisa se le terre scavate per la nuova galleria e i materiali di scarto possono essere riutilizzati (e come) o se devono andare in discarica. Magari come rifiuti speciali. —  RIPRODUZIONE RISERVATA