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Tirrenica, due progetti per 41 chilometri: il resto è un’incognita

L'"autostradina" delle beffe: applausi per l’impegno al commissariamento ma l’elenco delle cose da fare è ancora lungo. I primi interventi possibili a sud di Grosseto

La Tirrenica s’ha da fare – ma quando non è dato sapere –: parola di ministro. A partire dai due progetti già definiti e promossi alla Via, la valutazione d’impatto ambientale: il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini l’ha assicurato al presidente della Toscana Eugenio Giani nell’incontro di venerdì, promettendo che entro settembre sarà nominato il commissario. Ma si sa che dopo oltre 50 anni di promesse si diventa diffidenti. E allora quei due progetti, da Grosseto sud a Fonteblanda, 17 chilometri, e da Fonteblanda ad Ansedonia, dove i chilometri sono 24, e i finanziamenti a disposizione, un miliardo e duecento milioni, fanno storcere il naso. Basteranno i soldi? I due progetti che fanno un totale di 41 chilometri (sui 189 complessivi ancora da realizzare da Cecina a Tarquinia) in quanto tempo saranno completati, e quanto ancora bisognerà aspettare per completare il tragitto, con i rimanenti 148 chilometri?

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Romano elogia Giani. Intanto un plauso all’opera del presidente regionale arriva dal deputato dem Andrea Romano, in prima fila nella battaglia per la Tirrenica. «È un gran risultato quello ottenuto da Giani – commenta Romano – nell’incontro con il ministro: il fatto che Giovannini abbia assicurato che nominerà il commissario entro settembre è un’ottima notizia, perché la nomina del commissario è la condizione di partenza imprescindibile per poter procedere con i lavori dell’autostrada. Quanto ai soldi stanziati, è chiaro che questo progetto dovrà essere realizzato a stralci, e quindi non mi preoccupano i soldi ma piuttosto la volontà politica e l’esecuzione dei lavori». Il deputato livornese ha attaccato nei giorni scorsi il ministro proprio per la lentezza dell’iter burocratico ed è il primo firmatario di un emendamento presentato insieme ad altri parlamentari democratici, tra i quali Stefania Pezzopane e Chiara Braga, al nuovo Decreto semplificazione che arriverà in aula a luglio, in cui si chiede che entro il 2021 sia nominato il commissario. «È importante, come dice Giani – sottolinea Romano – che il commissario sia un funzionario di Anas, ente di diritto pubblico che sarà titolare della Tirrenica. Io porterò avanti il percorso parlamentare, perché tutto serve per giocare quella che è una partita chiave per il nostro territorio».

«Passaggio decisivo». Giani si dichiara soddisfatto dell’incontro. Ma attento agli sviluppi della vicenda. «Mi convince il ragionamento del ministro – commenta – che vuole risolvere un problema legislativo di fondo: infatti nel mese di luglio, con un decreto, verrà normato in Parlamento il passaggio della concessione da Sat, la Società autostrade che è ancora depositaria dei due progetto dei lotti 4 e 5, già approvati tra Grosseto sud e Ansedonia, ad Anas, che è una società di diritto pubblico, e che acquisirà la competenza sulla Tirrenica. La riorganizzazione societaria di Sat favorirà il trasferimento e la compensazione tra le due società, Sat e Anas». E dunque possono sbloccarsi i lavori? «Certo, è fondamentale il passaggio di competenze e la nomina del commissario, che avrà pieni poteri. Nel frattempo io non starò fermo: controllerò il lavoro delle parti e sensibilizzerò i nostri parlamentari». I primi due lotti riguardano un percorso tra i più “difficili”, con tratti spesso a due corsie e passi a raso. «Dove ci sono i passi a raso – assicura Giani – andranno realizzati sottopassi o sovrapassaggi con particolare attenzione alla sicurezza».

I 12 chilometri di Capalbio «Mettere in sicurezza il tratto Ansedonia - Chiarone». Gianfranco Chelini, assessore al Comune di Capalbio, indica la priorità da cui iniziare la messa in sicurezza dell'Aurelia. «L’Aurelia nel tratto di Capalbio è quella che ha più bisogno d'interventi: 12 chilometri e mezzo a due corsie, una in direzione Roma e una in direzione Grosseto. Se non bastassero le due corsie, una serie di incroci a raso dove spesso si sono verificati incidenti anche mortali. Il Comune di Capalbio aveva individuato, con Anas, sette interventi che avrebbero potuto essere realizzati per mettere in sicurezza quella porzione di Aurelia. Tutto, però, resta nel limbo fino a che Anas non avrà la concessione sull'Aurelia». —

(ha collaborato Ivana Agostini)

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