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Coronavirus, verso i nuovi parametri: in Toscana preoccupa il dato sulle terapie intensive

Le anticipazioni filtrate da Palazzo Chigi sulla revisione del sistema delle fasce: al momento siamo l’unica regione con le rianimazioni a un soffio dal limite previsto per la zona gialla. Ma è sotto controllo la situazione nei reparti ordinari

Tornano a salire le terapie intensive per Covid, oltre ai ricoveri nei reparti ordinari. Sono 162 i pazienti in rianimazione per il coronavirus in Italia, in aumento di sei nel saldo tra entrate e uscite rispetto alle 24 ore precedenti. Sette le vittime, tre in più di domenica. Potrebbe sembrare la prima comparsa negli ospedali degli effetti della Delta, in realtà è ancora troppo presto perché la scia di contagi trascinata dalla variante – ormai dilagante in Europa – faccia la sua comparsa anche in reparto. Certo è l’ennesimo segnale d’allarme che ieri sembra aver convinto il governo a prorogare lo stato d’emergenza. Ma anche a rivedere i parametri per l’assegnazione dei colori alle regioni. Saranno i ricoveri ad avere maggio peso.

La novità principale riguarda la zona gialla: ci finirà chi supererà la soglia del 5 per cento di occupazione dei posti letto in rianimazione e del 10 per cento in degenza ordinaria. Anticipazioni filtrate da Palazzo Chigi sulla revisione del sistema delle fasce che ieri hanno messo in allarme la Toscana, perché è l’unica regione con le rianimazioni a un soffio dal limite.

Ma andiamo con ordine: In scadenza il 31 luglio, lo stato d’emergenza verrà fatto slittare almeno fino al 31 ottobre. Poi si vedrà. Questa volta a confermarlo anche le parole di Andrea Costa , il sottosegretario alla Salute: «Credo che l’intendimento sia di prolungare lo stato di emergenza fino a fine ottobre. C’è in campo anche l’ipotesi fino a gennaio ma credo che si possa ragionare su un primo passo ad ottobre e poi, naturalmente, valuteremo».

La decisione dovrebbe arrivare domani dalla cabina di regia con Mario Draghi , dove il presidente del Consiglio varerà il decreto con cui modellare il nuovo green pass all’italiana e soprattutto rivedere i parametri per la collocazione delle regioni nelle fasce di colore. Ormai è una certezza: si darà molto più peso alle ospedalizzazioni e alle terapie intensive per stabilire il passaggio da un colore all’altro. Del resto c’è «la consapevolezza che di fronte a oltre 27 milioni di cittadini vaccinati non ha più senso dare così tanto rilievo al numero de contagiati», continua Costa. Da ciò che filtra da Palazzo Chigi, si andrà in zona gialla se l’occupazione delle terapie intensive è superiore al 5 per cento dei posti letto a disposizione e se quella dei reparti ordinari supera il 10 per cento. Non è una cosa da poco. Finora solo per il passaggio in arancione e rosso c’era bisognava misurare incidenza dei contagi e occupazione dei posti letto. Ad esempio anche chi oltrepassa il limite di 150 contagi su 100mila abitanti può restare in gialla se ha un’occupazione inferiore al 20% in terapia intensiva e al 30% in medicina. Ora sarà lo stesso per il gradino più basso. Anche se una regione superasse i 50 contagi su 100mila abitanti, resterebbe bianca se avesse un’occupazione sotto il 5% per le rianimazioni e il 10% per le aree mediche.

Solo in caso di superamento di entrambe le soglie sui ricoveri ci sarebbe lo slittamento in gialla. Un modo, insomma, per dare molta più importanza ai ricoveri nell’assegnazione dei colori. In questo momento così nessuna regione ha numeri da gialla. Mentre la media italiana di occupazione dei posti letto è al 2% sia in rianimazione che nei reparti ordinari Covid, solo la Toscana in terapia intensiva è al 4%, a un passo dal 5%.