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Letta a Pistoia dà il via alle Agorà: «Così il Pd diventerà il motore del Paese»

Il segretario Letta alla Festa Dem di Santomato lancia la app per coinvolgere gli iscritti e riaccendere il dibattito nei circoli

PISTOIA. Un euro, un euro almeno per la rivoluzione. Lo chiede il segretario Pd Enrico Letta. Si chiama Agorà democratiche, è il progetto di democrazia partecipativa che impegnerà il Pd da settembre fino alla fine del 2021. Un progetto che come motore ha una app che consente a chiunque di iscriversi e far pesare le proprie idee sul futuro. Basta averle, quelle idee, e versare almeno un euro per sostenere le spese della piattaforma.

Con questo tema Letta ha aperto l’intervento di ieri sera alla Festa regionale dell’Unità, a Santomato, periferia di Pistoia. Davanti alla platea delle grandi occasioni, che vedeva in prima fila la segretaria regionale Simona Bonafè e il presidente della Regione Eugenio Giani.


Del resto i temi politici caldi della giornata Letta li aveva già affrontati negli altri incontri della giornata, soprattutto a Bologna, dove nel pomeriggio aveva aperto la pre-agorà democratica sull’ambiente. Punto primo, il disegno di legge Zan, che sarà affrontato a settembre in aula, con tanti saluti ai feroci contrasti con gli alleati del governo Draghi. «Quando andremo a settembre in aula, discuteremo, come sempre abbiamo detto, con la convinzione del fatto che questo è il testo migliore. Con la voglia di ascoltare tutti. Sarà il Parlamento a dire la sua e con la massima trasparenza, ascolteremo tutti».

Archiviato temporaneamente il tema dei diritti Lgbtqi da tutelare (ma non le divisioni e gli scontri), Letta ha insistito perché si lavori a tempo pieno sulla riforma della giustizia. «Ci sono le condizioni che con alcuni aggiustamenti si riesca a rendere una riforma che può essere votata dalla Camera prima della pausa estiva». Ce lo chiede l’Europa, quindi bisogna muoversi. E delle scelte tecniche si occuperà il governo. Come l’ipotesi di una fiducia sulla legge di riforma.

Ma questi temi ieri sera a Santomato sono rimasti sullo sfondo, come detto. Al pubblico della Festa regionale del partito, Enrico Letta ha preferito spiegare cosa succederà nei prossimi mesi nei circoli e nelle federazioni. L’ambizione non manca: «Vogliamo fare del Pd il motore del più grande esercizio di democrazia partecipativa mai avvenuto in Italia». Anche perché l’alternativa è la democrazia diretta modello piattaforma Rousseau «che abbiamo visto che non funziona».

Una robusta iniezione di partecipazione per guarire una democrazia, quella italiana, che è malata, perché produce instabilità. Dunque, spazio alle Agorà democratiche e alle idee della base del partito. «Ci impegniamo a raccogliere quelle che avranno avuto più consenso e a trasformarle in articoli dello statuto, in punti programmatici, in disegni di legge. Perché non è vero che è già tutto deciso, come si sente dire. Vieni e decidi con noi, questo è rivoluzionario».

D’altronde l’alternativa è il partito del capo, «che è sbagliato, perché a vincere è l’intelligenza collettiva».

Stimolato dal giornalista Vladimiro Frulletti, poi Letta ha anche toccato anche altri temi. Ha fatto in tempo, ad esempio, a ribadire – tra gli applausi – che «a settembre i ragazzi devono essere a scuola, basta Dad». E a dire basta ai fondi di investimento che rastrellano finanziamenti pubblici salvo poi chiudere aziende dall’oggi al domani, come è successo alla Gkn di Campi. Il sindaco Emiliano Fossi, presente tra il pubblico, annuiva.—

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