CAMPI BISENZIO. Chiude la Gkn di Campi Bisenzio, e licenzia con una mail tutti i propri dipendenti: un clic e 422 famiglie si trovano senza lavoro e con un futuro d’incertezza. La multinazionale che produce componenti per auto ha deciso di chiudere lo stabilimento fiorentino e di aprire un procedimento di licenziamento collettivo. Neanche tre giorni di preavviso, è già fissata la data di chiusura definitiva: il 12 luglio, lunedì prossimo.
Presidio permanente
Da ieri gli operai Gkn sono in assemblea permanente. La rabbia è tanta e il collettivo di fabbrica la rivolge al governo e allo sblocco dei licenziamenti. «Il governo dei migliori ha superato i precedenti governi solo su un punto: i licenziamenti. Per questo è il governo dei migliori – scrive il collettivo –, i migliori esecutori dei piani dei padroni. È una guerra aperta che oggi tocca un sito produttivo come quello della Gkn che è un’eccellenza mondiale. Giani stia lontano. Non una vite deve uscire dalla Gkn».
La voce degli operai
Il clima è di sgomento. «Da 21 anni lavoro qui alla Gkn, licenziato in tronco così su due piedi senza un perché. O meglio i perché delle multinazionali si conoscono, ma dire che questo stabilimento non serve più quando si è prodotto fino alle sei di stamattina mi sembra di vivere un incubo». Parla Antonio Marotta, operaio 46 anni di Montemurlo. Alle 11 di ieri mattina la mail che è arrivata alle Rsu aziendali era imperativa. Da lunedì 12 lo stabilimento di semiassi automobilistici della Gkn, da quattro anni passata in mano al Fondo d’investimento inglese Mel Rose, chiude e licenzia in tronco 422 persone, fra operai e personale impiegatizio. Il personale è entrato in assemblea permanente, subito. «Siamo in assemblea permanente. Ci sono tutte le sigle dei sindacati confederali – dice Gianpiero del Frate, delegato della Uilm – io lavoro qui da 9 anni, vengo dalla Electrolux più o meno con la stessa storia e la stessa vicenda. C’è da dire che a gennaio, però, la Mel Rose aveva chiuso la ex Gkn di Birmingham. Scelgono sempre i momenti decisivi. Ora che in Italia si parla dello sblocco dei licenziamenti e stop alla cassa integrazione, anche qui è stato deciso di demolire decenni di lavoro».
Intervenga il governo
I sindacati chiedono alle istituzioni di intervenire. «Sia chiaro che non firmeremo alcun licenziamento – afferma Daniele Calosi della Fiom-Cgil Prato Firenze, che chiede «all’azienda il ritiro immediato della procedura di licenziamento e l’attivazione degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente, e alle istituzioni politiche la convocazione del tavolo al ministero dello Sviluppo economico, coinvolgendo la Regione Toscana e le istituzioni locali».
Partiti e sindacati
«Chiediamo alla Regione di intervenire subito anche attraverso il governo su questo scempio», tuona la Fim-Cisl, che definisce quello dell’azienda «un comportamento vigliacco, senza rispetto per le persone e per il territorio». Secondo Alessandro Beccastrini e Flavia Capilli, segretari Fim «l’azienda vorrebbe delocalizzare la produzione di Firenze, ma non sappiano dove. Una cosa che non ha nessuna logica».
Il presidente della Regione Eugenio Giani è in contatto con il ministero del Lavoro. «Quanto accaduto è inaccettabile e di gravità inaudita», afferma annunciando di aver sentito l'amministratore delegato della multinazionale britannica.
«Ci opporremo con tutte le nostre forze e l'impegno della Regione sarà massimo. Il governo deve intervenire, questo un caso nazionale».
Dal ministero l’impegno «a supportare la Regione Toscana nella gestione della vertenza». Lo dice la viceministra Alessandra Todde. «Lo dico con forza, che licenziare dei dipendenti inviando delle email è un comportamento assolutamente non accettabile e non rispettoso di 422 famiglie fiorentine», dice Todde. Anche Confindustria prende le distanze dalla decisione di Gkn. «Non abbiamo avuto alcuna informazione», afferma in una nota in cui garantisce «il proprio impegno a fare tutto il possibile e in tutte le sedi opportune».
Tante le prese di posizione politiche. Nicola Fratoianni (Sinistra italiana) parla di “mattanza sociale”. Durissimi anche Potere al Popolo e Rifondazione comunista, che invocano l’intervento dell’Europa. I sindaci di Firenze Dario Nardella e di Prato Matteo Biffoni esprimono preoccupazione e amarezza e chiedono l’intervento del governo. Simona Bonafè (Pd) condanna la decisione di Gkn. «Domani mattina (stamani, ndr) – dice – insieme con la segreteria regionale sarò ai cancelli dell'azienda per manifestare la vicinanza ai lavoratori del Partito democratico e fare da subito pressione sul governo nazionale».
Da ieri sera la staffetta dei 41 sindaci dei comuni della Città metropolitana di Firenze davanti allo stabilimento Gkn per tenere alta l’attenzione. —
(ha collaborato Alessandro Formichella)
