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Gkn, fatturato in aumento, ma chiude: ecco i conti della multinazionale

Campi Bisenzio: l'azienda ignora i dati positivi. Tonini (Cna): serve chiarezza, lavoratori licenziati senza un motivo. Tavolo di crisi fissato in prefettura a Firenze

CAMPI BISENZIO. I numeri non mentono mai. E - dice Luca Tonini, presidente di Cna Toscana - neppure quelli del bilancio «in attivo» di Gkn. «Come può chiudere un’azienda in attivo? Qualcosa non torna. Anzi, nulla ha un senso in questa brutta storia. Serve fare chiarezza. E al più presto», tuona Tonini. Che, dati alla mano, snocciola i numeri della multinazionale britannica produttrice di componenti per auto che, da un giorno all’altro, ha comunicato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per i suoi 422 dipendenti. «I primi mesi del 2021 confermano un andamento positivo, in termini di consolidamento dei volumi, rispetto all’ultima parte del 2020. Il primo trimestre di quest’anno, infatti, evidenzia un incremento del fatturato complessivo pari al sette per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e addirittura del 14 per cento rispetto al bilancio di previsione. Un consolidamento legato alle vendite verso clienti terzi che aumentano del 17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020 e dell’11 per cento rispetto al bilancio di previsione». E pure i ricavi - secondo quanto spiegato da Tonini - registrano il segno positivo: più 15,4 per cento (facendo segnare più 1,1 per cento rispetto al bilancio di previsione e più 1,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020). Prosegue Tonini: «Il mese di marzo, da solo, ha fatto registrare buoni risultati delle vendite rispetto alle previsioni di bilancio (più 19 per cento), e un significativo incremento (più 95 per cento) rispetto a marzo 2020: non sembrano certo i numeri di un’azienda sull’orlo della chiusura. Anzi. Qui, a preoccupare, non sono i numeri: ma la decisione di mandare a casa i lavoratori. Senza un reale motivo, almeno apparente. Le istituzioni controllino. Noi saremo al fianco dei dipendenti della Gkn».

IL TAVOLO

E il giorno giusto per ottenere qualche risposta potrebbe essere già domani. Quando, in prefettura a Firenze (e non più in videoconferenza come invece annunciato in un primo momento) si riunirà il tavolo convocato e presieduto dalla viceministra allo Sviluppo Economico, Antonella Todde. Con lei, ci saranno la Regione Toscana, la Città metropolitana di Firenze, il Comune di Campi Bisenzio, i sindacati.

LA PROPRIETÀ

E, ovviamente, una rappresentanza di Gkn. Che, tramite una nota, fa sapere che sì, ci sarà. Per il giorno successivo (venerdì) dà poi appuntamento a sindacati e Rsu per l’avvio della discussione sulla chiusura dello stabilimento di Campi Bisenzio e per l’apertura formale della procedura di licenziamento collettivo nei confronti dei 422 dipendenti. La multinazionale, dal 2018 di proprietà del fondo d’investimento finanziario britannico "Melrose Industries", comunicato di respingere tutte le accuse sul suo comportamento, sostenendo di aver seguito le procedure di legge e definendo «prive di fondamento le notizie circa il presunto immediato licenziamento a mezzo e-mail» e dando la propria disponibilità ai sindacati per dialogare su «eventuali soluzioni che possano minimizzare il più possibile l’impatto sociale della decisione assunta». E sottolineando pure che durante questo periodo di consultazione «tutti i rapporti del personale con la società resteranno in forza».

LO SCIOPERO

Domani, un presidio di lavoratori della Gkn sarà sotto il palazzo della prefettura, a Firenze. Mentre è già stato proclamato da Cgil, Cisl e Uil, per lunedì, lo sciopero generale territoriale dell’area metropolitana di Firenze con una manifestazione che, la mattina, andrà in scena in piazza Santa Croce, a Firenze. «La decisione di chiudere la Gkn è l’espressione più chiara di un’arroganza inaccettabile, che deve essere bloccata prima che si possa diffondere e diventare un "modello" di politica industriale», commentano i sindacati.

CAMBIARE LA LEGGE

Per Mirko Lami, membro della segreteria regionale di Cgil, serve cambiare la legge per evitare che, presto, ci sia un nuovo caso Gkn. «Solo in Toscana sono 38 i tavoli di crisi aperti - conclude - ma la situazione è grave, anzi gravissima. Perché è stato approvato lo sblocco dei licenziamenti prima di una vera ripresa dell’economia? Perché si consente alle multinazionali e ai fondi d’investimento di arrivare nel nostro Paese, acquistare realtà industriali e poi delocalizzare la produzione? A queste domande solo il governo può, e deve, trovare una soluzione. Faccio un appello al presidente del Consiglio, Mario Draghi: non consentiamo a queste società di perdersi nell’etere, dopo aver distrutto la vita a migliaia di persone. Come nel caso della Gkn». --

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