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La Regione si inchina a Toscana Aeroporti

Nonostante vertenze e situazioni di crisi via libera ai dieci milioni di finanziamento

C’è voluto un mese e mezzo d’attesa, ma ieri pomeriggio la giunta regionale ha dato il via libera allo stanziamento di dieci milioni a fondo perduto a Toscana Aeroporti per lo sviluppo del settore aeroportuale toscano. Un via libera che è arrivato proprio nel giorno dello sciopero generale dei lavoratori della Spa aeroportuale, il quarto sciopero in tre mesi, promosso contro la vendita di Toscana Aeroporti Handling. In realtà lo stanziamento dei 10 milioni era già stato deliberato lo scorso anno, con l’ok della giunta e del consiglio regionale. Il voto serviva a rendere operativa l’erogazione del finanziamento. E si arriva al 14 giugno: la delibera era stata calendarizzata in giunta, ma viene ritirata dall’ordine del giorno in attesa che Toscana Aeroporti, la Spa in mano a Corporacion America, fornisca garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali di Toscana Aeroporti Handling, il ramo d’azienda che si occupa dei servizi a terra in entrambi gli scali di Pisa e Firenze e che verrà venduto.

Ieri la delibera è stata di nuovo portata in giunta regionale ed è stata approvata. «Il voto è arrivato in un momento e con condizioni molto diverse da come eravamo partiti – spiega l’assessora Alessandra Nardini (formazione e istruzione) –: io mi sono battuta da sola chiedendo di rinviare la delibera in attesa che si aprisse un dialogo tra l’azienda e i sindacati. I sindacati, contrari alla vendita di Handling, avevano chiesto uno spazio istituzionale con la società, e garanzie occupazionali. E questo abbiamo fatto, come Regione, utilizzando la non approvazione per portare al tavolo di confronto l’azienda». La decisione della giunta regionale è stata infatti rimandata per settimane. Già nei mesi scorsi la giunta e il consiglio toscano avevano votato per destinare questi dieci milioni di euro al sistema aeroportuale regionale per le difficoltà riscontrate dal settore a causa della pandemia: una forma di ristoro, come avvenuto per altri settori economici, anche con l’obiettivo di offrire maggiori sicurezze a lavoratrici e lavoratori, scongiurando eventuali rischi occupazionali.


«Queste risorse servono, sono necessarie – ribadisce Nardini – ed è cosa nota a tutti vista la durezza con cui la crisi pandemica si è abbattuta su trasporti e turismo. Se la giunta ha deliberato solo oggi di erogare quel finanziamento è perché nel frattempo, di fronte all’annuncio dell’azienda di cedere le azioni di Toscana Aeroporti Handling, si è aperto un duro scontro con le organizzazioni sindacali, culminato in varie giornate di sciopero. Il tempo trascorso è servito a sviluppare un percorso che ristabilisse un dialogo tra le parti, finalizzato alla tutela occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’handling. Per questo, in ogni seduta di giunta dal 14 giugno ad oggi, ho chiesto che la delibera fosse rimandata. Nel rispetto di queste mobilitazioni ho provato, senza istituire tavoli formali, a facilitare un dialogo tra Toscana Aeroporti, le organizzazioni sindacali e, nell’ultimo passaggio di giovedì scorso, anche Consulta, l’acquirente, come chiesto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il nostro obiettivo è sempre stato chiaro: tutelare l’occupazione, sia dei lavoratori dell’handling sia tutte le altre e gli altri occupati, diretti e non, del settore aeroportuale. In queste settimane siamo riusciti ad attivare un’interlocuzione tra le parti e a far impegnare Toscana Aeroporti e Consulta su garanzie maggiori rispetto a quelle prospettate inizialmente, arrivando ad aperture insperate solo poche settimane fa».

Si parla di garanzie superiori ai 24 mesi. «L’Usb ha detto di essere stato escluso da questi incontri - chiude Nardini – , ma in realtà non erano tavoli formali. Mi auguro che adesso possa rientrare anche il sindacato di base, perché ora spetta al dialogo tra azienda e sindacati, con la Regione a monitorare. Ci auguriamo di arrivare a un protocollo. Chi racconta che non è cambiato nulla rispetto a un mese fa mente, sapendo di mentire». —

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