Frane, giunti rotti e ora una voragine: la Fi-Pi-Li ormai è una roulette russa

La sindaca di Lastra a Signa e delegata alla viabilità di zona della Città metropolitana di Firenze, Angela Bagni: «Progettata per un quarto dello stress»

Poco meno di cento chilometri dividono Livorno da Firenze. Nel mezzo, l’inferno. Tra buche, cantieri, incidenti, code senza fine. Decenni di annunci, promesse non mantenute dalla politica e manutenzione carente.
Cede la Firenze-Pisa-Livorno, la superstrada che collega il capoluogo della Toscana alla costa. Non regge più quel carico di traffico – in media 50mila veicoli ogni giorno – che l’attraversa da cima a fondo.
Angela Bagni, sindaca di Lastra a Signa e delegata alla viabilità di zona della Città metropolitana di Firenze, spiega che la strada di grande collegamento è sotto pressione. Troppo per la sua “anzianità”. E, soprattutto, gli standard per i quali fu progettata, cinque decenni fa. Così spiega l’ennesimo cedimento del manto stradale – l’ultimo intoppo di una lunga serie – che, venerdì sera, ha provocato una voragine nell’asfalto profonda un metro, nel tratto compreso tra le uscite di Lastra a Signa e Ginestra Fiorentina, in direzione Firenze. «Quando quel tratto di Fi-Pi-Li fu costruito, negli anni Sessanta – spiega la rappresentante della Città metropolitana di Firenze – fu progettato per sostenere un quarto dello stress a cui è oggi sottoposto. Sono in corso degli incontri per trovare una soluzione al problema. Servirebbero molti soldi per eseguire interventi ad hoc».

QUANTO COSTA LA MANUTENZIONE

Già, i soldi. Negli anni, la Fi-Pi-Li ha inghiottito tanti, tantissimi soldi. Senza, di fatto, risolvere una volta per tutte i problemi. Per le manutenzioni, si viaggia da anni alla media di un milione di euro al mese: nove milioni all’anno previsti dal contratto con Avr, la società a cui è affidata la gestione della manutenzione dell’intero tratto di strada da parte della Città Metropolitana di Firenze che, a sua volta, ne stanzia altri tre; 12 milioni di euro, invece, entrano nelle casse di Avr “grazie” alle multe degli autovelox. Ma la Fi-Pi-Li è, prima di tutto, un percorso a ostacoli, tra brusche frenate poco prima dei dispositivi per schivare all’ultimo tuffo) le sanzioni, e altrettante accelerazioni decise. E gli incidenti – la media è di 200 ogni 12 mesi – sono, purtroppo, all’ordine del giorno. In dieci anni, si contano una quarantina di morti. Da tempo, su quella strada, si invoca più sicurezza. Ma quelle grida sono rimaste (più o meno) inascoltate. Intanto i disagi restano.

LA VORAGINE TRA LASTRA E GINESTRA

Venerdì sera, ore 19,30. La strada va giù, all’improvviso. Intervengono i tecnici di Avr, la società che gestisce il tratto stradale e, intanto, viene chiusa al traffico una corsia. Ma non basta. Gli interventi di ripristino richiedono tempo e la carreggiata viene chiusa, per tutta la notte. Ieri mattina, alle 5, le operazioni di ripristino del tratto stradale si sono concluse e, un’ora dopo, i mezzi hanno ripreso a circolare anche in direzione Firenze. «Si è verificato uno sfondamento localizzato della pavimentazione – spiegano fonti qualificate di Avr –. I nostri tecnici sono intervenuti per le verifiche del caso, poi ci siamo confrontati con la polizia stradale. E, a quel punto, una volta chiusa la carreggiata verso il capoluogo toscano, l’intervento è stato portato a termine in una notte. Comprendiamo i disagi ma, in genere, il venerdì sera non sono mai moltissimi i veicoli in transito verso Firenze».
«La strada di collegamento svolge funzioni di grande carico – prosegue Avr –. Tanto per fare un esempio: dal 2016 al 2019, l’andamento del traffico è cresciuto di tre punti percentuali ogni anno. Significa che la superstrada ha continuato a ricoprire il suo ruolo di infrastruttura strategica. E, a conferma di tutto questo, dopo il periodo del lockdown (marzo-aprile 2020), il ritorno al 100% del traffico è arrivato subito dopo. Da parte nostra, faremo il massimo perché i disagi siano contenuti il più possibile».

I PRECEDENTI

E sarà bene. Ma no, per Avr «non c’è un collegamento diretto con gli episodi precedenti». Eppure, negli ultimi tempi, il tratto tra Lastra a Signa e Ginestra Fiorentina è stato bersagliato da eventi che hanno creato non pochi disagi. Mentre la rabbia di automobilisti e autotrasportatori cresce. Qualche chilometro dopo il luogo in cui venerdì sera si è verificata la voragine nell’asfalto, si era già registrata una frana. E, poi, come se non fosse abbastanza, la frana della vecchia frana: la prima risale ai primi giorni di gennaio, la seconda ad appena cinque mesi dopo, in un punto già provato. Dove, sul nuovo asfalto, è comparso un pericoloso avvallamento che ha costretto la società a intervenire. Di nuovo. In un tratto in cui, dopo la parziale riapertura, la circolazione continua a essere in sofferenza con diversi chilometri di coda che si registrano, ogni giorno, in prossimità del restringimento della carreggiata. Una storia simile per il tratto di superstrada tra Montopoli e Pontedera: si spacca un giunto che danneggia le gomme di diverse auto. Cinque mesi dopo, accade ancora: questa volta è un camion a farne le spese.

L'INCONTRO A ROMA

Qualcosa dovrà pur muoversi. Intanto, venerdì prossimo, il presidente della Regione, Eugenio Giani, incontrerà a Roma il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Enrico Giovannini. «Ci aspettiamo molto da questo incontro – commenta la sindaca Bagni – per risolvere la questione. Ci sono già diversi tavoli aperti a cui stanno partecipando sia la Città metropolitana di Firenze che i sindaci della zona. Mi spiace per i lavoratori, ma l’unica soluzione è quella di chiudere la Fi-Pi-Li ai mezzi pesanti. In settimana, firmerò un’ordinanza per interdire il passaggio dei mezzi sopra alle 18 tonnellate nel territorio del Comune di Lastra a Signa, anche in occasione della chiusura della superstrada. Non c’è altra soluzione, purtroppo».

ASSOTIR

Da sempre in prima linea, Assotir, l’associazione delle imprese di autotrasporto, dice che la soluzione non può essere la chiusura della superstrada alla categoria. Così ha chiesto di aprire un tavolo di confronto sulle emergenze delle infrastrutture toscane. C’è la Fi-Pi-Li, tra le principali. E c’è pure la Tirrenica. –

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