Inchiesta Keu, la protesta dei cittadini per la strada dei veleni. Barnini alla Regione: "Tempi certi sulle bonifiche"

Cromo 26 volte oltre la norma: il comitato No Keu è sceso in piazza per chiedere una risposta alla politica

EMPOLI. Una risposta immediata e “di pancia” del comitato “No keu”. Ieri pomeriggio è stato organizzato un presidio a Brusciana, lungo la nuova strada 429, nel punto in cui sono stati fatti i campionamenti disposti dalla procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sui fanghi delle concerie finiti sotto la nuova strada.

Una protesta spontanea di alcune decine di persone sull’onda proprio di quei risultati degli esami che sono stati resi pubblici venerdì pomeriggio. E che, purtroppo, non danno più spazio alle interpretazioni o alle speranze che fosse solo un brutto sogno: sotto la nuova strada, almeno in quel punto, è stato trovato keu (il sottoprodotto dei fanghi delle concerie in forma di cenere ndr) contaminato. Cioè non quello “buono” trattato e decontaminato che viene venduto come prodotto proprio per i lavori stradali. Ma quello “cattivo” pieno di metalli pesanti. Come il cromo in quantità pari a 26 volte oltre i limiti. E a peggiorare il quadro è emerso che è in grado di infiltrarsi nel terreno e di contaminarlo in modo irreparabile. I dati della relazione inviata alla procura riguardano cinque campioni raccolti all’altezza di un cavalcavia ferroviario della 429. I valori più alti di keu sono stati trovati nella parte alta del rilevato stradale. «Ora non si può più aspettare – ha detto al presidio uno dei portavoce del comitato “No keu”, Paolo Gaccione – è necessario fare subito un monitoraggio su tutta la strada e continuare a fare carotaggi in maniera periodica per seguire l’andamento delle sostanze inquinanti. In più bisogna partire con la bonifica».


«La politica deve riflettere su quello che è accaduto – ha aggiunto Beatrice Cioni, attivista del comitato e capogruppo in consiglio comunale di Buongiorno Empoli – Fabrica Comune – non solo sulle infiltrazioni della ’ndrangheta, su dove il sistema sia permeabile, ma anche perché il meccanismo è stato tale da avere un keu rifiuto e non un keu prodotto». La sindaca di Empoli, Brenda Barnini, ha chiesto l’intervento della Regione. «In attesa di conoscere ufficialmente i risultati delle analisi, che al momento non sono state indirizzate all’amministrazione comunale, – ha spiegato – chiediamo subito alla Regione di convocare il tavolo di coordinamento voluto dall’assessore all’ambiente Monia Monni con Arpat, Regione Toscana e i Comuni interessati. Abbiamo bisogno di poter dare risposte certe ai cittadini su tempi e modalità con cui dovrà essere effettuato il procedimento di bonifica». E ha concluso: «Ribadisco, però, che dall’inizio della vicenda e nemmeno oggi gli inquirenti hanno evidenziato profili di pericolo immediato per la salute pubblica cosa che li avrebbe necessariamente dovuti portare a fare ben altro tipo di comunicazione all’amministrazione comunale». –

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