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Insegnanti no vax, Nencini: «Sostituirli è possibile, ecco cosa prevede la legge»

Il presidente della commissione Cultura al Senato, Riccardo Nencini, spiega come e perché il governo deve adottare la linea dura nei confronti del personale scolastico non immunizzato 

Sostituire i lavoratori della scuola non vaccinati. Insegnanti, impiegati, bidelli. «Non ci possiamo permettere per il terzo anno consecutivo la didattica a distanza. A meno di non voler rischiare di avere una generazione di ragazzi con preparazione fragile». Riccardo Nencini, presidente della commissione Cultura al Senato, non usa metafore. Anticipa le preoccupazioni che il 5 agosto sottoporrà al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, atteso in audizione proprio in commissione Cultura a Palazzo Madama.

Presidente Nencini, lei parla di sostituire i lavoratori della scuola. Ma con quali strumenti, scusi?


«In base a quello che prevede la legge. Gli insegnanti sono dipendenti pubblici alla stregua dei medici che hanno un obbligo di vaccinazione per continuare a svolgere il proprio lavoro a contatto con i pazienti. Anzi direi di più: l’istruzione, insieme con la sanità e alla giustizia, sono i pilastri su cui si fonda il nostro Stato, come ha ricordato di recente anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Se così è dobbiamo comportarci di conseguenza».

Come si applica una norma (l’obbligo vaccinale) studiata per i medici, anche agli insegnanti?

«Non solo agli insegnanti, a tutto il personale scolastico: parliamo, in questo momento, di circa 220mila persone in Italia, non diffuse in modo omogeneo, fra l’altro. Ci sono punte più alte in Sicilia, Sardegna, nella provincia autonoma di Bolzano. E non è affatto detto che siano tutte persone “no vax”. Dobbiamo capire perché non si sono vaccinate, se non si vogliono o non si possono vaccinare. Poi organizzarci di conseguenza».

Sì, ma come?

«La risposta ce l’ha data già Pietro Ichino, giuslavorista di grande spessore che si è proprio interessato alla questione da un punto di vista normativo. La scuola, l’istruzione al pari della salute è un servizio pubblico che deve essere tutelato e garantito. Perciò ci vuole personale che sia in grado di garantirlo, senza costituire una minaccia per l’incolumità dei nostri figli. Mi domando, infatti, se un genitore, se una madre manderebbe mai a lezione privata, a ripetizione un figlio o una figlia da un professore che sapesse a rischio di contagio o non vaccinato. Credo che la risposta sia no. E allora perché lo dovrebbe mandare a scuola?».

Ma il personale scolastico che non si vaccina (per scelta) deve essere licenziato?

«La norma generica parla di sospensione dal servizio, non di licenziamento, a tutela della salute pubblica. Noi siamo già al 25 luglio e abbiamo 220mila persone che non hanno ancora ricevuto la prima dose di vaccino: fra meno di due mesi inizia la scuola. In base alle conoscenze attuali, che ci trasmettono i virologi, sappiamo che l’unico modo per difenderci dal Covid-19 e, in particolare, dalla variante più aggressiva, la Delta, è di essere protetti con due dosi. Vogliamo iniziare a porci il problema?».

Altrimenti?

«Altrimenti si va incontro a un problema serio. L’anno scolastico 2019/2020 si è interrotto a febbraio 2020, con un’organizzazione delle lezioni a distanza a singhiozzo. L’anno scolastico 2020(2021 è partito a intermittenza e con molta didattica a distanza di nuovo, fra l’altro con modalità diversificate in ogni regione. Se ci sarà un terzo anno del genere corriamo il rischio di creare una generazione in grande difficoltà, a livello di istruzione e non solo».

Solo una sensazione?

«Purtroppo no. Proprio pochi giorni fa abbiamo presentato come commissioni Cultura e Sanità del Senato una ricerca sugli effetti della didattica a distanza. I risultati sono preoccupanti: nei bambini e negli adolescenti sono stati registrati eccesso di ansia, accrescimento della paura, isolamento e altri problemi di apprendimento e di socializzazione. Dobbiamo intervenire. Per questo abbiamo chiamato in audizione il ministro Bianchi, in commissione Cultura».

Quali saranno le questioni prioritarie che sottoporrete al ministro Bianchi?

«Dobbiamo invertire l’ordine. La prima sarà la vaccinazione del personale scolastico. Di tutto il personale scolastico. Poi affronteremo la questione del trasporto scolastico (anche alla luce dell’ipotesi di rendere obbligatorio il green pass per salire su bus, mezzi di trasporto vari via, ndr). Inoltre dovremo parlare dell’emergenza precari e supplenti: lo scorso anno la scuola è iniziata con migliaia di ragazzi ancora senza docenti». —

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