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Riduce in fin di vita la moglie: le coltellate sotto casa, le grida di aiuto e l'arresto-lampo

Lo stabile di via Ginori dove si è consumato il tentativo di femminicidio (foto Falorni / Silvi)

Cecina: separati da un mese, l'uomo l'ha colpita più volte perforandole l'intestino. I fatti, il movente e il blitz dei carabinieri

CECINA. Nascosto nel cortile, l’ha aspettata sotto casa. Poi – appena rientrata dalla passeggiata mattutina lungo l’argine del fiume Cecina, con i suoi due cani al guinzaglio – l’ha accoltellata. Quattro fendenti: due a una coscia, poi su un ginocchio e l’ultima, la più grave, all’addome. Perforandole l’intestino.

È salva per miracolo Lucia Saso, 62 anni, la moglie dell’uomo che ieri mattina ha tentato ucciderla. La donna – che è comunque ancora in prognosi riservata, ricoverata in rianimazione all’ospedale di Cecina – deve la vita alla sua tenacia e al suo coraggio. Alla forza con la quale è riuscita a schivare le altre coltellate e urlare più volte aiuto nonostante fosse gravemente ferita. Facendo arrestare il coniuge, con il quale non vive da un mese ed è in fase di separazione. Si chiama Francesco Spataro, è nato a Palermo (ma vive a Cecina da decenni) e ha 64 anni.

I FATTI

Sono le 7.40 di ieri mattina quando la donna rientra nel giardino condominiale di via Carlo Ginori, sulla strada che collega Cecina al mare. Chiude il cancello, si incammina per salire le scale e tornare nell’appartamento al primo piano del civico 64/B1 dove da alcune settimane vive da sola. Ma sulla sua strada trova il marito che la insulta e in pochi secondi la colpisce per quattro volte con un coltello a serramanico. Colpi che mirano ad uccidere.

La donna resta a terra ferita, in modo serio: è accasciata sull’erba accanto a un pozzo, ma trova la forza di gridare e di chiedere aiuto. Mentre Lucia grida, chiede di essere soccorsa, il marito (quasi ex) si allontana e percorre a piedi l’argine del fiume Cecina, in direzione del mare. «Come se niente fosse, camminava, non andava veloce», racconta una giovane mamma che abita nel condominio adiacente a quello del tentato femminicidio e che ha visto fuggire l’uomo. Ha visto che si allontanava prima a passo svelto per poi iniziare a correre dopo qualche decina di metri e rientrare nell’abitazione dove si è trasferito da un mese, dal momento della fine della convivenza, in via Francesco Ferrucci, a pochissima distanza da dove viveva precedentemente con la madre dei suoi due figli.

L’ARRESTO

I carabinieri della compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, sono già in zona e arrivano nel cortile dopo cinque minuti. Dopo altri cinque – grazie alle testimonianze dei vicini di casa – sono già in via Ferrucci, nella nuova casa dell’uomo. È qui che lo arrestano per tentato omicidio. Spataro – una volta scoperto – farà ritrovare ai militari il coltello a serramanico usato per colpire la moglie, che fuggendo aveva gettato in un canneto lungo lo stesso argine del fiume, probabilmente in modo da non essere trovato in possesso dell’arma.

IL MOVENTE

L’uomo accusato del tentato femminicidio – secondo quanto appreso – era contrario alla separazione. Nell’ultimo mese, da quando si era allontanato da casa, avrebbe continuato a cercare insistentemente la moglie per convincerla a tornare a vivere insieme. Ma lei, che evidentemente era stanca delle continue liti, aveva deciso di rimanere da sola con i suoi animali. Questa scelta aveva determinato un’escalation di violenza e offese culminata nei giorni scorsi con l’attivazione di un “codice rosso”. È il protocollo, introdotto da circa due anni, per tutelare le vittime della violenza domestica e di genere, come le donne picchiate o minacciate (come nel caso di Lucia). La procura, però, non ha avuto neanche il tempo di prevedere un divieto di avvicinamento o altre misure restrittive (negli anni scorsi Spataro non sarebbe mai stato denunciato per questo, quindi non vi sarebbero stati precedenti di maltrattamenti in famiglia) che ieri mattina il sessantaquattrenne siciliano ha cercato di ucciderla.

VOLONTA' SUICIDA

Gli inquirenti – coordinati dal sostituto procuratore Niccolò Volpe – hanno poi ricostruito che l’uomo, dopo il tentativo di uccidere, si sarebbe voluto togliere la vita. Dopo aver accoltellato la moglie per quattro volte, infatti, avrebbe telefonato ai due figli raccontando l’accaduto: «Ora mi tolgo la vita». Ma non ne ha avuto il tempo. Perché i militari hanno fatto irruzione nel suo nuovo appartamento dieci minuti dopo l’accoltellamento. Salvandolo e portandolo nel carcere delle Sughere, dove si trova in regime di custodia cautelare da ieri pomeriggio. —



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