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Tirrenica, la Regione studia il tracciato: Giani vuole cavalcavia e svincoli. Il nodo delle complanari

Il presidente: così elimineremo gli incroci pericolosi, non lasceremo tutto ad Anas. Gli industriali avvertono: serve la viabilità per gli agricoltori

«Svincoli e cavalcavia. Così risolveremo i problemi di sicurezza degli incroci a raso sulla Tirrenica». Il commissario arriverà. Enrico Giovannini glielo ha assicurato e in fondo il ministro delle Infrastrutture due giorni fa lo ha promesso anche in audizione alla Camera: entro luglio il governo varerà il decreto sblocca-Tirrenica. Certo, non sarebbe il primo a tradire le aspettative dei toscani, la costa assiste a uno spettacolo di annunci, progetti sbandierati e abortiti, promesse cadute nel nulla da oltre 50 anni. Eugenio Giani è cauto, ma guarda già avanti, al momento in cui ciò che tutti attendono da tre anni sarà compiuto: il passaggio di competenze da Sat ad Anas, decisivo per far partire l’«adeguamento», il compromesso con cui il territorio ha digerito l’addio al progetto per un’autostrada e la trasformazione dell’Aurelia in superstrada.

Ecco, Giani non vuole stare a guardare, limitandosi a confermare i progetti in mano a Sat (e dunque ad Autostrade per l’Italia) e in parte già concordati con Anas e la vecchia giunta di Enrico Rossi. «Per il tratto che da San Vincenzo arriva a Grosseto, l’adeguamento è presto fatto: basteranno alcune migliorie e il rifacimento del fondo stradale. Ma per il lotti 4 e 5 ci sono già delle ipotesi e noi ne abbiamo altre con cui migliorare ulteriormente i progetti e che sosterremo con forza nel collegio esecutivo». Il presidente è deciso a sedersi al tavolo tecnico con Anas e dare alla Regione un ruolo da protagonista anche nelle scelte strutturali. Così, con i tecnici della Regione, Giani si è messo già a studiare il tracciato. E i nodi più spinosi, oltre all’allargamento della sede stradale, sono proprio quelli relativi alle intersezioni a raso. Pericolose, troppo.


Come fare? «I due lotti da Grosseto a Fonteblanda e da Fonteblanda a Ansedonia e poi fino a Capalbio hanno esigenze diverse. Ma su entrambi i tratti vanno eliminati gli incroci a raso e la nostra idea è di farlo con cavalcavia e svincoli», dice Giani. Non una cosa da poco.

Finora l’opzione principale di adeguamento dell’Aurelia contempla invece le “complanari”, in sostanza strade parallele al tracciato di quella che dovrebbe diventare una superstrada con un limite di velocità a 110 chilometri orari (nella la versione base scenderebbe a 90 all’ora). Una viabilità secondaria con cui due anni fa governo, Regione e Anas portarono sindaci, agricoltori, industriali e perfino gli ambientalisti a un’intesa.

«Intanto, dopo 50 anni, speriamo che questa di luglio sia la volta buona e che arrivi il decreto per il commissario e il passaggio di competenza – mette le mani avanti Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio di Livorno e Grosseto – Poi se c’è la possibilità di migliorare il progetto inserendo cavalcavia e rondò, benissimo. Ma se significa cancellare le complanari temo sia difficile che i sindaci accettino».

La soluzione di Giani, infatti, potrebbe risparmiare molti espropri a molti privati che da Grosseto ad Ansedonia, e pure fino a Capalbio, possiedono terreni e in qualche caso perfino edifici. «Ma è impossibile pensare a un adeguamento senza migliorare la viabilità secondaria. In questa zona operano molti agricoltori, con trattori e mezzi a cui la superstrada sarebbe interdetta. E senza complanari il rischio è che si comprometta la realtà produttiva della zona».

Ma l’ipotesi cavalcavia non è l’unica cullata da Giani. Sull’ultimo tratto, da Fonteblanda a Capalbio, il presidente punta al raddoppio. Oggi l’Aurelia lì corre su due corsie. E l’unico progetto a quattro esistente è quello di Sat per l’autostrada ormai abortito. Certo, per adattarlo a superstrada basterà eliminare i caselli dai disegni. Ma le due corsie per senso di marcia scendono a una anche da Fonteblanda e Ansedonia in corrispondenza degli incroci a raso per consentire l’attraversamento. «E anche lì bisogna intervenire – dice Giani – se necessario con cavalcavia e svincoli» —© RIPRODUZIONE RISERVATA