Inchiesta frodi fiscali, coinvolti i grandi marchi. Perquisizioni a The Bridge e in una controllata di Prada

Il reato ipotizzato è quello di utilizzo di fatture emesse per operazioni soggettivamente inesistenti. Il nuovo filone dell'inchiesta va a colpire le società gestite da italiani che avrebbero fatto da intermediarie tra i grandi marchi della moda, al momento estranei ai fatti, e le pelletterie cinesi

Arriva a coinvolgere i grandi marchi della moda l'inchiesta della procura di Firenze sui presunti reati fiscali che ha portato nei giorni scorsi all'arresto di 29 persone, tra cui i professionisti di uno studio di consulenza del lavoro, finiti in carcere, e 24 tra gestori di fatto e amministratori formali di ditte cinesi, tutti ai domiciliari. All'alba di oggi 30 luglio la guardia di finanza ha effettuato perquisizioni in una società controllata dal gruppo Prada, la Figline srl, e nella sede del marchio di moda fiorentino The Bridge.

Il reato ipotizzato è quello di utilizzo di fatture emesse per operazioni soggettivamente inesistenti. Il nuovo filone dell'inchiesta va a colpire le società gestite da italiani che avrebbero fatto da intermediarie tra i grandi marchi della moda, al momento estranei ai fatti, e le pelletterie cinesi. Sempre nell'ambito delle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal pm Fabio Di Vizio, altre perquisizioni sono state effettuate in quattro aziende. Per l'accusa, le fatture emesse dalle ditte cinesi, e impiegate nelle dichiarazioni fiscali ai fini del pagamento dell'Iva dalle società perquisite, tra cui la Figline srl, sarebbero state firmate dai titolari cinesi delle ditte, che però sarebbero stati dei meri prestanome. Le imprese indagate, è la tesi dell'accusa, avrebbero intrattenuto i rapporti commerciali direttamente con gli amministratori di fatto delle ditte cinesi, ottenendo per altro la merce a prezzi particolarmente concorrenziali.

Complessivamente l'uso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti avrebbe consentito alla aziende perquisite oggi di far figurare nelle dichiarazioni fiscali ai fini Iva milioni di euro di elementi passivi fittizi. Secondo quanto specificato da fonti del gruppo Prada riguardo alla perquisizione di una azienda controllata, la Figline srl, di recente essa era stata oggetto di un'importante ristrutturazione, che ha previsto tra l'altro il raddoppio della manodopera assunta sul territorio allo scopo di controllare in maniera puntuale la fornitura diretta e ridurre il mondo della sub-fornitura. "Mai come in questa occasione - viene fatto sapere del gruppo Prada - si può dire che l'indagine è il classico atto dovuto. L'azienda è serena e confidente sul fatto che la sua posizione verrà subito chiarita".-