Festa di compleanno per Luana morta mentre lavorava all’orditoio

Il brindisi nel locale dove la donna aveva conosciuto il suo fidanzato. Il punto sulle indagini

PRATO. Luana non c’è più ormai da quasi due mesi, ma stasera (mercoledì 30) il suo fidanzato e gli amici di una vita festeggeranno il suo 23° compleanno come se lei fosse ancora lì insieme a loro.

Lo faranno al River Pub di Quarrata, dove Luana e Alberto si erano conosciuti e dove tornavano per divertirsi insieme agli altri.

Sarà una festa triste ma anche allegra quella degli amici di Luana D’Orazio, la giovane operaia di Pistoia morta lo scorso 3 maggio mentre lavorava all’Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo, perché chi le voleva bene la vuole ricordare com’era quando c’era, sempre pronta al sorriso e con tanta voglia di vivere. Per la sua morte sono indagati con le accuse di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele anti-infortunistiche Luana Coppini, la titolare formale dell’azienda, il marito Daniele Faggi, ritenuto dagli inquirenti il titolare di fatto, e l’addetto alla manutenzione Mario Cusimano.

Da più di un mese i periti nominati dal sostituto procuratore Vincenzo Nitti, dalle difese e dalla famiglia dell’operaia, sono al lavoro sull’orditoio dove è rimasta incastrata Luana e finora le anticipazioni sui risultati della perizia, che dovrebbe essere consegnata entro l’11 luglio salvo proroghe, hanno confermato quanto si era ipotizzato un minuto dopo la tragedia, e cioè che siano state rimosse le sicurezze in modo da far girare la macchina anche in assenza delle protezioni, per velocizzare la produzione.

Il capo reparto dell’orditura a campione dove lavorava Luana si è licenziato pochi giorni dopo l’infortunio mortale, ma non risulta indagato. Nei giorni scorsi Andrea Rubini, il consulente della Gesigroup di Borgomanero che assiste la famiglia, ha fatto sapere che in base agli accertamenti del suo perito, l’orditoio sarebbe stato fermato manualmente quattro o cinque secondi dopo l’incidente. Per questo ora la madre di Luana dice che vorrebbe fare un regalo di compleanno alla figlia morta, e il regalo è la verità. Se qualcuno sa qualcosa e ancora non lo ha raccontato agli inquirenti, dice, è ora il momento di farlo.

Sembrava che i periti sarebbero tornati in settimana, per la terza volta, nell’azienda di via Garigliano, ma poi non se n’è fatto di nulla. Forse sono stati sufficienti i primi due accessi e l’analisi dei codici informatici che raccontano gli ultimi istanti di funzionamento del macchinario, una sorta di scatola nera.

«Stasera al River Pub faremo un brindisi – racconta Andrea, amico di Alberto Orlandi, il fidanzato di Luana – Alberto ha preparato un video di cinque minuti con le foto di Luana e una lettera che la madre ha scritto alla figlia. Stapperemo una bottiglia di spumante e lanceremo dei palloncini in cielo. Può venire chi vuole, il brindisi non è riservato solo agli amici. Il nostro vuole essere un gesto di affetto per una persona a cui volevamo molto bene e che non c’è più».

Non sarà facile resistere all’emozione, e non sarà facile nemmeno per la Procura della Repubblica sbrogliare la matassa di un caso la cui soluzione fondamentalmente è affidata agli accertamenti tecnici, che diventeranno terreno di battaglia quando inizierà il processo. —

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