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Sanità, in Toscana sono ancora 14mila senza vaccino: avvertimenti, norme-caos e la linea dell'Asl

Ecco cosa prevedono le attuali regole: ma gli avvisi potrebbero escludere una serie di professionalità. Gli scenari possibili

FIRENZE. Lettere, comunicazioni della Regione, ritardi e rinvii. Non sono tanti, ma pur sempre un numero considerevole, i sanitari toscani che non si sono ancora vaccinati. E la situazione è confusa. In generale, comunque, la linea dell’Azienda sanitaria e della Regione sembra chiara: evitare il più possibile di sospendere i lavoratori. Dare loro tempo di vaccinarsi. Aggirando lo scontro e le maniere forti.

LA NORMA


Le Aziende sanitarie locali da poco più di un paio di settimane hanno cominciato a inviare le comunicazioni - via mail e non solo - all’indirizzo dei lavoratori che non risultano ancora vaccinati. Gli interessati hanno a disposizione cinque giorni di tempo per spiegare le loro motivazioni: dalla scelta personale alla possibilità di esenzione a un errore nell’elenco vaccinale. Nel caso in cui non siano fornite giustificazioni ritenute accettabili, l’Asl invierà un’ulteriore comunicazione all’Ordine professionale della Toscana e ai datori di lavoro. I non vaccinati saranno in prima battuta diffidati, poi demansionati e in caso estremo sospesi dal servizio, senza stipendio fino al 31 dicembre. Questo è ciò che prevede la norma. Che però è soggetta a cambiamenti, come spiega il direttore del dipartimento di prevenzione Asl Toscana Centro, Renzo Berti. «Più o meno una settimana fa, la Regione ci ha fatto sapere che gli avvisi devono riguardare esclusivamente i professionisti sanitari (in Toscana sono complessivamente 55mila, ndr). Per intenderci, non i cuochi, i portieri, e chi lavora all’interno delle strutture ma non è un professionista sanitario». E la confusione aumenta. Leggere i numeri forniti dalle Asl non è semplice. E non è detto neppure che siano completamente attendibili.

LA SITUAZIONE

Le Asl forniscono i dati, ma non tutti sono aggiornati con la solita cadenza. La situazione – come è facile immaginare – è in continuo divenire. L’Azienda sanitaria Nord-Ovest – responsabile dei territori di Lunigiana, Apuane, Valle del Serchio, Piana di Lucca, Versilia, area pisana, livornese, valli etrusche, alta Val di Cecina e Valdera e isola d’Elba – fa sapere che sono state inviate 6500 comunicazioni. Di queste, 800 a chi ricopre un ruolo sanitario professionale. Dalla Asl Centro – Pistoia, Empoli, Prato e Firenze – riferiscono di avere 7300 posizioni in fase di valutazione. Ovvero lavoratori che non risultano vaccinati. Solo 500 sono medici, infermieri e operatori socio sanitari che operano in strutture. Va meglio nella Asl Sud-est (Grosseto, Siena e Arezzo), dove – rendono noto gli uffici interni – sono 445 i dipendenti che non risultano vaccinati né prenotati. «ll dato – spiega l’azienda – si riferisce a tutta la sanità e a tutto il sistema socio sanitario – sia pubblico che privato».

GLI ACCERTAMENTI

Il totale delle situazioni individuali da chiarire, in Toscana, quindi ammonta a poco più di 14mila. In particolare, c’è da capire perché tutti questi profili lavorativi non siano ancora stati vaccinati. C’è chi - magari - ha ricevuto il vaccino ma è “sfuggito” all’elenco ufficiale, o chi invece ha un valido motivo per cui non ha ancora preso parte alla campagna vaccinale. Di sicuro, per avere un quadro chiaro e completo della situazione ci vorrà tempo.

Come è certa l’esistenza di uno zoccolo duro di sanitari determinato seriamente a non farsi inoculare alcuna dose. Resta da capire se ai no-Vax incalliti verrà applicata davvero una punizione. Per il momento, la sensazione è che le istituzioni in primis abbiano le idee poco chiare su come agire.

La speranza di base è che il numero dei non vaccinati - nella sanità pubblica e privata regionale - si appiattisca sempre di più. Un fenomeno - quello dell’appiattimento - che sta andando avanti lentamente. —

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