Gelmini: sì all’obbligo di vaccino per i docenti

La ministra Maria Stella Gelmini e Stefano Tamburini, direttore del Tirreno

Viareggio, la ministra per gli Affari regionali favorevole al green pass sui luoghi di lavoro: «È una garanzia della libertà degli italiani, non è uno strumento per licenziare»

VIAREGGIO. Pronta a dichiararsi favorevole «all’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti, se necessario pur di non tornare alla didattica a distanza». Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le autonomie del governo Draghi, non tentenna di fronte alla platea del Grand hotel Principe di Piemonte di Viareggio dove ieri, intervistata dal direttore del Tirreno Stefano Tamburini e dall’inviato del Giornale Stefano Zurlo, ha preso parte alla rassegna “Gli incontri del Principe”. In quello che è stato un blitz viareggino – in arrivo da Milano e diretta subito dopo a Roma per votare la fiducia al governo sulla riforma della giustizia – l’intervento della ministra ha avuto un solo tentennamento: il futuro della presidenza della Repubblica. «Draghi o Mattarella-bis? Prematuro parlarne».

GREEN PASS ESTENSIVO

Tutt’altro che una misura liberticida. «Il Green pass è una garanzia della libertà degli italiani – dichiara Gelmini – Forza Italia è per il suo uso estensivo anche sul lavoro: il certificato non è un uno strumento per licenziare ma, al contrario, per lavorare in sicurezza». Massima fiducia dunque sulla campagna vaccinale, anche se «non bisogna inasprire i toni, neppure con le piazze no vax di cui non condivido i temi – chiarisce Gelmini – paradossalmente le manifestazioni di piazza sono state rese possibili solo grazie ai risultati fin qui raggiunti dalle vaccinazioni e dalla gestione della pandemia che, dopo l’iniziale caos tra regioni, grazie all’azione del governo ora ha assunto una direzione unitaria».

SIENA NEL MIRINO

Anche sull’altra vicenda di grande attualità – quella tra Unicredit e Mps – la ministra è sicura. «Mario Draghi è l’uomo giusto – dichiara – per risolvere la questione ponendola sotto la lente dell’economia e non della politica. Ci sono seimila famiglie che rischiano di essere sul lastrico e questa deve essere la priorità. Bisogna però portare avanti una riflessione vista la scadenza a fine 2021 per l’uscita dello Stato da Mps. Una scelta simile deve vedere il coinvolgimento non solo del governo ma del Parlamento, perché riguarda il futuro del credito e il sistema bancario nazionale. Giusto perciò che ci sia un confronto con le forze politiche. Servono garanzie per le famiglie ma anche a sostegno delle piccole-medie imprese».

RAPPORTI CON LE IMPRESE

Tra i temi trattati, anche quello legato ai rapporti con l’imprenditoria. «Abbiamo affrontato più volte la questione in consiglio dei ministri – spiega Gelmini – non si possono mettere troppi vincoli alle politiche industriali delle imprese, ma libertà di impresa non significa socializzare le perdite e privatizzare i guadagni: laddove ci troveremo di fronte interlocutori di questo genere lo Stato deve dimostrarsi forte».

LE INFRASTRUTTURE

Altro tema caldo per la Toscana, quello legato alle infrastrutture. Una battaglia contro la burocrazia che blocca gli investimenti «da cui siamo usciti tutti sconfitti – ammette – essenziale è semplificare il contratto d’appalto e far sparire la paura della firma. E per ridurre i tempi, evitare ricorsi su ricorsi per l’assegnazione di un bando, magari prevedendo un risarcimento».

REDDITO DI CITTADINANZA

Si dice contraria Gelmini, senza appello. Ma con una proposta. «Trasformiamolo in un reddito di natalità, l’assegno unico per le famiglie è insufficiente per dare garanzie alle coppie che lavorano e desiderano figli. Diamo loro un sostegno concreto ed evitiamo un provvedimento che, anche per le imprese che offrono lavoro, si sta dimostrando deleterio».

UN PIANO PER LE ISOLE

C’è stato spazio anche per parlare di progetti futuri, in particolare investimenti legati alle isole minori e che coinvolgeranno anche l’arcipelago toscano (isola d’Elba compresa). «Con i ministri Colao e Carfagna stiamo portando avanti due progetti attuabili entro il 2022: il primo riguarda la banda ultralarga in tutte le isole minori per il quale sono già stati anticipati 60milioni grazie al ministro Giorgetti. Il secondo è relativo a un piano per la sostenibilità ambientale». —