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Muore a 24 anni schiacciato dal trattore: il sogno della campagna e l'assunzione nell'azienda dello zio

La tragedia nel Chianti. Dalle prime ricostruzioni il giovane stava lavorando senza cinture

GREVE IN CHIANTI. Saliva e scendeva su e giù per la collina da due anni ormai. Era il suo sogno da quando era alle superiori a Monte Ciocci. S’era iscritto all’agrario per questo, Lorenzo. Scappare da Roma. E venire qui, nella campagna Toscana, quella da cartolina, a lavorare dallo zio che un po’ i compagni di classe gli invidiavano pure, con la fattoria immersa nei colori cangianti dei colli del Chianti, nelle terre del Gallo Nero, dove il vino esce dalla vite doc. L’aveva inseguita come nelle volate che faceva con la bicicletta da corsa, questa vita all’aria fresca, all’aperto, fra l’uva e le olive.

E invece per Lorenzo Fino nera è diventata la terra che amava. S’è spento in un uliveto della tenuta, travolto dal trattore che guidava ogni giorno. Nessuno è ancora riuscito a capire come sia successo; come questo ragazzo di 24 anni, nato nella capitale, si sia ribaltato con il cingolato e sia rimasto schiacciato, e adesso sia l’ennesima croce piantata nella scia dolorosa di morti sul lavoro che si allunga in Toscana dall’inizio dell’anno.


È successo tutto intorno alle otto di mattina. Era a bordo del trattore in un appezzamento in pendenza dell’azienda agricola di famiglia, a Panzano, una delle frazioni più famose per la produzione del vino a Greve in Chianti. E improvvisamente ha perso il controllo del mezzo, forse per una manovra sbagliata o anche perché in quello spicchio il terreno è particolarmente accidentato.

Chi ha lanciato l’allarme ha raccontato ai carabinieri della compagnia locale e a quelli del comando di Figline Valdarno di aver visto da lontano il cingolato ribaltarsi, di essere corso verso Lorenzo, ma inutilmente. Neppure i soccorritori del 118 hanno potuto niente. È morto sul colpo.

La pm Christine von Borries ha sequestrato il mezzo e disporrà l’autopsia, che dovrebbe svolgersi domani. Aprirà un’inchiesta, ma è ancora troppo presto per stabilire l’ipotesi di reato e se ci siano state negligenze o il mancato rispetto delle norme di sicurezza. «Non ce la sentiamo di parlare, scusateci», rispondono dal Panzanello, l’azienda agricola e vitivinicola con agriturismo guidata dallo zio di Lorenzo, Andrea Sommaruga. Al momento dell’incidente sembra che il ragazzo, regolarmente assunto come operaio, non indossasse cinture di sicurezza, ma è un dettaglio che va ancora verificato. Sul trattore c’erano i roll bar, le barre protettive anti-ribaltamento, il giovane è però scivolato fuori dalla postazione ed è stato schiacciato dalla struttura della cabina di guida.

È il secondo incidente mortale a distanza di pochi giorni proprio nella stessa zona. Sabato un 59enne ha perso la vita travolto da un trattore in località Uzzano. «Sembra una maledizione – dice il sindaco Paolo Sottani – Siamo addoloratissimi, ci stringiamo attorno alla famiglia».

Certo è l'ennesima morte sul lavoro di un giovane dopo la scomparsa di Luana D’Orazio, la ragazza di 22 anni rimasta stritolata da un orditoio tessile in una fabbrica di Montemurlo, vicino a Prato. «Nonostante i proclami, la strage non si ferma. Dopo la tragedia di Luana, la Toscana continua a pagare il suo tributo in vite umane alla causa del lavoro. Indipendentemente dal fatto di essere un dipendente o un professionista, non concepibile nel 2021 morire per il lavoro», tuonano Cgil, Cisl e Uil.

Un’escalation, dicono, ricordando come in poche ore si siano registrati anche tre infortuni, uno ad Arezzo e due a Firenze in tre cantieri diversi. In Toscana, solo fra gennaio e marzo 2021, sono stati 9.827 gli incidenti con feriti, 83 in più del 2020. Erano già state 19 le vittime a fine aprile (quattro in più), il 30% proprio in agricoltura. «Tutti lo dicono, si passi dalle parole ai fatti, si investa in sicurezza, in formazione degli operatori, si aumentino i controlli, non mancano leggi, vanno fatte rispettare», dice la segretaria toscana della Cgil Dalida Angelini.

Per l’assessore all’agricoltura Stefania Saccardi, che esprime vicinanza alla famiglia, si tratta «di una perdita intollerabile» e quella per la sicurezza sul lavoro e la formazione nell’uso delle macchine agricole «deve essere una battaglia di civiltà». La segretaria del Pd toscano Simona Bonafè parla di uno «stillicidio inaccettabile» e annuncia un incontro con i sindacati per capire se «va cambiata la legge». —

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