Nicola, il padre: «Si è perso nel tentativo di venirci a cercare»

L'abbraccio tra Nicola e la mamma

Leonardo Tanturli prova a dare una spiegazione all'allontanamento del figlio, che ha trascorso due notti nel bosco

PALAZZUOLO SUL SENIO (FI). Hanno passato la notte a guardare fuori dalle finestre del loro casolare, immaginando di vederlo tornare. La speranza però veniva interrotta da attimi di totale profondo sconforto. Poi ieri mattina la notizia più bella. Nicola è stato trovato, è vivo e sta bene. Ed è già stato dimesso dall'ospedale Meyer, dove ha trascorso la notte con la mamma. «Una grande contentezza – racconta il babbo di Nicola, Leonardo Tanturli – una gioia forte, abbiamo tenuto il peggio, abbiamo avuto ore di disperazione. Poi il grande sollievo della notizia che lo avevano ritrovato».

La gioia di Leonardo e della compagna Giuseppina è stata quella di un intero paese: «Rivolgo un grande grazie alle persone che hanno partecipato alle ricerche – dice Leonardo Tanturli – grazie a tutti, alle persone del paese di Palazzuolo che hanno contribuito alle ricerche e a tutto il personale che è stato impegnato nelle operazioni di ricerca e di soccorso». In fondo al cuore Leonardo e Giuseppina sapevano che il loro Nicola, nato e cresciuto a contatto con la natura, abituato a essere circondato dagli alberi, immerso nei boschi, ce l’avrebbe fatta e sarebbe tornato da loro: «Nicola – dice ancora babbo Leonardo – è un bambino abituato a camminare alcune decine di metri da sé , in autonomia, ma mai si era allontanato in questo modo da solo. È un bambino forte, ha resistito. Quando l’ho abbracciato in ambulanza l’ho trovato che stava bene, compatibilmente con 36 ore di permanenza nei boschi». Certo, ci sono psicologi che sottolineano la necessità di non sottovalutare il trauma che il bimbo può avere riportato per il distacco, per aver passato due notti da solo. E suggeriscono ai genitori metodi per far superare a Nicola questo episodio, in modo che non lasci strascichi. Tuttavia Leonardo Tanturli ha fiducia nelle risorse del proprio figlio: «Vivendo in campagna, a differenza di altri bambini, Nicola è abituato a camminare, chiaramente con noi. Da solo non aveva mai affrontato più di poche decine di metri da casa in tutte le direzioni, non era mai successo. Questa volta vuoi per il buio vuoi per una paura, non lo so, si è allontanato di più. Probabilmente è arrivato lì, dove è stato ritrovato non subito, forse non è successo nell’arco di una notte».

I genitori si erano allontanati per accudire le capre, Nicola dormiva, era in casa, ma da bimbo sveglio qual è la porta chiusa non lo ha fermato. Aveva imparato da poco ad arrivare alla maniglia: «La porta era chiusa – dice il papà – non a chiave. Nicola ha provato ad arrivare alla maniglia, ci è riuscito ed è uscito di casa. Così si è allontanato. Noi eravamo fuori, forse ci voleva venire a cercare». Adesso il piccolo è in ospedale, al Meyer di Firenze, con la mamma. Sta bene, lei non si stacca lui e lui non si stacca da lei. Provati entrambi dal forte stress, mamma e figlio hanno mangiato e poi sono caduti in sonno profondo.