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Livorno, massacrata a martellate: la lite col marito e quell'ultima chiamata all'amica 

Livorno, il corpo di Ginetta Giolli trovato nel letto del suo appartamento alla Guglia. All’amica disse: «Ho paura di mio marito».

LIVORNO. È stata uccisa a martellate mentre era nuda nel suo letto. Una serie di colpi in testa, intrisa di odio, per renderla irriconoscibile. Cancellandola per sempre. È così che è stata trovata morta Ginetta Giolli, una donna livornese di 62 anni che dal 2009 abitava in un alloggio popolare di Livorno, nel quartiere della Guglia, al terzo piano del palazzo al civico 425 di via Garibaldi.

La testimonianza. A dare l’allarme – «ero preoccupata perché non la vedevo dalle 11.30 di giovedì scorso», racconta al Tirreno – è stata l’amica Chiara Casciana. È stata lei, verso le 14 di ieri, a chiamare il 112. L’ultima a sentirla quella stessa sera di tre giorni fa: «Mi ha rivelato che aveva paura perché aveva litigato col marito – dice fra le lacrime mentre la polizia è appena entrata nell’abitazione – lui era rimasto a dormire sul divano, dopo aver bevuto un po’ di birra. L’ho sentita impaurita». Disoccupata e con una vita difficile ai margini della società, era sposata da tre anni con il cinquantacinquenne marocchino Youssef El Haitami (con cui non conviveva, ma che comunque avrebbe più volte ospitato in casa) e per guadagnarsi da vivere nel corso del tempo si sarebbe anche prostituita pubblicando alcuni annunci su internet per procacciarsi i clienti. Seguita dai servizi sociali, la scorsa settimana aveva avuto un alterco all’ufficio anagrafe del Comune perché non aveva i soldi per rinnovare la carta di identità.


Le indagini. Gli inquirenti, che indagano con la Squadra mobile, non escludono alcuna ipotesi. Per aprire l’appartamento, insieme ai volontari con il medico del 118 sull’ambulanza della Svs, i poliziotti delle volanti hanno dovuto chiamare i vigili del fuoco, che per entrare hanno forzato l’ingresso. Poi sono iniziati i rilievi della polizia scientifica, arrivata anche da Firenze per analizzare ogni possibile aspetto della vicenda. La morte non risalirebbe alle ultime ore, ma al più tardi alla notte fra giovedì e venerdì scorsi, almeno secondo una prima ricostruzione dettata dal fatto che il sangue fuoriuscito dalle ferite è in parte coagulato. Il corpo è stato trovato sul letto, con le parti intime coperte solo in parte da un lenzuolo, forse spostato successivamente e senza tracce di sangue. E gli slip sul pavimento. Sulle lenzuola anche un pacchetto di gomme da masticare, abbandonato alla sinistra del cadavere. La polizia, subito dopo il ritrovamento del corpo senza vita, ha tentato di rintracciare suo marito, ma non lo ha trovato. Non si sa, al momento, dove possa essere. Ed è ricercato in tutta Italia. In ogni caso, per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto, il sostituto procuratore Pietro Peruzzi ha disposto l’autopsia che verrà eseguita dal medico legale Luigi Papi.

Sequestrata la casa. L’appartamento dell’interno 15 del condominio – una cucina, un breve corridoio, il bagno, la camera da letto e un piccolo salotto – è stato messo sotto sequestro, così come l’arma del delitto: un martello ritrovato nascosto dietro a un mobile, con delle tracce biologiche. La polizia non conferma se sia stata trovata o meno l’arma del delitto. Nell’alloggio – secondo quanto risulta dagli accertamenti degli inquirenti – oltre al marito Youssef risultava residente anche una terza persona, il cinquantatreenne Huseyin Kaya, originario di Banaz, in Turchia. È probabile però che l’uomo non abitasse lì, ma altrove, sempre in città. Mentre il marito, pur non abitando lì, passava parecchio tempo insieme con la moglie. Che all’amica – nell’ultima telefonata – aveva confidato di avere paura. —



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