Gkn, gli operai a Draghi: «Trova un acquirente. Solo un compratore può salvarci»

Mercoledì l’incontro con la viceministra. I 422 lavoratori licenziati porteranno la richiesta al governo

Per Matteo Moretti, delegato della Rsu aziendale, il futuro di Gkn è già scritto. Il fondo d’investimento britannico “Melrose Industries”, che ha acquisito l’azienda nel 2018, non tornerà sui suoi passi e i 422 lavoratori, licenziati con una mail, lo sanno già. Nessuna sorpresa su questo fronte, purtroppo. Ma – sottolinea Moretti – la partita, ora, è tutta quanta nelle mani delle istituzioni. Mercoledì, al tavolo convocato in prefettura a Firenze dal ministero per lo Sviluppo economico e presieduto dalla viceministra Alessandra Todde, chiederanno che il governo intervenga. «L’azienda deve essere rilevata – sottolinea Moretti – ed essere messa di nuovo sul mercato insieme alle sue professionalità. Ora serve un acquirente. Prevediamo, infatti, che tra un anno e mezzo tutti gli stabilimenti Gkn saranno in vendita, anche quello di Brunico (Bolzano). D’altra parte, Melrose non ne ha mai fatto mistero, questa è la sua missione: comprare imprese e poi vendere. E noi vogliamo rientrare in quella partita. Non vogliamo che la nostra storia finisca qui. Non vogliamo andare a casa». Serve qualcuno interessato a comprare Gkn, dicono i lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio, in assemblea permanente dal 9 luglio. Peccato, però, che Melrose (a oggi) non abbia alcuna intenzione di vendere. Ma di chiudere sì. «Noi non abbiamo la soluzione in tasca – sottolinea Moretti – ma una cosa è certa: produciamo componenti per auto, siamo professionalità stimate. Lo sa bene Stellantis (multinazionale olandese che controlla, tra gli altri, i marchi automobilistici Fiat, Abarth, Jeep, Dodge, ndr) e la solidarietà è arrivata da ogni parte, anche dai lavoratori Ferrari. Tutti, anche Stellantis, facciano pressioni sul governo. Solo le istituzioni possono aiutarci, in questo momento».

il VERTICE IN PREFETTURA


Il tavolo, convocato dal ministero per lo Sviluppo economico, è fissato per mercoledì, alle 15, in prefettura a Firenze. «Dopo l’impegno di questi giorni – commenta la viceministra Todde – riteniamo indispensabile fare il punto sulla situazione della Gkn, invitando tutte le parti coinvolte». E quella sarà anche l’occasione per avere una risposta dopo la mail, inviata via posta certificata e a firma dell’amministratore delegato di Gkn, Andrea Ghezzi, con cui l’azienda chiedeva lo sgombero immediato dello stabilimento. «La prefetta di Firenze, Alessandra Guidi, è venuta a trovarci nello stabilimento, ha visto con i suoi occhi quello che facciamo – aggiunge Moretti – la nostra è un’assemblea permanente di lavoratori, ma non stiamo violando alcuna norma. Le istituzioni lo sanno, e sono con noi».

LA MOZIONE

E nei giorni scorsi, in consiglio regionale, è stata approvata una mozione che impegna la giunta regionale a «utilizzare tutti gli strumenti normativi ed economici a disposizione per impedire la chiusura dello stabilimento toscano, consentire la ripresa della produzione e disporre il ritiro immediato della procedura di licenziamento portata avanti da Gkn». Il consiglio regionale, inoltre, chiede anche «l’introduzione di un codice etico che preveda un obbligo di comunicazione preventiva in caso di rischi di chiusura aziendale e un rafforzamento delle discipline nazionali sui limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di fondi pubblici». Intanto, i lavoratori continueranno a lottare. «Finché ce ne sarà», conclude Moretti. —

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