Interruzione di pubblico servizio: i dannati della Fi-Pi-Li vanno in Procura

Il cantiere lungo la Fi-Pi-Li aperto dopo la frana dell’11 giugno

In 57 chiedono un’inchiesta sulla superstrada. L’avvocato Francesco Bagattini: «Ora parlerà la legge»

FIRENZE. Per loro, "i dannati della Fi-Pi-Li", sono tre i reati ipotizzabili quando parliamo della superstrada che collega Firenze alla costa, nel tratto tra Ginestra Fiorentina e Lastra a Signa: interruzione di un servizio di pubblica necessità e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Le ragioni di chi quella strada la percorre tutti i giorni, l’avvocato Francesco Bagattini le ha messe nero su bianco in un esposto - contro la Città metropolitana di Firenze che gestisce la superstrada, di proprietà della Regione Toscana - sottoscritto da 57 firmatari e presentato nei giorni scorsi alla procura di Firenze.

L’ESPOSTO

Tutto comincia da lì, l’11 gennaio scorso: quando una frana costringe la Città metropolitana a chiudere al traffico una delle due carreggiate tra Ginestra e Lastra.

Due chilometri di strada, non di più, che però paralizzano la circolazione: «tutti i giorni, dalle 6 alle 20, dai 15 ai 30 minuti per ogni tratta». Quell’ "imbuto", infatti, costringe i mezzi al cambio di carreggiata. Con tutte le conseguenze che conosciamo: rallentamenti, code, tamponamenti. «A distanza di quasi sette mesi la situazione non è minimamente cambiata», sottolinea l’avvocato Bagattini.

I DANNI AI VIAGGIATORI

Per chi ha sottoscritto l’esposto, percorrere tutti i giorni la Fi-Pi-Li rappresenta un danno per la salute per via «dell’inevitabile logorio neurologico che questa situazione determina» e pure per le sue tasche («maggiore usura dei mezzi di trasporto e consumo carburante»). E non solo: «L’incognita della durata dello stazionamento all’interno delle code determina ritardi e altri disagi dal punto di vista delle relazioni sociali e di quelle lavorative-professionali».

L'ATTACCO AGLI ENTI

E chi ha firmato l’esposto lo dice chiaro e tondo: «Gli enti sono disinteressati al problema Fi-Pi-Li».

«La situazione è in stallo da troppo tempo - commenta l’avvocato Bagattini - e tutti gli appelli alle istituzioni di trovare una risposta al problema sono rimasti inascoltati». In effetti, dopo la (prima) frana dell’11 giugno scorso, i lavori erano cominciati per poi interrompersi di nuovo. Circa cinque mesi dopo (a giugno) si era verificata la frana della frana. Sempre nel solito punto. I lavori si interrompono, il cantiere resta deserto, per poi riprendere il 9 luglio scorso, in somma urgenza. Senza la necessità di una bando per la gara d’appalto, ma affidando i lavori direttamente ad Avr, l’azienda che ha in gestione la manutenzione ordinaria della superstrada (fino al 30 settembre).

I REATI IPOTIZZATI

E dunque - sottolinea chi ha sottoscritto l’esposto - la richiesta alla procura di Firenze (competente per territorio) è quella di avviare un’indagine e verificare se sussistano i reati di interruzione di un servizio di pubblica necessità, sia commesso dai gestori dell’azienda di pubblico servizio (articolo 331 del codice penale) che intenzionalmente ne turbino la regolarità, o da chiunque ostacoli i gestori dell’azienda di pubblico servizio, impedendo loro di fornire la prestazione (articolo 340 del codice penale). Infine, il legale tira in ballo il reato di inadempimento (dunque il mancato rispetto) di contratti di pubbliche forniture. Non resta che aspettare.«Il silenzio delle istituzioni prosegue: ora parlerà la legge», conclude l’avvocato Bagattini. --

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