Virus in Toscana, impennata di contagi tra i giovani. Il virologo Spagnesi: «Troppe feste e difficoltà nel tracciamento»

In dieci giorni la curva dei contagi (soprattutto sulla costa) si è nuovamente alzata. Il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asl Toscana sud est: «Ospedalizzazione sotto controllo grazie ai vaccini»

FIRENZE. Cresce la curva dei contagi: una media di 275 al giorno negli ultimi dieci giorni. Ma (almeno per ora) la Toscana non rischia di tornare in zona gialla. Merito – si fa per dire – dei pochi posti letto occupati negli ospedali: il tasso di occupazione è il 3% in terapia intensiva e per il 2% in area medica. «Con i nuovi parametri introdotti dal governo, il passaggio da zona bianca a gialla è determinato da un’occupazione dei letti superiore al 10% in terapia intensiva e al 15% in area non critica», spiega il dottor Maurizio Spagnesi, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana sud est (Grosseto, Siena, Arezzo). Ma non c’è da abbassare la guardia, sottolinea. Perché la variante Delta incalza. «Si diffonde molto in fretta – spiega Spagnesi – e sta contagiando soprattutto i giovani. Troppe feste sul mare o assembramenti nei locali, senza rispettare le distanze di sicurezza».

Dottor Spagnesi, per quale motivo si sta verificando un incremento dei casi?


«Il motivo principale è la circolazione della variante Delta: causa il 70% dei contagi in Toscana. Ormai il ceppo originario del virus, quello di marzo 2020, non esiste più. E anche la variante Alfa (ex inglese) è stata quasi del tutto soppiantata dalla variante Delta. Che contagia soprattutto i giovani e, ad agosto, sarà predominante».

Perché la variante Delta contagia soprattutto i giovani?

«Innanzitutto perché appartengono a una fascia della popolazione ancora poco vaccinata. E poi il problema resta sempre lo stesso: la movida incontrollata».

Che significa “incontrollata”?

«Preciso che ritengo che sia giusto che i giovani escano e si divertano. Ma devono farlo con criterio. Non si devono ammassare nei locali, nele feste private, non devono creare assembramenti in spiaggia. Queste immagini le abbiamo tutti quanti davanti agli occhi. Ed è molto pericoloso».

È così che la variante Delta trova terreno fertile?

«Sì, proprio questo è il punto. Dobbiamo fare tesoro di quello che abbiamo passato anche la scorsa estate. E capire che l’incubo non è ancora finito, purtroppo».

Come siete certi che sia proprio la variante Delta a causare i contagi?

«Da un paio di settimane, le Asl sequenziano tutti i tamponi positivi. Questa operazione, prima, la facevamo solo per alcuni casi. Ora, invece, procediamo a tappeto».

Qual è il modo per tenere a freno i contagi?

«La vaccinazione è fondamentale. Non a caso il virus colpisce soprattutto i più giovani: i ventenni o i trentenni. La vaccinazione è soprattutto efficace per prevenire forme gravi della malattia».

Dicevamo che la curva dei contagi sta aumentando in Toscana, ma il tasso di ospedalizzazione resta costante: significa che i vaccini sono efficaci?

«Esatto. Per questo faccio un appello agli scettici, a chi ancora non crede che il vaccino sia un’opportunità. L’unica arma che abbiamo per difenderci dal coronavirus e sperare di poter tornare a una vita normale. Prima possibile».

Dove si stanno concentrando i contagi?

«Soprattutto sulla costa, nelle località di mare. Dove c’è molta concentrazione di persone, di turisti che arrivano da ogni parte della Toscana. E anche d’Italia».

Ci sono difficoltà nel tracciamento dei contatti?

«Sì, purtroppo stiamo incontrando una certa reticenza, soprattutto tra i più giovani. Una volta contattati dal dipartimento di prevenzione dell’Asl, tendono a “nascondere” gli amici con cui sono stati in contatto perché sanno che, in quel caso, dovranno rispettare un periodo di isolamento».

Quali sono le regole che dobbiamo rispettare per contrastare il virus?

«Rispettare il distanziamento, igienizzarsi spesso le mani e indossare la mascherina, sempre. Insieme alla vaccinazione, queste sono le uniche difese che possiamo contrapporre al coronavirus. Ed è giusto divertirsi, incontrare gli amici. Ma è fondamentale farlo in sicurezza. Qui, in gioco, c’è la salute di tantissime persone. Non scordiamolo». —

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